“Le politiche di concentrazione del capitale, dei privilegi agli investimenti, delle privatizzazioni dei servizi pubblici e delle industrie strategiche hanno solo portato a rafforzare lo sfruttamento, la disuguaglianza, l’esclusione e la povertà nei paesi del Sud del mondo” ha detto Rosa Guillén, coordinatrice della rete dei movimenti sociali latinoamericani ed europei ‘Enlazandos Alternativas’, protagonista del III ‘Vertice dei Popoli’ (‘Cumbre de los Pueblos’) aperto a Lima alla presenza di centinaia di delegati in concomitanza con i lavori del Vertice tra America Latina e Caraibi e Unione Europea (Alc-Ue).
Secondo la rete sociale, nata in occasione del Vertice di Guadalajara nel 2004, “l’Europa promuove attraverso le sue grandi aziende una politica di riconquista dell’America Latina” a detrimento delle popolazioni e dell’ambiente, uno dei temi portanti del vertice ‘ufficiale’. “Quello che vogliamo – ha aggiunto - è una società nuova, basata sulla libertà, la giustizia, l’autonomia, la solidarietà e la pace, dove l’economia sia al servizio dei popoli e non del capitale”. L’Europa, secondo i promotori del Vertice alternativo, insiste nel volere maggiore accesso alle risorse naturali ed energetiche del Sud, ma rafforzando al contempo il suo mercato interno senza ridurre i dazi doganali per i prodotti dei paesi in via di sviluppo; una politica “diretta esclusivamente dagli interessi economici delle grandi aziende che mette da parte il contributo allo sviluppo del Sud e alle preoccupazioni legate all’ambiente, oltre a danneggiare le politiche sociali nazionali”. Inserendosi nel dibattito all’ultima plenaria del Parlamento Europeo in vista del Vertice Alc-Ue, il deputato dei verdi catalani Raul Romeva ha evidenziato che “al di là della retorica, quel che è certo è che le relazioni tra i due blocchi per il momento hanno contribuito ben poco a promuovere l’integrazione regionale e la riduzione della miseria in America Latina”, dove, nonostante consistenti progressi registrati negli ultimi anni, i poveri sono oltre 200 milioni, dei quali 80 milioni sono indigenti; a questi, secondo la Commissione economica per l'America latina e i Caraibi (Cepal, organismo dell’Onu), si uniranno quest’anno altri dieci milioni di ‘nuovi poveri’ a causa dell’aumento globale dei prezzi dei prodotti alimentari. Per Romeva “gli Accordi di Associazione (Ada) tra la Ue e l’America Latina non solo devono essere completi, ambiziosi ed equilibrati, ma soprattutto devono contribuire al rispetto dei diritti umani, economici e sociali. Per questo è necessario tenere conto delle asimmetrie economiche e soprattutto evitare un’Alca – la fallita ‘Area di libero commercio delle Americhe’ promossa dagli Stati Uniti – all’europea”. |