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DARE UNA NUOVA IMMAGINE ALLA VITA RELIGIOSA DAL PUNTO DI VISTA DI GPIC E DARE UNA NUOVA IMMAGINE ALLA CHIESA
4.1 DARE UNA NUOVA IMMAGINE ALLA VITA RELIGIOSA DAL PUNTO DI VISTA DI GPIC (57) 4.1.1 INTRODUZIONE In questo manuale, abbiamo parlato di GPIC come di un modo di vita e non semplicemente come di un ministero - uno tra gli altri. Abbiamo anche cercato di ridefinire la giustizia come relazioni giuste, intese dal punto di vista biblico. Si può capire e apprezzare la Vita Religiosa nel modo migliore dalla prospettiva di un discepolato radicale in vista del Regno di Dio. Essere un discepolo significa essere, fare e dire quello che Gesù fu, fece e disse, con gli stessi atteggiamenti. Un discepolo è essenzialmente un testimone della resurrezione. Seguire Gesù ed essere partecipe della sua missione vanno insieme. La chiamata al discepolato arruola il discepolo al servizio del Regno di Dio. L'essenza dell'essere un discepolo è espressa biblicamente nella frase essere con lui. Il discepolato era ben conosciuto in Israele. I Rabbi avevano i loro discepoli che essi formavano, ma la seguente tabella mostra le differenze principali tra le due situazioni. John Fuellenbach fa le seguenti distinzioni: (58) Discepoli di Gesù Discepoli dei Rabbi Se accettiamo la vita religiosa come un discepolato radicale, le domande che inevitabilmente seguono riguardano i nostri Voti, la Vita di Comunità, la Vita di Preghiera, ecc.: concretamente, come viviamo il nostro apostolato in modo pertinente, nel contesto odierno, visto dalla prospettiva di JPIC? Qui di seguito ci sono delle riflessioni su questo tema. 4.1.2 DARE UNA NUOVA IMMAGINE ALLA VITA RELIGIOSA DALLA PROSPETTIVA DI JPIC (59) 4.1.2.1 VERSO UNA NUOVA TEOLOGIA DEI VOTI Breve storia
Guardando al Presente e al Futuro
4.1.2.2 UN NUOVO APPROCCIO BIBLICO AI VOTI Le Scritture Ebraiche (Vecchio Testamento) sono piene di esempi, da un lato dell'infedeltà, delle ingiustizie e della violenza del popolo, e dall'altro dell'inesauribile e costante amore, compassione e giustizia salvifica di Dio. Queste scritture comprendono diversi testi che parlano dell'invito e del richiamo continui di Dio a un cambiamento del cuore. Uno dei più forti tra questi si trova in Michea 6. Michea 6 è una scena da tribunale: Yahweh chiama in giudizio il suo popolo per la sua infedeltà: (i) ingiustizie, misura falsa, moggio scarso, bilancia truccata, pesi ingannevoli: Cap.6, vv10, 11; nel Cap.2, Michea enumera altre ingiustizie: nell'impadronirsi dei campi cui ambiscono, essi rilevano anche le case: nel Cap.7, Michea parla del funzionario che ha troppe pretese, del giudice che dà un giudizio corrotto, dell'uomo di potere che si pronuncia come gli pare; (ii) violenza (Mi 6, 12 e 7, 2). Dopo aver ascoltato Yahweh, il popolo vuole placare "l'ira" di Yahweh, ed è pronto ad offrire diversi tipi di sacrifici: olocausti, vitelli di un anno, montoni a migliaia, diecimila fiumi d'olio, e sono persino pronti ad offrire i loro primogeniti! Quello che vogliono offrire è di natura "esterna". Yahweh è chiaro a proposito di ciò che vuole: un cambiamento completo del cuore e degli atteggiamenti; ciò che il Signore vuole da loro tocca ogni fibra del loro essere. E' un intero modo di vita: Io ti chiedo questo, e solo questo: Ama teneramente, Si potrebbe fare un paragone tra le ingiustizie e la violenza menzionate in Micah e quello che accade oggigiorno. Come abbiamo visto nella Sezione I, il mondo è pieno di ingiustizie e violenza, molto più numerose, varie, orrende, e molto più sofisticate di quelle del settimo secolo avanti Cristo (l'epoca di Michea). Col passare degli anni, le molte norme e pratiche che venivano aggiunte per aiutarci a vivere i voti furono viste come rimedi e misure preventive per le limitazioni e le debolezze umane. Questo ha certamente i suoi vantaggi. Ma, in questo processo, i voti divennero altamente strutturati e istituzionalizzati. Nelle Scritture Ebraiche, scopriamo un processo simile:i capi religiosi, per aiutare le persone a vivere la loro religione in modo più pieno, introdussero progressivamente leggi e pratiche, ma, a poco a poco, queste divennero la norma, e un modo di vita. La gente incominciò a manifestare la propria relazione con Dio per mezzo di offerte esteriori, sacrifici e olocausti. La dimensione di fede, che è il riflesso di una relazione vera con Dio, non era più evidente. In Michea 6, Dio ricorda loro chiaramente che non è interessato a pratiche esteriori, celebrazioni e sacrifici: Egli vuole una giusta relazione con Dio (camminare umilmente con Dio), e una giusta relazione con gli altri (tenerezza e giustizia). Applicando questo testo al nostro contesto odierno, ("attualizzazione della Bibbia"), vediamo un invito a dare una nuova immagine alla nostra vita religiosa e ai nostri voti. Siamo adesso chiamati a vivere radicalmente la nostra vita religiosa basandola sulla chiamata: ad amare teneramente (castità), ad agire in modo giusto (povertà) e a camminare umilmente con il nostro Dio (obbedienza). Non è il numero delle norme e delle pratiche che ci aiuterà ad essere SEGNI significativi nel mondo odierno, ma: (i) la qualità delle relazioni che manifestino la stessa tenerezza e nonviolenza di un Padre amorevole, e di Gesù; (ii) la qualità delle relazioni che manifestino il concetto biblico di giustizia; (iii) la rinuncia evangelica al potere.
Si fa spesso riferimento al Vangelo di Marco come al "Vangelo del discepolato". Perciò il Vangelo di Marco sarà il nostro riferimento, nel nostro sforzo di dare una nuova immagine ai voti. Amare Teneramente: (Castità= relazioni giuste) Le relazioni di Gesù manifestavano compassione: Mc 2, 41: "un lebbroso venne da lui...egli fu mosso a pietà... Mc 2, 23-28: Un giorno di Sabato, i suoi discepoli avevano fame.egli permise loro di "non rispettare il Sabato" in modo che potessero mangiare...Egli relativizza la Legge: la compassione è più importante della legge. Mc 3, 1-6: salvare la vita, sostenere la vita è più importante della legge... Mc 8, 2: "Ho compassione della folla..." (Quando dà da mangiare ai quattromila) Mc 12, 28-34: Amerai il Signore... amerai il prossimo tuo come te stesso...amare il prossimo è molto di più di tutti i sacrifici e gli olocausti." Nel contesto odierno, implicazioni per il nostro voto di Castità:
Gesù visse in modo giusto e semplice:
Mc 2, 15-17: egli fa un'opzione per i poveri e gli emarginati: mangia con i peccatori e i pubblicani...
Implicazioni di quanto sopra per il nostro voto di povertà oggi, nel mondo attuale:
In breve, il significato del nostro voto di povertà, per il mondo attuale, consiste nel richiamo a un modo nuovo di relazionarci con le persone e con le proprietà/beni. Dove c'è povertà del cuore (umiltà) c'è povertà materiale. Cammina Umilmente con il Tuo Dio: (Obbedienza = una giusta relazione con Dio e con le persone contribuisce al discernimento) La preoccupazione principale di Gesù era di realizzare il Piano di Amore del Padre:
Implicazioni di quanto sopra per il nostro voto di obbedienza, nel contesto odierno:
4.1.2.3 LA COMUNITA' Mc 3, 13:"Egli ne scelse dodici che stessero con lui... La comunità è un segno profetico nel mondo attuale. In un contesto in cui individualismo, egocentrismo e una forte tendenza all'indipendenza stanno distruggendo la VITA che Gesù ha portato al nostro mondo, noi siamo invitati ad approfondire il concetto di comunità, che riguarda tutte le giuste relazioni basate su di una giusta relazione con Dio, con gli altri e con se stessi. Nel concetto dei voti precedente al Vaticano, si poneva l'accento su: (i)dipendenza; (ii) legalismo. Ciò comprendeva anche una certa connotazione negativa: castità significa non sposarsi, povertà significa non poter possedere nulla individualmente, obbedienza significava non poter fare nulla di propria iniziativa, ecc. Tutto questo è tuttora valido, ma l'approccio deve cambiare, affinché i voti abbiano un vero significato oggigiorno. L'accento deve essere sull'interdipendenza, e i voti come spiegati prima si possono vivere solo in comunità, come comunità, in interdipendenza. E' in primo luogo e soprattutto in comunità che impariamo progressivamente ad amare teneramente, "le sorelle/i fratelli che Dio ci dà", senza esclusioni. Oggigiorno, in certe culture c'è una tendenza a voler scegliere coloro con cui si vuole vivere. In altre parole, scegliamo di escludere qualcuno mentre procediamo a scegliere qualcun altro. Questa tendenza ad escludere è molto forte nella nostra società, e prende varie forme. Come discepoli impegnati di Gesù, questo è uno dei richiami importanti di oggi - il richiamo all'inclusione, per difficile o arduo che sia vivere con certe persone, nazionalità, culture, mentalità, gruppi di età , ecc. E' in comunità che impariamo - e lottiamo giorno dopo giorno per sperimentare la gioia di perdonare ed essere perdonati. E' in comunità che scopriamo progressivamente il dare e il ricevere, l'essere arricchiti dal sistema di valori di varie culture e regioni (quando le comunità sono multiculturali). In comunità cresciamo nella fede, in comunità continua la rivelazione, in comunità le nostre immagini di Dio e di Gesù vengono lentamente ridisegnate, nel riconoscere le immagini di Dio e di Gesù negli altri.E' in comunità, attraverso relazioni di tenerezza e compassione, che il nostro voto di celibato assume un nuovo significato. Il 10% della popolazione mondiale, che detiene il potere economico e politico, sta spogliando della dignità umana il 90% della popolazione mondiale. La Storia è piena di persone che hanno fatto un uso scorretto o hanno abusato del potere. La tendenza a dominare ha sempre fatto parte della storia umana. In questo processo, le donne e i bambini hanno subito sofferenze immense. E' a causa di questa Storia che oggigiorno la gente si oppone alla sottomissione e alle umiliazioni di qualunque genere. Il voto di obbedienza nella vita religiosa ha le sue proprie vicende, sia positive sia negative. La chiamata a camminare umilmente con il nostro Dio è rivolta a tutti - a coloro cui è stata conferita autorità e a coloro che si trovano alla base. Camminare umilmente con il nostro Dio implica la chiamata a discernere, a cercare la Sua Volontà - insieme con le persone e attraverso gli eventi. E' prima di tutto e soprattutto in comunità, insieme con le persone che hanno lo stesso carisma e la stessa visione, che abbiamo quotidianamente l'occasione di discernere, nelle piccole come nelle grandi cose, la Volontà del Signore. E' come comunità che prendiamo parte alle decisioni e collaboriamo. E' come comunità che attuiamo le decisioni insieme, anche se, qualche volta, è difficile accettarle. E' in comunità che cresciamo nell'arte del dialogo, attraverso quotidiani sforzi e incomprensioni. E' in comunità che possiamo imparare dagli altri la via dell'umiltà, la via che fu dapprima tracciata da Gesù, nella sua esperienza di comunità. E' in comunità che cresciamo nel nostro sforzo di fare del discernimento il nostro modo di vita. Una volta raggiunta questa conquista, l'umiltà e il discernimento diventano un atteggiamento di vita, e ciò contribuisce a una sana interdipendenza nella comunità. Le comunità religiose possono contribuire a dare una nuova immagine all'autorità e al potere sulla scena del mondo.
La Preghiera come Comunità e nella Comunità Tutto ciò che abbiamo detto qui sui Voti e sulla Comunità è un processo del divenire...e questo processo riceve energia nella preghiera e per mezzo di essa. La preghiera personale è indispensabile (Mc 1, 12,35) e lo è anche la preghiera di comunità, che contribuisce ad approfondire le relazioni tra le persone, e a discernere le attività GPIC. Non possiamo vivere come comunità, senza una vita di fede, che sia basata su una relazione intima con Dio e Gesù, mediante la preghiera. La preghiera comunitaria ci aiuta a crescere come comunità nella fede, nella speranza e nell'amore. Una comunità che adora, loda, ringrazia e intercede insieme riceve anche un'abbondanza di grazie come comunità. La PAROLA condivisa e annunziata come comunità è fonte di rivelazione del Padre e del Figlio. Il PANE condiviso e spezzato nella comunità e come comunità è la fonte di VITA che Gesù ci ha promesso. Quando preghiamo come comunità con le persone che condividono lo stesso carisma e visione, noi cresciamo come comunità Eucaristica, cioè, come comunità noi diventiamo pane spezzato, condiviso e donato scambievolmente per noi, e per il mondo. Trasformati in Cristo, noi tendiamo la mano ad altre comunità, e alla comunità planetaria in vista della trasformazione dell'universo intero che continui la missione di Gesù come comunità.
Interconnessione di Comunità, Preghiera e Missione Gesù ebbe bisogno che altri collaborassero con lui nella sua missione. L'era dei profeti individuali viene sostituita dalla forza di testimonianza di una comunità profetica. Come religiosi, noi siamo chiamati a collaborare a due livelli: all'interno della comunità (comunità locale, provincia, comunità della congregazione) e con la comunità più ampia. L'enfasi sulla comunità non è fine a se stessa: è in vista della missione. Il richiamo ad amare teneramente, agire in modo giusto, camminare umilmente con il nostro Dio come comunità è in vista della missione. I valori Evangelici che noi viviamo in comunità e come comunità ci evangelizzano lentamente e, in questo processo, noi evangelizziamo gli altri, cioè promoviamo il Regno di Dio. La Nuova Evangelizzazione, in un certo senso, è l'opposto di ciò che facevamo prima: prima, quando parlavamo di evangelizzazione, pensavamo immediatamente ad evangelizzare gli altri; oggi, noi dobbiamo incominciare col chiederci: come sono evangelizzato? cioè, quali valori del Vangelo rispecchio nella mia vita/nella nostra vita, come comunità? I valori Evangelici più evidenti nella nostra comunità sono i valori che evangelizzeranno la comunità più ampia. La comunità non è per la santificazione personale, ma per la trasformazione dell'universo. E' come comunità che noi possiamo incominciare a dare una nuova immagine alla chiesa e alla vita religiosa. La comunità è il luogo privilegiato per incominciare a dare una nuova immagine alla Missione. Se non siamo disposti ad accettare la sfida di vivere i valori Evangelici in comunità, con persone che condividono lo stesso carisma e la stessa visione, come possiamo professare di vivere questi valori con persone che non hanno la stessa visione, e così, come possiamo promuovere il Regno di Dio? La comunità è il risultato e il terreno fertile per una vita di amore. La comunità esiste dove c'è giustizia, dove la giustizia è intesa come relazioni giuste. La comunità offre la base per discernere e sviluppare i carismi, perché le persone partecipino e contribuiscano con i doni che hanno ricevuto. I religiosi offrono un esempio di comunità e di lavoro con gli altri per costruire la comunità come luogo di giustizia e della rivelazione di Dio. Oggigiorno, a causa della rottura delle relazioni, la comunità è un'espressione di giustizia, che, a sua volta, è l'espressione dell'amore, che ha un senso perché è così concreto.
4.1.2.4 COMMENTO CONCLUSIVO Una nuova teologia della vita religiosa richiede un nuovo vocabolario. Il dare una nuova immagine ai voti richiede il dare nuovi nomi ai voti. Dobbiamo proclamare al mondo che facciamo i voti per amare teneramente, agire giustamente e camminare umilmente con Dio, in comunità, e in vista della missione. Forse, possiamo vedere la necessità di aggiungere un altro voto, o forse di combinare questi tre in uno solo. Lo Spirito si sta muovendo... non lasciamo che le istituzioni e le strutture frenino la libertà dello Spirito... diamo allo Spirito la libertà di agire in vista di un Nuovo Cielo e di una Nuova Terra...
4.1.2.5 ESTRATTI DAI DOCUMENTI CAPITOLARI DI VARIE CONGREGAZIONI RELIGIOSE Il modo di essere "in mezzo alla gente" è il segno di una testimonianza profetica di nuove relazioni di fraternità e amicizia tra uomini e donne in ogni luogo. E' un messaggio profetico di giustizia e pace nella società e tra i popoli. Come parte integrante della Buona Novella, questa profezia deve essere adempiuta mediante l'impegno attivo per la trasformazione di sistemi e strutture inique in sistemi e strutture pieni di grazia. E' anche un'espressione della "scelta di condividere la vita dei 'piccoli' (minores) della storia, in modo da poter dire una parola di speranza e di salvezza stando in mezzo a loro più attraverso la nostra vita che attraverso le nostre parole." Questa opzione scaturisce naturalmente dalla nostra professione di povertà, in una fraternità mendicante, ed è in armonia con la nostra fedeltà a Cristo Gesù, vissuta attraverso la fedeltà ai poveri e a coloro in cui il volto di nostro Signore si rispecchia in modo preferenziale. E' nostro dovere contribuire alla ricerca di una comprensione delle cause di questi mali, essere solidali con le sofferenze di coloro che sono emarginati; condividere la loro battaglia per la giustizia e la pace; e combattere per la loro totale liberazione, aiutandoli ad appagare il loro desiderio di una vita dignitosa. I poveri, i piccoli (minores) costituiscono la grande maggioranza della popolazione mondiale. I loro complessi problemi sono collegati e, in gran parte, sono causati dalle attuali relazioni internazionali e, più direttamente, dai sistemi economici e politici che governano il nostro mondo oggi. Non possiamo fare l'orecchio da mercante al grido degli oppressi che invocano giustizia. Dobbiamo sentire e interpretare realmente dalla prospettiva dei poveri - di coloro che sono oppressi dai sistemi economici e politici che governano attualmente l'umanità. La realtà sociale ci sfida. Attenti al grido dei poveri, e fedeli al Vangelo, dobbiamo prendere posizione con loro, facendo un'opzione per i 'piccoli'. C'è un crescente desiderio, all'interno dell'Ordine, di scegliere la solidarietà con i 'piccoli' della storia, di portare ai nostri fratelli e alle nostre sorelle una parola di speranza e di salvezza stando tra loro, più con la nostra vita che con le nostre parole...Raccomandiamo questa opzione per i poveri, perché essa è in armonia con il carisma dell'Ordine, che si può riassumere come una vita di fedeltà a Gesù Cristo; "fedeltà a Gesù Cristo" significa anche fedeltà ai poveri e a coloro in cui il volto di Cristo di preferenza si rispecchia.
La nostra ispirazione presa da Elia, su cui si basa il nostro carisma profetico, ci chiama a camminare con i "piccoli" lungo le vie percorse dal profeta nel suo tempo - lungo la via della giustizia, contrastando le false ideologie e avanzando verso un'esperienza concreta del vero Dio vivente; lungo la via della solidarietà, difendendo le vittime dell'ingiustizia e mettendoci dalla loro parte; lungo la via del misticismo, lottando per restituire ai poveri la fiducia in se stessi, rinnovando la loro consapevolezza che Dio è dalla loro parte. Per prepararci ed educarci in modo da poter assumere "le condizioni dei poveri" in modo evangelico, proponiamo di:
Carmelitani/e
per dire Sì
per dire No
Continuiamo con l'analisi sociale che ci porta ad agire sulle cause dell'ingiustizia. sviluppare una cultura della solidarietà- relazioni di solidarietà come:-
Riesaminare coraggiosamente il nostro stile di vita e le nostre scelte economiche a livello personale, di comunità e di congregazione, per assicurarci che siano coerenti con i nostri orientamenti apostolici. Scegliamo di iniziare nuove relazioni vitalizzanti, con la determinazione di aprirci agli altri e di essere attenti al grido degli sfruttati e degli impoveriti. La Congregazione, ente pubblico internazionale, è una forza dinamica. Il nostro impegno apostolico con i poveri richiede che prendiamo una posizione collettiva per la giustizia e la pace. E' una via profetica all'interno della società e della Chiesa oggi. Piccole Sorelle dell'Assunzione
Proprio come la vita religiosa necessita di una nuova immagine, così necessita di una nuova immagine la Chiesa. Come si spera, forse dare una nuova immagine alla vita religiosa avrà come conseguenza di dare una nuova immagine alla Chiesa. Gesù predisse il Regno, ma gradualmente nacque una Chiesa (60), una Chiesa che divenne altamente istituzionalizzata, gerarchica, clericalizzata e potente. Progressivamente, la dimensione comunitaria della prima Chiesa divenne oscura. Il Concilio Vaticano Secondo definì la Chiesa come "Popolo di Dio". L'impegno a GPIC include un impegno a dare una nuova immagine alla Chiesa, in modo che rispecchi la dimensione comunitaria di un popolo di Dio, con tutto quello che ciò implica. Essendo Chiesa, noi ci impegniamo solidalmente a promuovere il Regno di Dio... Spesso, nella Chiesa istituzionale, sorgono delle questioni riguardanti la giustizia. Si fa appello alla Chiesa perché predichi la liberazione e la giustizia per tutti e perché lavori per quel fine. Per fare ciò, bisogna che la Chiesa sia giusta, e che si veda che è giusta. Perché la Chiesa sia giusta, bisogna che le relazioni all'interno della comunità Ecclesiale siano giuste. La Chiesa fa affidamento sull'ispirazione dello Spirito Santo perché le impedisca di cadere in errore in materia di dottrina. Lo stesso aiuto della Spirito Santo è necessario perché la Chiesa non sia in errore nel suo comportamento nei confronti dei suoi membri e degli altri. Bisogna anche che la Chiesa sia attenta ai sentimenti delle persone nei suoi riguardi, e che ascolti il grido di coloro che credono che la Chiesa non agisca giustamente. Molti sentono di essere trattati ingiustamente, per esempio, quando sono privati di una formazione adeguata o quando viene loro negato il genere di opportunità che li porterebbe a partecipare pienamente a ciò a cui li chiama il loro battesimo. Le donne oggi levano la loro voce per chiamare la Chiesa istituzionale a rispondere del proprio comportamento e degli atteggiamenti oppressivi nei loro confronti. Sebbene la Chiesa non sia una democrazia, il magistero ha favorito la democrazia come la forma più giusta di struttura nella società. La Chiesa sarà credibile solo se nelle proprie strutture saranno adottate le virtù della democrazia e se queste saranno seguite nel modo più consono alla natura e alla vocazione della Chiesa. Nella Chiesa primitiva, il Vangelo sociale era messo in pratica, non come stratagemma per attirare gli estranei alla Chiesa, ma semplicemente come espressione naturale della fede in Cristo. L'invocazione "Maranatha" (Vieni, nostro Signore) esprimeva un'intensa speranza che non è stata ancora esaudita. L'ingiustizia non è ancora scomparsa, l'oppressione non è stata ancora eliminata, la povertà, la fame, e persino la persecuzione sono ancora all'ordine del giorno. Con Gesù, il Regno di Dio non è venuto in tutta la sua pienezza. Ogni volta che diciamo il Padre Nostro, preghiamo : venga il Tuo Regno. Questa preghiera ci impegna a dare una nuova immagine alla Chiesa, in modo che la Chiesa sia credibile. Un richiamo alla partecipazione, alla responsabilità e all'onestà: "Certamente la Chiesa, nel suo stile di vita, deve mettere in pratica la responsabilità e l'onestà che esige nel settore pubblico. Se facciamo un esame di coscienza franco e coraggioso, dobbiamo prontamente ammettere che ci sono delle aree, nella nostra amministrazione del denaro e di altre risorse, destinate alle diocesi e ai poveri, che necessitano di una riforma. Spesso, noi non apriamo i nostri libri contabili ai revisori dei conti, figuriamoci se rendiamo noti i rapporti verificati ai nostri donatori, per paura di essere colti in fallo! Nelle decisioni sui progetti, a stento coinvolgiamo le stesse persone a cui lo sviluppo è destinato. Ammettiamo veramente i nostri errori, e prendiamo misure correttive tangibili per rimediare alla situazione? Vescovo T.Mpundu, Mbala-Mpika, Zambia (61) Un effettivo timore di perdere il controllo... "L' area più sensibile, dove facilmente si scontrano la comunità e la gerarchia, è il denaro, e la ragione per la quale molti preti sono riluttanti a far partire il processo del sinodo è il tacito timore che i laici assumano il controllo della cassa. Il messaggio del sinodo sottolineava la necessità di un'amministrazione trasparente. (44). In una società democratica si presuppongono una contabilità pubblica e la trasparenza finanziaria. Se i capi della Chiesa continueranno ad avvolgere di segretezza l'uso dei fondi della Chiesa si esporranno all'accusa di corruzione e scoraggeranno le persone dal dare. La fiducia in se stessi che il Sinodo richiede potrà esserci solo se la comunità sarà coinvolta nell'amministrazione dei suoi fondi. Dove i preti sono affidabili e trasparenti nei confronti della comunità, le entrate della parrocchia crescono e, alla fine, essi stessi sono più agiati. Una cultura democratica sfiderà sempre di più e giustamente il modo in cui usiamo le proprietà della chiesa." (62) Alcune domande per un'ulteriore riflessione e discussione, nel nostro sforzo di dare una nuova immagine alla Chiesa: 1. Quali sono alcune delle ecclesiologie emergenti, e come promuovono i valori del 2. L'immagine della Chiesa Universale dipende dall'immagine delle chiese locali: 3. Per quasi 2000 anni, gli uomini di chiesa hanno continuato ad avere un ruolo predominante nel creare l'immagine della Chiesa. Come vedreste i laici e le religiose a dare una nuova immagine alla Chiesa, in corresponsabilità, in vista del Regno di Dio? |
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