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SEZIONE 2.1 PDF Stampa E-mail
Scritto da IMC Consolata   

2.1 INTRODUZIONE

Il messaggio Biblico è fondamentalmente un messaggio di VITA, di SPERANZA, di GIUSTIZIA, di PACE.

E' necessaria una rilettura o una reinterpretazione della Bibbia, per scoprire il tema biblico della Giustizia come Relazioni Giuste, che corre come un filo attraverso tutta la Bibbia.

Nella Bibbia, Dio prende ripetutamente l'iniziativa per rivelarsi come Amore e Compassione, a causa del suo desiderio di stabilire relazioni profonde:

· tra se stesso e le sue creature;
· tra i popoli;
· tra la gente e il resto del Creato.

Bisogna che questa immagine di Dio sostituisca altre immagini erronee di Dio, che forse abbiamo acquisito nel passato, attraverso un'interpretazione incompleta della Bibbia.

La ricerca e gli studi Biblici continuano a fare progressi, e, nel processo, si stanno facendo nuove scoperte, che stanno contribuendo a delineare nuove immagini di Dio e di Gesù, immagini rinnovate, che ci aiutano ad approfondire i nostri fondamenti biblici per Giustizia, Pace e Integrità del Creato (GPIC).

E' interessante notare che Papa Leone XIII, che fu il primo Papa a scrivere un'enciclica sociale (Rerum Novarum), fu anche il primo Papa a scrivere un'enciclica sulle Scritture (Providentissimus Deus). Ciò sembrerebbe confermare lo stretto legame tra la Bibbia e la Giustizia Sociale.

Forse, a questo punto, gioverebbe dire alcune parole sulla Re-interpretazione della Bibbia nella Chiesa, che è il titolo del documento pubblicato nel 1993 dalla Commissione Biblica Pontificia. I seguenti quattro estratti da questo documento rispondono alla domanda: Perché una re-interpretazione della Bibbia oggi?

· "Questo studio non è mai finito, ogni epoca deve cercare di capire nuovamente i testi sacri a modo suo...

· "Lo spettro metodologico di lavoro esegetico si è ampliato in un modo che non si sarebbe potuto immaginare trent'anni fa...

· Il messaggio della Bibbia ha una solida base nella storia. Ne consegue che non si possono capire correttamente gli scritti biblici senza un esame delle circostanze storiche che li hanno formati. E' necessaria sia la comprensione "diacronica" (sviluppo storico dei testi o tradizioni attraverso il trascorrere del tempo), sia quella "sincronica" (che riguarda la lingua, la composizione, la struttura narrativa e la capacità di persuasione)...

· "Uno dei risultati della ricerca di cui sopra è stato di dimostrare più chiaramente che la tradizione nel Nuovo Testamento ebbe origine e trovò la sua forma fondamentale all'interno della comunità Cristiana o Chiesa primitiva, passando dalla predicazione di Gesù stesso a quella che proclamava che Gesù è il Cristo."

Estratti dal documento, L'Interpretazione della Bibbia nella Chiesa,
pubblicato dalla Commissione Biblica Pontificia, 1993.

E' alla luce di tale evoluzione dello studio della Bibbia che ci siamo evoluti nella nostra comprensione del concetto biblico di Giustizia come relazione giusta. In realtà, la ricerca della Giustizia è lo sforzo di creare relazioni costruttive e liberatorie a tutti i livelli:

2.1.1 RELAZIONI NELLA BIBBIA

2.1.2 LA RELAZIONE DI DIO CON GLI ESSERI UMANI

2.1.2.1 Nelle Scritture Ebraiche (Vecchio Testamento) (24)

Es 34, 5-7 Un Dio, misericordioso e benevolo, lento all'ira, abbondante di amore costante, fedeltà, perdono...

Ger 31, 3 Ti ho amato di amore eterno...la mia fedeltà...

Ger 29, 11-14 Conosco i progetti che ho per te...progetti per il tuo bene, per darti futuro e speranza...

Is 49, 14-16 Può una donna dimenticare il suo bambino...Io ti ho scolpito nel palmo della mia mano.

Os 11, 1-9 Io che insegnai a camminare a Efraim...Io li risanai...Io li guidai con compassione e amore...Io li nutrii...

Salmi 9, 12, 22, 35, 69, 72, 82, 103, 107, 130,ecc.

2.1.2.2 Nel Nuovo Testamento

Ci sono tre parabole nel Nuovo Testamento che portano chiaramente a una nuova comprensione della relazione tra Dio e le persone, una relazione basata su un nuovo ordine mondiale di Giustizia, quale quello concepito da Gesù.

1) Mt 18, 21-35 La Parabola del Padrone Misericordioso: la misericordia del Padrone è straordinaria, perché Egli non si comporta secondo modelli umani. Egli dimostra compassione per il suo servo che invoca pietà e cancella tutto il suo debito.

2) Mt 20,1-16 La Parabola del Datore di Lavoro Misericordioso: Il proprietario della vigna si preoccupa dei disoccupati. Ci viene detto che diverse volte durante il giorno egli va alla loro ricerca, invitandoli a lavorare nella sua vigna. La sua preoccupazione non era di far fare il lavoro, ma di far sì che i lavoratori ricevessero una paga sufficiente ad assicurare alle loro rispettive famiglie una vita dignitosa. La giustizia di Dio è secondo i bisogni delle persone.

3) Lc 15,11-32 La Parabola del Padre Comprensivo: Egli fu eccezionalmente comprensivo con il giovane figlio che voleva andarsene via alla ventura. Nell'accondiscendere a ciò, egli conosceva il rischio che correva come padre. Quando suo figlio alla fine torna a casa, il padre non chiede spiegazioni, lo copre soltanto di amore e misericordia. Quando il figlio maggiore reagisce con rabbia al comportamento del padre nei confronti del fratello più giovane, il padre delicatamente gli spiega che tutto ciò che conta è che il fratello più giovane è stato "ritrovato" con nuova vita.

Le tre parabole precedenti riflettono il concetto biblico di giustizia intesa come "relazione giusta", di misericordia, compassione, comprensione e perdono.

Dio è dalla parte dei poveri perché sono poveri e discriminati. Ecco chi è Dio, e che cosa riguarda tutto il Patto di Dio: un patto con i poveri, che essi possano vivere come fratelli e sorelle, in una comunità egualitaria di fede. Dio non idealizza i poveri. Dio non è contro i ricchi o i potenti: Dio è contro le strutture della società che mettono i ricchi e i potenti contro i poveri e gli espropriati della terra. Dio salva tutti. (25)


2.1.3 RELAZIONI TRA ESSERI UMANI

2.1.3.1 I Patti del Sinai e Levitico

Es 22, 20-21
Dt 10, 18-19 giusto trattamento di orfani, vedove, forestieri
Dt 24, 17-24

Es 22, 24-26
Es 23, 3-11
Lv 15, 4 ss. giusto trattamento dei poveri e bisognosi
Dt 24, 12-15

Es 22, 24 non interessarsi
Es 23,6 giustizia verso i poveri
Lv 19, 35-36 giusto giudizio degli altri
Dt 25, 13-16 non ingannare gli altri
Es 23, 8 non farsi corrompere
Es 23, 1 non diffondere dicerie false

 

2.1.3.2 Le Relazioni Di Gesù Con Le Persone

Mc 1, 41 Un lebbroso gli si avvicinò...Gesù fu mosso a pietà...

Mc 2, 23 Un giorno di Sabato, i suoi discepoli avevano fame...Egli permise loro di "rompere il Sabato" affinché potessero mangiare...Egli relativizza la Legge: la compassione è più importante della legge.

Mc 3, 1 ss. Salvare la vita, promuovere la vita è più importante della legge.

Mc 8, 2 "Ho compassione della folla..." (quando sfama i quattromila)

Mc 12, 28-34 Amerai il Signore...amerai il tuo prossimo come te stesso...amare il proprio prossimo è molto di più di tutte le offerte e tutti i sacrifici".

Mc 2, 15 Gesù non esclude nessuno

Mt 9, 27-28 Compassione per i ciechi

Mt 22, 37-39 Amore per il prossimo

Mt 18, 21; Lc 17, 4 Perdono per gli altri

Lc 6, 6-11 Guarigione dei malati

Lc 7, 36-50; Gv 4, 7-39 Atteggiamento verso le donne emarginate

Lc 7, 9 Apprezzamento della Fede dei non-Ebrei

Gv 8, 1-11 Compassione verso i "peccatori"

La relazione di Gesù con le persone attraversava tutte le barriere: (26)
Barriere di razza - Samaritani

· Barriere di genere - ripetutamente Egli riconosce le donne come persone e come compagne nella missione

· Barriere di cultura - accettazione della cultura mista e ibrida della Galilea e della Decapoli

· Barriere di religione - contro la struttura religiosa formale del Tempio di Gerusalemme

· Barriere di età - accettazione dei bambini

· Barriere dei cosiddetti reietti - accettazione dei reietti politici, come i pubblicani, dei reitti sociali, come i lebbrosi, dei reietti religiosi, come le prostitute. (27)

La vita e la missione di Gesù erano una minaccia costante allo status quo:

· In una società che era politicamente colonizzata, socialmente patriarcale, religiosamente conservatrice, Gesù introdusse un genere alternativo di relazione con Dio e con gli altri:

· Gesù rompe il Sabato ogniqualvolta le necessità umane lo richiedono: controversie sul Sabato: Mc 2, 23-28; 3, 1-6; Lc 13, 10-17; GV 5, 1-18; 9, 1-34

· Gesù dà alle donne il loro legittimo posto: Lc 8, 2; Gn 4, 4-42; Lc 7, 36-50; Mc 3, 11; Mc 15, 4-41, 47; 16, 1-8

· Gesù diede importanza alla fratellanza conviviale universale, superando tabù sociali, culturali, religiosi, di genere e politici.

· La comunità di Gesù si fondava su: (i) i " due comandamenti", Mt 22, 36-40; (ii) le otto beatitudini, Mt 5, 1-12.

· Il "vangelo spirituale" e il "vangelo materiale" erano in Gesù un unico vangelo.

2.1.4 RELAZIONE TRA ESSERI UMANI E AMBIENTE

2.1.4.1 Relazione con la terra:

Es 23, 10-11 Far "riposare" la terra ogni sette anni
Lv 25, 1-7

2.1.4.2 Relazione giusta con gli animali

Lv 25, 7
Es 23, 4-5 Rispetto e compassione per gli animali
Es 12, 12


2.1.5 I LIBRI DELLA SAPIENZA

In certi ambienti fioriva una cultura della sapienza, un atteggiamento e un approccio alla vita che metteva in rilievo le relazioni tra Dio, gli esseri umani e il resto del Creato. Si dà molta importanza alla natura nei libri della sapienza.

Proverbi (445 BC) 6,16-19

Giobbe (430 BC) 42, 1-6
Qoèlet (Ecclesiaste)(250 BC) 11, 5
Siracide (Ecclesiastico)(190 BC) 10, 6-7
Sapienza (150 BC) 7, 22-30
Salmo 103 ( Le Glorie della Creazione di Dio)

2.1.6 I PROFETI

Bisogna considerare e capire i Profeti dall'interno della prospettiva della storia ebraica, come registrata nelle Scritture Ebraiche.

Essi erano "chiamati" e "inviati": Essi svolgevano un ruolo centrale nella storia di Israele e nello sviluppo del pensiero e della tradizione israelitica.

La giustizia sociale era proprio al centro del loro messaggio:

Is 1, 10-17
Ger 7, 1-7 Il culto del Tempio, le celebrazioni liturgiche, le preghiere,
Am 5, 11-15; 21-24) i sacrifici non hanno valore, se la loro vita non riflette vero amore e giustizia
Mi 6, 1-8

Il ruolo dei profeti si potrebbe riassumere nel modo seguente:

· Essi scrutavano i Segni dei Tempi a livello economico, politico e religioso.

· Essi rivolgevano il loro messaggio a tutti: (i) a coloro che erano in posizione di comando a livello politico, poiché, nel loro contesto, almeno i re professavano di credere in Yahweh; (ii) a coloro che erano in posizione di comando religioso; (iii) al "popolo eletto".

· Essi annunciavano, denunciavano, ammonivano: prima dell'esilio, il loro messaggio era soprattutto di ammonimento; durante l'esilio, il loro messaggio era di speranza; dopo l'esilio era di fedeltà.

Il messaggio dei profeti è indicativo di: (i) la loro preoccupazione per l'idolatria e il sincretismo da parte degli Israeliti; (ii) la loro preoccupazione che il "popolo di Dio" volesse essere come i loro "vicini", assorbendo così facilmente i loro modelli di culto e di comportamento; (iii) la percezione della tendenza degli Israeliti a considerare la loro scelta come un privilegio piuttosto che come una responsabilità, sviluppando così uno spirito nazionalistico, che considerava gli altri come "inferiori".

Per ulteriore Riflessione e Discussione

L'immagine del Profeta data dalle Scritture Ebraiche è di una persona :

· che ha capacità di visione
· che ha una forte relazione con Dio

· che ha capito chiaramente la sua Vocazione e Missione

· che passa attraverso un'esperienza di conversione

· che agisce con coraggio perché si sente "sedotta" da Dio:

Potete nominare alcuni profeti, nel contesto odierno, che hanno avuto esperienze simili?

In che modo vi hanno ispirato?


2.1.7 IL MARTIRIO SOCIALE ODIERNO


Il martirio oggi è ritornato nella vita della Chiesa con impressionante ripetizione. Il Vangelo veramente vissuto porterà oppressione. S. Paolo ci mette in guardia sulle forze e i poteri che sono al lavoro nel nostro mondo e nella sua storia. Le persone che lavorano per il Regno di Dio incontreranno molta opposizione, e qualche volta la morte. La nostra storia recente presenta esempi di vite date per i poveri e gli abbandonati, profeti e martiri per il Regno di Dio.

Le statistiche annuali pubblicate dalla Santa Sede ci danno le cifre di coloro che realmente hanno dato la vita al servizio della missione della Chiesa. Ci sono molti altri che subiscono grandi avversità per amore di ciò in cui credono. Il martirio indica il grado di opposizione al messaggio cristiano che esiste nel mondo. Esso è, veramente, un adempimento della promessa fatta da Gesù ai suoi discepoli e un adempimento delle beatitudini. E' evidente che la natura del martirio è cambiata. Non si può più dire che oggigiorno i Cristiani siano uccisi perché credono questa o quella verità della fede cattolica. Ci sono più martiri ora a causa della loro fedeltà alla missione d'amore loro affidata.

In questo senso essi sono martiri sociali, martiri che muoiono soprattutto per la loro posizione decisa nel nome della giustizia e dell'amore. (28)

Mons. Dien (Vietnam) è spesso citato per la sua affermazione profetica resa al Concilio Vaticano Secondo. "Abbiamo molti martiri, ma abbiamo martiri della giustizia?"


Per ulteriore Riflessione e Discussione

La seguente è una breve recensione su alcuni profeti contemporanei (profeti di giustizia sociale ed eco-giustizia):

· Che messaggio hanno per te?

· In che modo ti motivano ad approfondire il tuo impegno profetico per GPIC nel tuo particolare contesto?

PROFETI CONTEMPORANEI

Arcivescovo Oscar ROMERO (29)

Oscar Romero nacque a El Salvador nel 1917 e fu ordinato sacerdote nel 1942. Fu consacrato vescovo nel 1970 e divenne Arcivescovo di San Salvador nel 1977. Ci fu un periodo nel quale il vescovo Romero era fortemente conservatore, una persona introversa e seria, non aperta alle aspirazioni del suo popolo. Questa situazione sarebbe radicalmente cambiata con il corso degli eventi. La sua vita fu completamente stravolta dall'assassinio del suo amico, Padre Rutilio Grande, uno di una serie di preti che furono uccisi. Questo fatto gli fece capire la gravità della situazione di ingiustizia e violenza, e fu il catalizzatore che cambiò la sua vita.

Da quel momento in poi, il Vescovo Romero organizzò la vita della sua diocesi secondo gli insegnamenti di Giovanni Paolo II, che parlava dell'opzione preferenziale per i poveri, una delle priorità per l'Evangelizzazione avanzate alle varie Conferenze, (Puebla, Medellin...). Egli divenne molto attento al tipo di esperienza di fede desiderata profondamente dai poveri e dai piccoli della sua diocesi. Divenne anche un fermo sostenitore delle comunità di base, unico vescovo nel paese a credere in esse.

Il suo vivo senso dell'Evangelizzazione lo portò a voler trovare i mezzi per inserire la cultura cristiana nella realtà sociale del suo paese, un paese soggetto a uno stato di povertà, alla dittatura e alla violenza causata dai ricchi. Le sue omelie furono trasmesse per radio in tutto il paese. Egli teneva anche un altro programma, nel quale dava un aggiornamento della situazione, come veniva subita dal popolo e dalla Chiesa locale. Ogni volta che predicava, egli parlava chiaramente e con forza contro la violenza e le ingiustizie imposte alla sua gente. La sua presa di posizione radicale era fermamente radicata nel Vangelo e nella dignità della persona.

"La Chiesa asserisce e difende l'eterna verità rivelata da Dio, che l'uomo e la donna sono l'immagine di Dio e che, a causa dell'opera redentrice di Gesù Cristo, sono stati liberati dalla schiavitù del peccato e hanno ricevuto la dignità del Figlio di Dio, liberi di scegliere il proprio destino e partecipare eternamente alla gloria di Dio. Questa è la verità di coloro che difendono la Chiesa, qualunque siano i sistemi o le realtà politiche"(1.1.1980).

Il Vescovo Romero cercò sempre di collocare la Cristianità, nei riguardi della politica, in modo da parlare chiaro contro la corruzione, la mancanza di democrazia, le violazioni dei diritti umani, e di avvertire i Cristiani del pericolo dell'essere troppo pronti a conciliare il Vangelo con la politica, particolarmente nei gruppi che usano la violenza. Il Vangelo ha, sì, una dimensione politica, ma esige anche certi comportamenti specifici.

"...Questa è la ragione per cui dobbiamo garantire il processo di liberazione del nostro paese. la Chiesa non ci abbandonerà, continuerà a camminare con noi, ma con la voce del Vangelo, quella della Trascendenza di Cristo. Continuerà a chiedere che ognuno di coloro che sono coinvolti nella battaglia per la liberazione, se devono essere forti, ripongano la loro fiducia in Gesù Cristo, il più grande di tutti i liberatori, e non distolgano mai lo sguardo da Lui".(1980)

Il Vescovo Romero fu irremovibile nella sua opposizione alla violenza imposta da coloro che detenevano il potere, (politici, ricchi proprietari terrieri, militari, polizia nazionale), come pure a quella esercitata dai rivoluzionari militanti, che dicevano di agire per senso di giustizia. Romero sapeva bene di star camminando sul filo del rasoio, ma continuò nella convinzione che il Vangelo non era solo la fonte della giustizia sociale, ma anche la sorgente della pace.

"No alla violenza era il suo ( e della Chiesa) solo grido, ogni volta che una mano si alzava contro un altro essere umano, chiunque egli/ella fosse. La violenza è un atto peccaminoso che macchia il mondo. Questo grido di denuncia e di resistenza mai accese la passione della vendetta e dell'odio all'interno della Chiesa...Piuttosto, la voce della Chiesa incoraggiò sempre qui la fratellanza, fondata nella fede e nella verità rivelata da Dio, come fonte di ispirazione per la dottrina sociale."(1978)

Egli ricevette numerose minacce di morte e fu assassinato il 24 Marzo 1980, mentre presiedeva la celebrazione Eucaristica.

Dorothy Day (30)

Dorothy Day nacque nel 1897 in una famiglia di giornalisti. Ella si unì al padre e al fratello nella professione. Prima della sua conversione alla fede Cattolica Romana, scrisse degli articoli per vari periodici laici che si occupavano di problemi di giustizia sociale. Dorothy prese parte anche al movimento contro la guerra (la Prima Guerra Mondiale), per il diritto di voto alle donne, e scrisse della gente in lotta con la povertà.

Durante gli anni trenta, il giornale Il Lavoratore Cattolico (fondato da lei e da Peter Maurin) offrì a molti giovani cattolici, nel mezzo della depressione, un'occasione di servire gli altri, vivendo in volontaria povertà e promuovendo la giustizia razziale e sociale. Immediatamente dopo il bombardamento atomico del Giappone, Dorothy condannò il bombardamento stesso in un articolo appassionato. Durante tutti gli anni cinquanta, Il Lavoratore Cattolico continuò a mettere in guardia l'umanità sul pericolo nucleare che stava di fronte al mondo, indicendo digiuni e proteste.

Durante il Vaticano II, Dorothy partecipò a un digiuno di dieci giorni con un gruppo internazionale di donne. Il loro scopo era di chiedere ai vescovi del mondo di condannare le guerre di distruzione di massa. Nei suoi ultimi anni, Dorothy marciò con Cesar Chavez e i Lavoratori Agricoli Uniti. Il Lavoratore Cattolico scrisse regolarmente delle sofferenze della gente dell'America Centrale. Ella ricevette la Medaglia Laetre dall'Univerità di Notre Dame nel 1975.

Dorothy morì nel 1975, e da allora il Movimento del Lavoratore Cattolico ha continuato a crescere. Il suo spirito e il suo zelo per la giustizia sociale continuano a vivere tra i Lavoratori Cattolici. Quest'anno (1997) sono stati programmati dei raduni nazionali, per commemorare il centenario della sua nascita.

Mahatma Gandhi (31)

Mohandas Karamchand Gandhi nacque il 2 Ottobre 1869, sulla costa occidentale dell'India. Apparteneva a una casta di commercianti, sebbene alcuni membri della sua famiglia fossero coinvolti nella politica regionale. Fu allevato secondo la tradizione Indù. Si sposò a dodici anni, e cinque anni dopo andò a studiare diritto in Inghilterra. Nel 1891 incominciò ad esercitare la professione legale a Bombay, e nel 1893 emigrò in Sud Africa, dove visse fino al 1914. Nel 1894 fondò il Congresso Indiano del Natal, per difendere gli Indiani umiliati e messi al bando che vivevano in Sud Africa.

Fu durante questo periodo che si diede allo studio del Bhagavad e del Vangelo (particolarmente il Discorso della montagna), e divenne un esperto della teoria della nonviolenza, come processo religioso e politico. Egli usò tecniche nonviolente per sostenere le sue rivendicazioni già nel 1906.

La ricerca spirituale di Gandhi lo portò a condurre una vita di nonviolenza e di servizio ai membri umili della società. Egli non faceva distinzione tra la dimensione spirituale e quella sociale della nostra vita, e, così facendo, si impegnò profondamente per il progresso della Giustizia e della Pace.

La nonviolenza praticata da Gandhi, nota come tecnica satyagraha, non consiste nel pacifismo o in uno stato di rassegnazione passiva di fronte al nemico. La tecnica consiste nell'adottare un atteggiamento attivo di amore, di resistenza alle situazioni di ingiustizia, di opposizione al male, di disobbedienza alle leggi ingiuste e inique, in modo nonviolento. La Satyagraha richiede grande forza d'animo, perché bisogna stare attenti a non cadere nella trappola della vendetta e nel ciclo della violenza.

Nel 1914, egli ritornò in India, dopo aver lottato per i suoi principi in Sud Africa.

Era convinto di avere una missione: diffondere la verità e la nonviolenza nel mondo intero, come via per contrastare la violenza e le menzogne.

Al suo ritorno, prese l'impegno di combattere contro l'imperialismo britannico, e così realizzare l'indipendenza politica e spirituale nel suo paese. Nel 1915 fondò il suo primo ashram e incominciò a viaggiare per tutto il paese, per sensibilizzare la gente, specialmente i poveri, perché si rendeva conto di quale sorgente di forza essi erano per il paese. Gandhi incominciò organizzando campagne di disobbedienza civile contro le leggi ingiuste approvate dai britannici, seguite da campagne di non-collaborazione...tutte queste azioni nonviolente servirono a destabilizzare l'economia e l'amministrazione coloniale. Le sue campagne più famose furono: la "campagna del sale" contro il monopolio inglese, e la "campagna tessile" contro l'importazione dei tessuti stranieri. In quest'ultima campagna, Gandhi diventò l'apostolo dei "khadi", le filande in cui il cotone coltivato localmente veniva filato.

Gandhi partecipò attivamente ai negoziati che avrebbero dato all'India una costituzione più favorevole, e che, alla fine, avrebbero portato all'indipendenza del paese nel 1946. Non esitò mai a mettere a rischio la vita, digiunando quasi al punto di morire. Nella sua lotta per l'indipendenza, ebbe molti dissapori con i capi politici, che non erano in grado di mandarlo via; essi avevano bisogno di lui, a causa della sua enorme popolarità presso i poveri, anche se dovettero ricorrere alla violenza.

Gandhi si preoccupava molto della coesistenza pacifica delle comunità Indù e Musulmana. Sebbene non abbia avuto successo (divisione tra India e Pakistan), egli non rinunciò mai, e cercò costantemente nuovi modi di riconciliare le due comunità, e mettere fine alla violenza e ai massacri. Gandhi lavorò anche per mettere fine alla segregazione di quelle persone chiamate comunemente gli "intoccabili"(ai quali si riferiva come agli harijans, i figli di Dio),e lavorò anche per ottenere per loro i diritti politici e migliori condizioni sociali.
Gandhi fu assassinato il 30 Gennaio 1948.

Il messaggio che Gandhi ci ha lasciato è il messaggio della forza possente della nonviolenza politica e spirituale. Egli ci ha anche lasciato una serie di modi diversi che si possono usare per lottare contro l'ingiustizia, quali il digiuno, la non-collaborazione, le marce silenziose, gli scioperi...

"Non potrei vivere una vita religiosa, se non mi identificassi con la maggioranza dell'umanità, e l'unico modo per farlo era di coinvolgermi in politica. Se mi occupo di politica è perché la politica è ovunque intorno a noi, è come un serpente avviluppato intorno al nostro corpo e, per quanto intensamente ci sforziamo, non possiamo liberarci dalle sue grinfie."

Sr. Rani Maria (32)

Sr. Rani Maria nacque il 29 Gennaio 1954 a Kerala (India). Fu allevata nella fede cristiana, che divenne il fondamento della sua vita e del suo lavoro fino alla sua morte. Sin dall'infanzia ella mostrò una profonda sollecitudine per i poveri e gli oppressi. Nel 1974 entrò a far parte della congregazione delle Clarisse Francescane.

Dovunque andasse, ella aiutava le persone a riflettere sui propri problemi e ad agire in modo opportuno. Questo portò le comunità dei villaggi a coinvolgersi in attività di sviluppo: avviando scuole non ufficiali, costruendo case "economiche"/comunali, fornendo acqua potabile, controllando i sistemi pubblici di distribuzione, avviando industrie di piccole dimensioni, organizzando lezioni di alfabetizzazione per coloro che hanno marinato la scuola, donne e anziani. In tutto ciò, ella si assicurava che questi diventassero movimenti della gente per lo sviluppo, mentre ella sosteneva il ruolo di "umile catalizzatore".

Avendo compiuto studi di Sociologia, ella aveva una profonda comprensione della situazione sociale e della base culturale delle persone. Così il suo impegno, zelo e sollecitudine si associavano a un sistematico accostamento allo sviluppo umano. Teneva lezioni di conscientizzazione sociale, e diede inizio a vari programmi per risvegliare e dare potere alla gente. Il suo impegno sociale andò ben oltre la forniture di mezzi o servizi di assistenza. Il suo fine era di trasformare le persone annientate e distrutte nell'immagine di Dio". Il suo amore e le sua compassione trovarono sbocco in ogni modo immaginabile, nell'azione sociale e nei servizi alla comunità.

Nel 1992 fu mandata a Udainagar, nella diocesi di Indore. I seguenti sono alcuni esempi di come ella diede forza alla gente laggiù:

· Ella formò dei Seva Samities in vari villaggi, un programma di risparmio che garantiva l'acquisto di semi e concimi da parte degli agricoltori, a tassi d'interesse nominali. Ciò ebbe il risultato di liberare i contadini dalla dipendenza dai prestatori di denaro.

· Organizzò dei gruppi di donne, rendendole consapevoli del loro potenziale, dei loro diritti e responsabilità, mediante programmi di alfabetizzazione per adulti. Queste donne sono ora impegnate in diverse attività di sviluppo, che comprendono aziende a conduzione familiare, educazione sanitaria, ecc.

· Rafforzò i Panchayats, che sono comitati di villaggio, rendendoli consapevoli dei loro diritti e responsabilità, e fornendo loro assistenza nel progettare piani sistematici di sviluppo.

· Formò dei Comitati di Protezione delle Foreste, mediante i quali rese consapevoli gli abitanti dei villaggi dell'importanza della protezione delle foreste. Questi comitati furono appoggiati dal dipartimento delle foreste.

Il rafforzamento dei poveri portò all'opposizione di coloro che avevano interessi acquisiti come i prestatori di denaro, le persone coinvolte nella distruzione illegale delle foreste, e le autorità che volevano usare i Panchayat per i loro fini egoistici. In varie occasioni essi protestarono per le sue attività, ma, impassibile di fronte alle loro minacce e opposizione, ella continuò la sua missione, sempre ispirata da Luca 4,18 : Lo Spirito del Signore è su di me, perché Egli mi ha scelto per portare la buona novella ai poveri...per proclamare la liberazione agli oppressi..."

Il 25 febbraio 1995, ella fu brutalmente uccisa in pieno giorno, dopo essere stata trascinata fuori dell'autobus su cui viaggiava.

Al suo funerale, i capi locali le resero omaggio con queste parole : "Sr. Rani Maria non è morta ; nessuno può ucciderla. Ella resterà sempre la nostra ispirazione negli anni futuri."

Joseph Au Gi-Fu

Joseph nacque a Macao nel 1941. Quando aveva 19 anni venne a Taiwan e si specializzò in ingegneria chimica. Andò poi in Svizzera e vi passò otto anni studiando e lavorando, raggiungendo la qualifica di Ingegner Chimico Nazionale Svizzero. A questo punto fu invitato a tornare a Taiwan, a lavorare come direttore del dipartimento delle ricerche in una delle più grandi società dell'industria della plastica di Taiwan. Diventò un professionista di successo, un ricco uomo d'affari, ed era molto ammirato dai suoi colleghi. Tutto questo mentre egli continuava ad essere un cattolico impegnato. Dopo circa vent'anni spesi a salire la scala del successo, egli incominciò a mettere in dubbio il sistema di valori implicito in questo particolare stile di vita. Divenne sempre più consapevole delle ingiustizie e della violenza che venivano praticate sull'umanità e sull'ambiente in nome del progresso e dello sviluppo. Nel 1984 lasciò il lavoro. Nella sua ricerca di un più profondo significato della vita, egli studiò teologia e viaggiò in diversi paesi, per incontrare persone che avessero preoccupazioni e impegni simili ai suoi. Nove anni fa tornò a Taiwan e incominciò a vivere secondo uno stile di vita alternativo, che egli esprime nel modo seguente :

· Vita semplice : in ambiente rurale, abbandonando le comodità e gli agi della vita di città, resistendo al desiderio di ricchezza e fama, indossando indumenti semplici e possedendo pochissime attrezzature elettriche moderne. Non si utilizzano oggetti usa e getta o confezioni non necessarie. Non si mangia cibo in scatola ; opzione per una dieta vegetariana. Si usa l'acqua con parsimonia. Si cucina solo con fuoco di legna.

· Vita naturale : vivere in armonia con la natura ed essere amico di tutte le creature di Dio. Amare la terra significa proteggerla dall'inquinamento e dalla distruzione. Non si crea spazzatura. Tutti i rifiuti sono classificati, riusati e riciclati. Non si usa alcun detersivo, fertilizzante o pesticida chimico. Si evitano gli oggetti di plastica. Si prende l'acqua dalla sorgente nelle vicinanze (e non dai rubinetti), come parte di una scelta di stile di vita alternativo.

· Vita spirituale : combinare i modi di pregare e meditare orientali e occidentali. La lettura della Bibbia, lo yoga e la contemplazione fanno parte del programma giornaliero. C'è condivisione della preghiera e della preghiera di gruppo con le persone che gli fanno visita. E' uno stile di vita che integra la natura e la presenza di Dio. Si fa l'esperienza di amore e aiuto reciproco con tutte le persone di buona volontà, senza preoccuparsi di religione, genere, nazionalità e razza, con un'opzione preferenziale per i deboli e i disabili, per coloro che soffrono nello spirito, e coloro che non hanno nessuno su cui contare.

Il seguente è un estratto dai suoi scritti :

"Coloro che vengono a Yenliao (nome del villaggio) sono sorpresi di vedermi qui, a vivere con uno stile di vita così semplice. Le loro numerose domande mi obbligano a riflettere profondamente e mi servono come un vero test di volontà. Si domandano che cosa mi abbia fatto cambiare così radicalmente, rinunciando alla vita di città e alla posizione prestigiosa nella mia carriera, con i suoi compensi remunerativi. E' sorprendente che coloro che esprimono dubbi sul mio semplice modo di vivere siano i miei amici intimi. Essi mi interrogano con curiosità, domandandosi che cosa mi abbia condotto alla mia scelta attuale : frustrazioni ? difficoltà ? delusioni ? Essi pensano che io stia sprecando i miei talenti in un luogo così remoto. Mi considerano uno che è evaso dalla realtà del mondo, non essendo riuscito a dare il proprio contributo alla società.
"Se avessi proseguito con il mio lavoro precedente, che cosa avrei realizzato sinora ? Al massimo, avrei potuto fare del lavoro di ricerca per aiutare a sviluppare dei nuovi prodotti, o avrei aiutato degli studenti ad acquisire delle cognizioni. I nuovi prodotti non possono cambiare il cuore di una persona, né lo può la conoscenza. Inoltre, ci sono molti esperti e studiosi nel mondo, che possono offrire la propria perizia nel campo della loro specializzazione. Tuttavia, le persone desiderose di impegnarsi a vivere con uno stile di vita semplice, avendo come scopo dei cambiamenti di atteggiamento, sono molto poche...

"La crescita economica è stata uno sviluppo senza equilibrio, nel senso che chi è diventato ricco non è diventato più istruito né ha acquisito dei valori spirituali. Per molti, progresso significa crescita economica, maggior reddito, nuovi prodotti industriali...vivere con uno stile di vita semplice è regressione e arretratezza. Ma che cos'è vero progresso ? Il vero progresso non si può misurare solo in termini di economia, tecnologia o prodotti. E' più importante guardare alla crescita nella vita spirituale delle persone. Il progresso umano si deve giudicare in termini di qualità della vita : se c'è maggiore armonia, più interesse reciproco, più amore tra le persone. L'amore è il criterio genuino del progresso. L'avanzamento tecnologico non può essere il criterio del progresso umano, al contrario, esso è diventato il cuore della nostra autodistruzione. Non nego il contributo di scienza e tecnologia a vantaggio di noi tutti. Tuttavia, è necessario domandarci se la crescita economica porti felicità e benessere a tutti i popoli : i ricchi e i poveri, i paesi sviluppati e quelli sottosviluppati, le generazioni attuali e quelle future... ? E' necessario prendere in considerazione non solo gli esseri umani, ma anche l'ambiente e la natura, compresi le piante, gli animali, l'aria, i fiumi, i mari, le montagne e il suolo.

Non è facile liberare da avidità e desideri edonistici il cuore umano, per sostituirli invece con distacco e autocontrollo. Per effettuare questo cambiamento sono di aiuto l'educazione del cuore e la cura dei valori religiosi. Ciò che impariamo attraverso le esperienze di vita ci dà la vera saggezza...

"Vivo secondo questo stile di vita da otto anni. Ogni giorno mi sento più libero, più pacifico e più felice in questo stile di vita di semplicità. Non lo valuto per la sua efficacia. Sebbene non abbia mai sentito realmente Dio parlarmi, tuttavia, sperimento la Sua presenza dentro di me. La mia speranza è che le persone cambino la loro vita, i loro atteggiamenti, il loro sistema di valori e il loro modo di vedere la vita, avendo come risultato un cambiamento dei rapporti tra esseri umani, tra esseri umani e natura, tra esseri umani e Dio.

"Tutte queste cose devono venire dall'AMORE, amore di sé, amore del prossimo e amore del mondo intero. Soltanto l'AMORE può far vivere volentieri la gente secondo uno stile di vita semplice. Quando tutti vivranno in questo modo, ci sarà la PACE nel mondo. E' una via lunga da percorrere. Forse noi stessi non vedremo il giorno, e pur tuttavia è mia convinzione che questa sia la sola via verso la pace mondiale. Incominciamo a marciare in questa direzione."

Professoressa Wangari Maathai

Essere veramente profetici richiede viva convinzione e impegno intrepido di fronte all'opposizione e alla minaccia. In Kenia, chiamano la Professoressa Wangari Maathai il leone delle donne, per il suo lavoro coraggioso nel preoccuparsi dell'ambiente e perché sia fatta giustizia per la gente.

Nel 1971 fondò l'ormai famoso Greenbelt Movement, che vanta più di 50.000 iscritti e numerosi fiorenti vivai di alberi. L'organizzazione, oltre a piantare sette milioni di alberi per tutto il Kenia, ha fatto con successo una campagna per i diritti allo svago delle popolazioni urbane, ha protestato contro l'inquinamento chimico e la costruzione di abitazioni scadenti per i poveri.

Questo leone delle donne è una populista che non si lascia intimidire dai politici patriarcali del Kenia. Non ha paura di affrontare Moi e il suo governo, per proteggere la terra e migliorare la qualità della vita per tutti. Etichettata dal governo come sovversiva, ella è entrata nell'arena politica come uno dei membri del Forum per la Restaurazione della Democrazia (FORD). Lavorando per la liberazione dei prigionieri, partecipando a scioperi della fame, marce di protesta e gruppi di pressione, ella è stata accusata di oltraggio, schernita pubblicamente dai politici e fatta vittima di ignobili calunnie.

L'essere ignorata presso le istituzioni politiche del suo paese non ha impedito alla Prof. Maathai di raggiungere il riconoscimento internazionale per il suo lavoro. Come prima donna professore universitario del Kenia, ha diretto il dipartimento di studi veterinari a Nairobi e nel 1984 ha ricevuto il più alto riconoscimento svedese, il premio Diritto alla Sussistenza. E' membro del comitato di selezione per i premi del premio UNEP (Premio per l'Ambiente delle NU) e ha ricevuto il premio africano per il primato nell'agricoltura sostenibile.

Wangari Maathai inveisce in vero stile profetico contro coloro che violentano la terra e opprimono i poveri. Solo perché uno è ricco, potente e proprietario terriero, ciò non gli dà l'autorizzazione a distruggere il nostro ambiente. Non ci ricorda quel profeta Ebreo, Amos :

Il leone ruggisce : chi può evitare di avere paura ?
Il Signore Yahweh parla : chi può rifiutare di profetizzare ?
...Essi non conoscono la giustizia: è Yahweh che parla :
essi riempiono i loro palazzi con la crudeltà e l'estorsione.
(Amos 3 : 8-10).

Suor Helen Prejean

Suor Helen Prejean, degli Stati Uniti, soddisfa i criteri di un profeta del giorno d'oggi. Con il suo lavoro, il suo esempio, i suoi scritti, il suo parlare francamente e la sua convinzione religiosa, ella affronta il governo americano, specialmente sulla sua politica della pena di morte.

Sr.Helen appartiene alle Suore di S. Giuseppe a New Orleans. Ella assiste sia le famiglie sia i singoli che sono toccati da vicino dalla pena di morte. E' una delle voci più forti in favore dell'abolizione della pena capitale negli Stati Uniti. Il suo ministero come guida spirituale dei reclusi nel braccio della morte testimonia che ogni vita è sacra, sia essa colpevole o innocente. Ella ha dimostrato che l'amore che riconcilia non conosce confini, raggiungendo anche le famiglie delle vittime dei reclusi nel braccio della morte. Il suo spirito tenace e le sue storie commoventi hanno spinto molti cuori addormentati a riflettere sull'orribile realtà della pena di morte. Helen è molto imparziale nella sua presa di posizione profetica.
Dal suo libro Dead Man Walking (Morto che cammina) è stato tratto un applauditissimo film. I suoi numerosi premi hanno attirato un enorme pubblico. In questo modo, la sua presa di posizione profetica ha colpito molti che, forse, altrimenti, non avrebbero conosciuto l'orrore dell'uccisione legalizzata.

N.B. Questi sono solo alcuni profeti contemporanei. Senza dubbio ci sono molti altri donne e uomini che potrebbero essere inclusi in queste pagine. Siamo stati costretti a limitarne il numero. Tuttavia, il gruppo dei promotori sarà lieto di ricevere una breve descrizione di persone che conoscete e la cui vita potrebbe essere di ispirazione ad altri.

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