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SEZIONE 1.2 PDF Stampa E-mail
Scritto da IMC Consolata   

1.2 INGIUSTIZIA CONTRO L'AMBIENTE

1.2.1 INTEGRITA' DEL CREATO

"La terra è mia madre. Come una madre umana, la terra ci dà protezione e diletto e provvede ai nostri bisogni - economici, sociali e religiosi. Abbiamo relazioni umane con la terra: madre, figlia, figlio. Quando ci portano via la terra, o essa viene distrutta, ci sentiamo feriti, perché apparteniamo alla terra e ne siamo parte.

Diacono Djiniyini Goudarra

  • C'è una stretta connessione tra le ingiustizie sociali e le ingiustizie ambientali.
  • Le crescenti ingiustizie ambientali sono le conseguenze delle ingiustizie sociali. Non si può trattare delle prime senza trattare delle seconde.
  • modelli attuali di produzione e consumo sono le cause principali del degrado ambientale


DATI E CIFRE SULLE INGIUSTIZIE AMBIENTALI

1.2.2 GLI OCEANI DEL MONDO (19)

  • che regolano il clima terrestre;
  • che forniscono 100 milioni di tonnellate di pesci commestibili all'anno;
  • che sono ricchi di sale e minerali (magnesio, nichel, rame);
  • che possono essere distillati in acqua potabile;

vengono ora inquinati:

  • da sostanze tossiche industriali;
  • da fognature e rifiuti urbani;
  • da pesticidi, fertilizzanti, concime animale, ecc. a causa dei metodi moderni dell'agricoltura e della coltivazione.

 

1.2.3 INQUINAMENTO DELLA TERRA E DELL'ARIA

  • dovuto alla combustione di carburanti fossili per scopi industriali;
  • emissione di piombo dalle automobili;
  • crescente numero di frigoriferi e condizionatori d'aria
  • scarico di rifiuti tossici


1.2.4 DESERTIFICAZIONE ED EROSIONE DEL SUOLO

  • La desertificazione ha conseguenze ecologiche, sociali, economiche e umane:
  • E' il processo per cui la terra arabile perde gli alberi, i cespugli e le erbe. Il terreno di superficie fertile è perciò esposto al vento e al tempo atmosferico. Questo terreno esaurito si trasforma in sabbia.
  • Ogni anno, circa 23.000 miglia quadrate di terra fertile si trasformano in deserto. Altre 77.500 miglia quadrate di terra coltivabile e pascolo sono distrutte o seriamente impoverite. Alla fine, queste aree diventano così esposte che il deserto prende il sopravvento.
  • La desertificazione sta avvenendo soprattutto nella terra a sud del Sahara: anche in certe parti dell'Asia, luNGO la costa orientale degli USA e dell'America Latina.

1.2.5 DEFORESTAZIONE

  • La foresta è la dimora di molte persone, animali, uccelli e insetti. Essa fornisce cibo, medicine, combustibile, carbone, legno e carta.
  • La vegetazione sostiene la vita umana e animale in diversi modi essenziali. Proteggere il manto di piante è il modo più importante per impedire la desertificazione.
  • Le piante verdi assorbono l'anidride carbonica ed emettono ossigeno. Meno alberi significano che meno anidride carbonica sarà assorbita, e più CO2 contribuisce all'effetto serra.
  • Le foreste pluviali tropicali costituiscono i 3/4 di tutte le foreste nei tropici. Le foreste pluviali conteNGOno il 60% delle specie vegetali e animali mondiali.
  • Le foreste pluviali stanno scomparendo a causa di:
  • attività mineraria
  • l'industria del legname da costruzione
  • la costruzione di strade
  • l'allevamento del bestiame (per esportare carne al Nord)
  • la proprietà della terra.
  • Paesi ricchi e poveri consumano gli alberi del mondo in proporzioni all'incirca uguali: i paesi poveri usano il legno per sopravvivere, mentre quelli ricchi lo usano principalmente per generi di lusso (per la costruzione, il 75% è consumato dai paesi ricchi; per la carta, l'87% dai paesi ricchi).
  • Più di metà delle foreste tropicali mondiali sono scomparse dal 1950 ad oggi. Studi recenti mostrano che ogni anno viene distrutta un'area delle dimensioni della Nuova Zelanda.

CONSEGUENZE DELLA DISTRUZIONE DELLE FORESTE PLUVIALI:

  • La deforestazione è la causa principale dell'eliminazione di:
  • popolazioni indigene che vivono nelle foreste,
  • specie: animali, uccelli, piante compresi 7000 componenti medicinali
  • scompare una specie ogni 12 minuti. (Esistono probabilmente circa 30 milioni di specie, di cui 1,4 conosciute),
  • Grave Cambiamento Climatico, dovuto alla distruzione dei "carbon sinks".

CONSEGUENZE DELL'ACCELERAZIONE DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO:

  • Esso rende i modelli climatici irregolari e sempre più difficili da prevedere. E' possibile che siccità, tempeste, alluvioni e uragani siano più frequenti e più violenti che nel passato. Il ghiaccio, la neve e i ghiacciai si ridurranno.
  • Quando il riscaldamento atmosferico aumenterà la temperatura dell'oceano, il suo cambiamento porterà ad una crescita del livello del mare.
  • Gli effetti sull'agricoltura saranno irregolari ma sostanziali. Alcune importanti aree di produzione andranno perdute. La desertificazione si espanderà.
  • I cambiamenti idrologici saranno distruttivi.
  • Le diverse condizioni climatiche accentueranno l'importanza di foreste, praterie e altri eco-sistemi.

Gli effetti dell'accelerazione dei cambiamenti climatici
esasperano le diseguaglianze sociali
all'interno dei paesi e tra paesi.

1.2.6 EFFETTO SERRA

  • Combustione di carbone, petrolio e gas,
  • Emissione di gas chimici industriali,
  • Incendi di foreste,
  • Fermentazione anaerobica

aumentano la quantità di anidride carbonica e di altri gas nell'atmosfera. Ciò riduce l'irradiazione del calore nello spazio. Il calore è così trattenuto come in una serra, e la terra si riscalda.

1.2.7 DETERIORAMENTO DELLO STRATO DI OZONO

? L'emissione di Clorofluorocarbonio nell'atmosfera sta assottigliando lo strato di ozono, che protegge la terra dai raggi ultravioletti: è diminuito del 4-8% negli ultimi 10 anni.

  • Effetti dannosi:
  • effetto sul sistema immunitario
  • aumento del cancro della pelle
  • più malattie degli occhi
  • minor produzione di legname
  • minor produzione dei raccolti
  • perturbazioni del sistema oceanico
  • degrado dovuto alle vernici e plastiche

1.2.8 INTERCONNESSIONE TRA INGIUSTIZIE SOCIALI E AMBIENTALI

  • 1 miliardo di persone si ammalano e due milioni muoiono ogni anno per aver bevuto o essersi lavati con acqua inquinata;
  • nell'anno 2000, due miliardi e mezzo di persone consumeranno legno a un ritmo maggiore di quello della vive rigenerazione;
  • il ricco 20% consuma l'85% di risorse di energia non rinnovabili;
  • l'industria continua a produrre due miliardi e mezzo di tonnellate di rifiuti tossici all'anno e a disfarsene nei paesi più poveri;
  • il 17% delle zone di pesca mondiali principali ha raggiunto o superato i limiti sostenibili - il 9% è in grave declino;
  • le emissioni provenienti da combustibili fossili sono aumentate del 400% dal 1950.

1.2.9 ESEMPI DI IMPEGNO A FAVORE DELL'AMBIENTE

STORIA DEL SUCCESSO DI UN GRUPPO AMBIENTALE:

Eletta al Senato nel 1994, Marina Silva de Souza è salita all'incirca al massimo cui non sia mai arrivata una donna in Brasile. Ma non ha mai dimenticato le sue origini. Una degli undici figli di una povera famiglia di estrattori di gomma dell'Amazzonia, passò i suoi primi anni cacciando, pescando e fabbricando gomma. Negli anni ottanta si unì a Chico Mendes per organizzare dimostrazioni pacifiche contro la deforestazione dell'Amazzonia, e l'espulsione delle famiglie che estraevano la gomma, che dipendevano dalla foresta pluviale per il loro sostentamento. Incontrarono molta resistenza da parte dei ricchi proprietari terrieri e allevatori di bestiame, che stavano eliminando le foreste molto rapidamente. "Ci domandavamo", disse, "se qualcuno ci stesse a sentire". Ma ascoltati li erano, e la crociata degli estrattori di gomma divenne l'ispirazione per gruppi ambientali popolari in tutto il mondo. Fin dalla fine degli anni ottanta e dall'assassinio di Mendes, Silva ha portato avanti la lotta, concentrando i propri sforzi sulla costituzione di riserve di foresta pluviale, destinate ad attività agricole non distruttive, come l'estrazione della gomma e la raccolta di noci brasiliane. Oggi 1,9 milioni di acri nello stato di Silva sono destinati a riserve gestite dalle comunità delle foreste. "Se riesco a vedere un po' più in là degli altri, " dice, " è perché sono sostenuta dalle spalle di giganti - gli estrattori di gomma, gli indigeni Indio e gli scienziati". (20)
Nel suo recente libro, Il Fuoco in Queste Ceneri, Joan Chittister ha scritto che cosa è necessario ora in un'ecologia di vita, giustizia e pace, se il pianeta deve sopravvivere e tutti i suoi abitanti devono avere una vita umana dignitosa. (21) Per la sopravvivenza del pianeta e una vita umana dignitosa delle persone, ci vuole una trasformazione dei sistemi economici, dei modelli di consumo e dei valori che sono alla base di gran parte dello stile di vita dei benestanti. Le esigenze di questo stile di vita stanno impoverendo i poveri e uccidendo la terra. Secondo Sean McDonagh, " Stiamo provocando dei cambiamenti di ordine di grandezza biologico e geologico, e stiamo incominciando solo adesso a svegliarci di fronte alle conseguenze della nostra attività". (22)
E' proprio questa grandezza che lascia la gente depressa, impotente e incerta sul da farsi. Tuttavia, il ruolo di coloro che sono impegnati per la giustizia cristiana, per la realizzazione della pace e per la cura della terra è molto chiaro. E' essenzialmente un ruolo profetico. Le strutture insostenibili richiedono critica, l'industria deve essere contestata e le conseguenze delle pratiche consumistiche messe in risalto. Non è un tempo per i pusillanimi. Ma è un tempo per chi ha immaginazione: nuove teologie vengono alla luce; liturgie che nascono dalla creatività trovano la loro strada nelle chiese; e si trovano risposte creative alle situazioni attuali in luoghi inaspettati. C'è molto da fare. Wanagri Maathai, il grande e coraggioso capo del movimento Green Belt del Kenia, e inveterato piantatore di alberi, ci spinge all'azione:
"Non si può solo dire che si impedirà la desertificazione e la deforestazione, semplicemente così. Non è un problema solo, non c'è una risposta sola; è un miscuglio complesso di ogni tipo di problemi, che si collegano e allacciano a vicenda. E quando tenteremo di risolvere questi problemi, essi non saranno risolti negli incontri dei politici, scrivendo bellissimi documenti. In ultima analisi, i problemi saranno risolti intraprendendo un'azione dovunque si trovi ciascuno di noi. Ecco perché vorrei mettere in rilievo questo concetto di agire a livello locale, ma pensare a dimensione mondiale. In ultima analisi, ciascuno di noi deve prendere quella decisione di agire, ma tutto il parlare, tutti i documenti continuano, continuano da lungo tempo."
I problemi collegati alla preoccupazione per l'ambiente possono essere affrontati in vari modi, mediante l'analisi strutturale, la collaborazione, l'azione pratica a livello locale e mediante combinazioni di tutti e tre i metodi. L'analisi strutturale può aiutare a identificare di chi sono gli interessi serviti dall'inquinamento industriale, ecc. Le giornate di pulizia, le attività di Greenpeace o del WWF possono metterci in contatto con una rete e con l'informazione, la competenza e la solidarietà di gruppo. L'azione locale e domestica è ciò che mantiene la nostra vita ambientalmente "reale", e mette in pratica la teoria. (Nell'Appendice due sono descritti diversi suggerimenti pratici in risposta alle sfide ambientali quotidiane).
Segue un estratto dalla condivisione di un'esperienza delle Missionarie Francescane di Maria, dalle Filippine:

UN'ETICA AMBIENTALE PER UNA TRASFORMAZIONE PERSONALE E SOCIALE

A. Giustizia Oggi: Sufficienza Sostenibile (SAPAT) per Tutti

  • SAPAT è la parola filippina per "abbastanza", "sufficiente".
  • I ricchi devono vivere semplicemente, in modo che i poveri possano semplicemente vivere".
  • L'accettazione e adozione del SAPAT come modo di vita, come modo di essere nella società, richiede un modo veramente alternativo di guardare il mondo e di vivere in esso, che deve essere in aperto contrasto con la cultura dominante attuale.

B. Principi SAPAT

  • Principio Uno: Basta con la distruzione dell'ambiente.
  • Principio Due: Prendere dalla natura solo ciò che basta.
  • Principio Tre: Mangiare e comprare solo quanto è sufficiente e necessario.
  • Principio Quattro:Ogni persona deve avere abbastanza per provvedere a una vita sana e dignitosa.

Durante questi anni, sono stati fatti notevoli passi avanti nella protezione dell'ambiente dove lavoravano le nostre suore. Nel corso della loro protesta contro il taglio illegale degli alberi nella loro zona, i Mangyan e le suore sono stati attaccati e minacciati. Ciò raggiunse proporzioni critiche quando uno dei capi Mangyan fu accoltellato.
Le Suore Comboniane hanno fatto la seguente opzione:
Iniziare la campagna del "sufficiente" limitando le esigenze personali e della comunità e accontentandosi di quanto è necessario...
La seguente è una parabola per la Riflessione e la Discussione

MADRE (23)

C'era una madre molto amorevole, feconda e previdente. Nella sua immensa fertilità, ella generò felicemente centinaia, anzi, migliaia di figli. Il suo nome era "Terra" e i suoi figli si chiamavano "uomini" e "donne".
Amorevolmente e con estrema prodigalità, essa li deliziò con acqua fresca e pura da bere, frutti carnosi e succosi da mangiare, morbida erba verde e fresca su cui sdraiarsi, notti e giorni, mesi e stagioni.
Quando gli uomini e le donne, i figli di Madre Terra, erano piccoli, amavano teneramente la loro madre. La carezzavano giorno e notte con le mani e i piedi nudi.
Erano così grati a Madre Terra, che istituirono grandi feste per annunciare e celebrare le stagioni, la raccolta delle messi, l'inizio e la fine delle piogge, delle estati e degli inverni.
Nella loro semplicità fanciullesca, essi la pregavano persino e la veneravano nei campi, nelle case e nei loro piccoli templi.
I figli di Madre Terra, crescendo e diventando colti e istruiti, diventavano sempre più freddi nei confronti della loro madre. Alla fine, dimenticarono tutti i suoi favori e tutto il suo amore e la sua generosità. Le loro feste e celebrazioni cessarono. Le preghiere gli si bloccavano in gola. La loro venerazione fu dimenticata. Essi consideravano con orrore e disprezzo le loro preghiere, la venerazione, le feste, e le celebrazioni di un tempo. E diventando più "civilizzati", impararono a strappare dal suo seno, con l'astuzia e la forza, i tesori che ella amorevolmente custodiva per gli uomini e le donne che ancora dovevano nascere!
Infine, ora che hanno raggiunto il massimo dello sviluppo, essi hanno cambiato atteggiamento nei confronti della loro madre benigna. Madre Terra è ora una rivale da battere, una fiera selvaggia da catturare e domare, un'avara da spogliare nuda. E così i suoi figli brutalmente la "mangiano viva", la mutilano, la spogliano del suo manto di bellezza e la inquinano. E tuttavia, in tutto il mondo, gli intellettuali, i filosofi e i grandi pensatori continuano a ripetere: "Finalmente abbiamo conquistato la terra. Conosciamo i segreti della natura, abbiamo emancipato l'umanità da oscurantismo, paura dei fenomeni naturali e superstizioni. Siamo ora ricchi e prosperi. Ci attende un futuro luminoso. Non dobbiamo più pregare o venerare nessuno!"
Ma io mi domando: "E' davvero così? Possiamo vivere senza nostra madre?"

DOMANDE:

1 Chi sono i figli del mondo? Questa è solo una figura poetica del discorso o esprime una vera realtà? Spiegate.
2 Che cosa provavano gli uomini (e le donne) "primitivi" per la terra e la natura? Come esprimevano il loro sentire?
3 Le feste, le celebrazioni, i riti e i miti degli esseri umani "primitivi" avevano qualche valore? Quale?
4 E' una perdita o un guadagno che quelle feste siano cessate? Perché?
5 Che sentimenti provano gli esseri umani moderni per la terra? Che cos'è la terra per loro?
6 Come mai i loro atteggiamenti verso la terra sono cambiati così radicalmente?
7 Che cosa fanno gli esseri umani moderni alla terra oggi?
8 La terra può ancora sostenere questo colpire, rubacchiare e saccheggiare le sue risorse? Perché? Quali ne saranno le conseguenze?
9 Come dovrebbero usare (non abusare di) gli esseri umani "razionali" le ricchezze e le risorse della terra, per impedire quelle conseguenze catastrofiche?

UNA PARABOLA

Per la Riflessione Personale

C'era una volta una classe,
e gli studenti manifestarono disapprovazione per la loro insegnante.
Perché avrebbero dovuto preoccuparsi
dell'interdipendenza globale, dei problemi globali,
e di quello che gli altri nel mondo pensavano, sentivano e facevano?
E l'insegnante disse che aveva fatto un sogno nel quale
aveva visto uno dei suoi studenti fra cinquant'anni.
Lo studente era arrabbiato e diceva:
"Perché ho imparato tanti dettagli sul passato
e sull'amministrazione del mio paese
e così poco sul mondo"?
Era arrabbiato perché nessuno gli aveva detto
che da adulto si sarebbe trovato di fronte
quasi ogni giorno problemi di natura globale interdipendente,
che si trattasse di problemi di pace, sicurezza, qualità della vita,
cibo, inflazione o scarsità di risorse naturali.
Lo studente arrabbiato scoprì di essere la vittima
oltre che il beneficiario.
"Perché non fui avvertito?
Perché non fui istruito meglio?
Perché i miei insegnanti non mi parlarono
dei problemi e non mi aiutarono a capire
che ero membro di una razza umana interdipendente?"
Con rabbia ancora maggiore lo studente gridò
"Mi avete aiutato a prolungare le mie mani
con macchine incredibili,
i miei occhi con telescopi e microscopi,
le mie orecchie con telefono, radio e sonar,
il mio cervello con i computer,
ma non mi avete aiutato ad allargare il mio cuore,
il mio amore, il mio interesse all'intera famiglia umana.
Insegnante, tu mi hai dato mezza pagnotta".

di Rye Kimghom
citato da Robert Muller: The Birth of a Global Civilisation.

1.2.10 COMMENTO CONCLUSIVO

Come Religiosi
e come promotori di Giustizia, Pace e Integrità del Creato,
è importante che noi prendiamo
questo "nuovo ordine mondiale" molto seriamente.
Come Cristiani, preoccupati di costruire il Regno di Dio,
dobbiamo essere costantemente alla ricerca del Piano di Dio per questo mondo.
Questo richiede una rilettura delle Scritture (Sezione II).
E' necessario che i promotori/animatori GPI
esaminino molto attentamente i problemi della giustizia
prima di intraprendere un'azione per risolvere i problemi.
E' necessario che lo facciano perché
devono capire i problemi con cui hanno a che fare.

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Domenica Missionaria

XXII Domenica TO
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“Perdere la vita per trovarla
nella via della croce”

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Missione Oggi

"Missio Ad Gentes" en el CAM - COMLA
1. Introducción
Pentecostés y el Nacimiento de una Iglesia Misionera
Me han pedido hablar, bajo el tema del Foro "Misión Ad Gentes", sobre la "Comunidad, discípula de Jesús". Quisiera comenzar con el Pentecostés que señala el nacimiento de la iglesia, la comunidad discípula de Jesús. Y hay que notar desde el comienzo che la Iglesia que nació en Pentecostés es una iglesia misionera. Esto queda de manifiesto en la descripción del evento de Pentecostés plasmada en los Hechos de los Apóstoles. Hay tres elementos que sobresalen en la misma: un viento impetuoso, las naciones de la tierra y las lenguas de fuego.
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