LEGGERE I SEGNI DEI TEMPI1.1 INGIUSTIZIE CONTRO L'UMANITA' Alcuni avvenimenti-chiave della storia recente che hanno inciso sulla storia umana: - 1945 - Gli USA e gli alleati vincono la Secona Guerra Mondiale
- Gli USA e i loro alleati creano le Istituzioni di Bretton Woods, la Banca Mondiale, il Fondo MonetariInternazionale (IMF), l'Accordo Generale sugli Scambi e le Tariffe (GATT) per determinare la Realtà Finanziaria del Mondo dopo la guerra. Il dollaro USA dominerà la scena.
- Dagli anni 40 ai 70 - Indipendenza di diversi paesi in Africa e in Asia.
- L'indipendenza politica di questi paesi porta gradualmente a una maggiore dipen denza economica.
- 1989 - Caduta del Muro di Berlino e il fatto di Piazza Tienenmen, in Cina.
- Fine della Guerra Fredda? Chi vince? Fine dell'Unione Sovietica? Fine dell'opzione socialista? L'interesse economico è ora centrato sull'Europa Orientale e sulle "Tigri" dell'Asia. I poveri del mondo sono visti come un problema.
- 1991 - Guerra del Golfo.
- Gli USA subentrano alle NU come unica superpotenza mondiale. Abbiamo ora un concetto nuovo di Impero. Non è più uno Stato Nazionale, ma il Capitale. Il Capitale ha ora un'ala politica e un braccio militare.
- 1992 - "Celebrazione del Cinquecentenario" - di che cosa?
- Celebrazione della presenza europea nelle Americhe?
- 1993 - Caduta dell'Apartheid in Sudafrica.
1.1.1 L'ATTUALE ORDINE ECONOMICO MONDIALE AGENDA NEOLIBERALE E' chiaro, da recenti commenti, che il Neo-liberalismo si è affermato come ortodossia su una scala che non ha precedenti storici nella sua ampiezza e forza mondiale. Nel "nuovo ordine mondiale" c'è una sola base di discussione per i problemi del mondo, l'economia neo-classica. C'è un'unica via di "salvezza" per tutti i popoli, quali che siano le loro tradizioni, valori, storie e costumi; che siano del Nord o del Sud, e quella via è il MERCATO. L'economia è il linguaggio umano dominante in questi tempi, e determina tutta la vita collettiva sul pianeta. Le compagnie sono apparse come le istituzioni di controllo dominanti sul pianeta. Forse è più corretto dire che il sistema di controllo dominante è il sistema finanziario, piuttosto che le compagnie stesse. Le compagnie sono responsabili nei confronti del sistema finanziario globalizzato, che si è trasformato in modi molto importanti e preoccupanti, ed è ora descritto in modo abbastanza preciso come un "gioco d'azzardo globale" Tutti i mercati finanziari del mondo sono collegati in un unico sistema computerizzato. Questa nuova "realtà" sta cambiando la faccia della comunità internazionale e sta creando sempre più povertà e la distruzione dell'ambiente. Dappertutto la litania è la stessa. L'unica via verso il progresso è il "libero mercato" globale. Per poter competere nella nuova economia globale: - le compagnie devono diventare più efficienti, attraverso il ridimensionamento e la ristrutturazione della loro forza lavoro;
- le tasse e i regolamenti dei governi devono impedire l'iniziativa imprenditoriale;
- i programmi di assistenza dei governi tendono a produrre dipendenza;
- il governo deve essere ridimensionato, i beni devono essere privatizzati, i bilanci tagliati, i deficit eliminati;
- i costi dell'assistenza sociale e altri "sussidi" ai lavoratori poveri sono bersagli speciali;
- i diritti sindacali e altre leggi interferiscono con la flessibilità dei lavoratori.
Nei paesi in via di sviluppo del Sud, cui ora ci si riferisce comunemente come al Mondo "dei Due Terzi" (2), questa agenda è evidente nei Programmi di Adeguamento Strutturale (SAP), imposti dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale (IMF) (vedi Appendice 1 per maggiori spiegazioni), come condizioni per ristrutturare i pagamenti del debito. In aggiunta ai SAP, le politiche favoriscono le importazioni e gli investimenti stranieri, e massimizzano le esportazioni. Questa ortodossia è così diffusa nei centri di potere in tutto il mondo, che entro la fine del millennio, si dice, probabilmente avrà cambiato radicalmente la vita di molte più persone e nazioni di ogni altra ideologia nella storia. Imposto da vasti interessi finanziari e politici, l'attuale sistema economico mondiale crea ricchezza per una minoranza e aumenta la povertà di una maggioranza, invece di essere al servizio degli abitanti della Terra. Sebbene questa globalizzazione dell'economia assuma forme diverse a seconda del paese nel quale viviamo, sta influendo sempre più direttamente sulla nostra vita quotidiana: (3) - Dei 5,7 miliardi (4) di persone al mondo, 1,5 miliardi sono disperatamente poveri.
- Il 20% dei più poveri al mondo riceve l'1,4% del Prodotto Interno Lordo (PIL), mentre al 20% dei più ricchi va l'84,7%.
- Più di un miliardo di esseri umani sbarca il lunario con solo 1 dollaro al giorno, 3 miliardi con poco più di 2 dollari. Al tempo stesso, 358 persone hanno accumula to un capitale personale del valore di circa 762 miliardi di dollari, un reddito equivalente a quello di 2 miliardi e 35 milioni di poveri.
- Oggi un miliardo di poveri del mondo vivono in aree rurali, ma entro l'anno 2005 una persona su due vivrà in metropoli o città, provocando una crescente "urbanizzazione della povertà"
- Disoccupazione e condizioni di vita precarie: circa il 30% della popolazione attiva mondiale, stimata in circa 2 miliardi e mezzo di persone, non ha un'occupazione produttiva.
- Alto costo della vita: mentre si venera l'economia di mercato mondiale, quattro persone su cinque non hanno capacità di acquisto.
- Fame: un quinto della popolazione mondiale soffre la fame e tre milioni di bambini muoiono di denutrizione ogni anno.
- La maggioranza dei poveri del mondo sono donne. I bambini e altri gruppi vulnerabili e svantaggiati, come le popolazioni indigene, i disabili, gli anziani, i profughi, gli emigranti e i disoccupati a luNGO termine sono i più esposti alla povertà.
- Violazioni del diritto all'istruzione: la frequenza scolastica si è notevolmente abbassata, soprattutto in Africa.
- Violazioni del diritto alla salute: la privatizzazione del settore sanitario e gli attacchi ai sistemi di protezione sociale stanno causando un'intollerabile disuguaglianza nella protezione della salute.
- Mancanza di alloggi e assenza di condizioni di vita "normali": un quarto della popolazione mondiale non dispone di acqua potabile e un terzo vive in estrema povertà.
- L'agricoltura è un settore sacrificato tanto al Nord quanto al Sud. Nel Nord, le politiche agricole si basano sui criteri del profitto e della produttività. Ciò rende impossibile ai piccoli coltivatori di tirare avanti e i lavoratori agricoli perdono il lavoro. Nel Sud, la mancanza di investimenti nell'agricoltura e l'assenza di una riforma agraria (ridare la terra a chi la lavora) danno come risultato l'emigrazione dalle aree agricole alle città e l'abbandono della campagna.
- Il degrado dell'ambiente mette in pericolo la vita delle generazioni presenti e future.
TRA GLI ALTRI DATI DEL RAPPORTO SULLO SVILUPPO UMANO 1996 (5): La crescita economica ha fallito per un quarto della popolazione mondiale: ha contribuito ad aumentare la disoccupazione, il numero dei senza voce e senza radici. - 89 paesi stanno economicamente peggio di una decina o più di anni fa.
- In 70 paesi in via di sviluppo, i redditi sono inferiori di quanto non fossero negli anni 60 o 70.
- In 19 paesi, il reddito pro capite è al di sotto del livello del 1960.
"Nessun Cristiano può essere un sostenitore tacito di un sistema che esclude i poveri e tuttavia pretende di optare per i poveri. Dico "sostenitore tacito", perché la nostra mancata presa di posizione equivale a un sostegno. Dobbiamo renderci conto oggi che "opzione per i poveri" significa necessariamente anche un'opzione contro un sistema economico che continua a creare un numero sempre maggiore di vittime. La Fede non può essere donatrice di vita se non ha nulla da dire circa gli elementi primordiale quali cibo, acqua, terra, riparo, sicurezza, ecc.." (6) 1.1.1.1 SVILUPPO: VERSO UN NUOVO MODELLO Le seguenti riflessioni sull'Economia Politica sono state compilate da Catherine Mulholland del Consiglio Mondiale delle Chiese: Un nuovo sistema di valori è una precondizione per il cambiamento nei sistemi economici. Negli ultimi vent'anni è diventato sempre più chiaro che tutti i sistemi economici devono essere verificati riguardo al se e fino a che punto mettono le persone al centro del processo di sviluppo e se lo fanno come soggetti, e non come oggetti, di quel processo. Tra i valori e i criteri sempre più accettati ci sono i seguenti: - Soddisfazione dei bisogni umani fondamentali.
- Giustizia e partecipazione: questi bisogni sono soddisfatti in modo equo?
- Sostenibilità: il sistema economico è ecologicamente e socialmente sostenibile per generazioni?
- Fiducia in se stessi: il sistema economico mette in grado le persone di acquisire il senso del proprio valore, libertà e capacità, piuttosto che essere totalmente soggette alle decisioni degli altri?
- Universalità: il sistema economico e le politiche economiche concentrano l'attenzio ne sugli elementi suddetti per la famiglia umana globale, al di là di ogni confine politico nazionale o regionale?
- Pace: il sistema economico promuove la pace costruita sulla giustizia?
SVILUPPO SOSTENIBILE Lo sviluppo sostenibile è lo sviluppo che è pro-poveri, pro-natura, pro-lavoro e pro-donna. Sottolinea la crescita con occupazione, con rispetto per l'ambiente, con la possibilità di farsi valere, con equità. Quanto sopra è la versione commentata dell'intervento di Kinda Gray alla recente Conferenza Habitat II e Insediamenti Sostenibili. (7) 1.1.2 L'ATTUALE ORDINE POLITICO MONDIALE - Le attuali democrazie non sono la voce della gente, ma piuttosto la difesa degli interessi politici ed economici dei vari partiti.
- Il partito di governo e l'opposizione passano più tempo a combattere per mantenere o acquistare potere che a cercare il bene comune nazionale.
- Il programma politico è sempre più influenzato dall'agenda neo-politica.
- Lo stesso modello di democrazia viene imposto all'intero mondo.
- C'è esclusione, a livello politico, sulla base della razza, religione, gruppo etnico, ecc.
- Il CAPITALE ora ha un'ala politica e un braccio militare.
- Sia i paesi capitalisti che quelli comunisti hanno la colpa di aver sviluppato un alto grado di burocrazia e mancanza di vera libertà.
- Certi paesi praticano ancora la tortura per ragioni politiche.
RESOCONTO DI UNA VITTIMA DI TORTURA NEL MEDIO ORIENTE Fin dalla tarda adolescenza fui indirettamente coinvolto nelle attività dei miei genitori, fratelli e sorella, in opposizione al regime del mio paese. Sei anni fa fu arrestata mia sorella, un anno più tardi furono arrestati i miei genitori e i miei fratelli. Non ebbi mai più loro notizie. Dopo la loro scomparsa, abbracciai la causa della lotta per la democrazia. Venni presto sospettato e una notte, mentre uscivo dal panificio dove lavoravo, fui afferrato e gettato in un'auto in attesa. Cercai di fuggire ad un semaforo, ma mi spararono ad una gamba. Sanguinante e molto sofferente, fui bendato e portato in prigione. Lì fui interrogato e picchiato in continuazione per quattro o cinque ore. Dapprima mi colpirono coi pugni, poi con una sorta di manganello con la punta di acciaio. Quando incominciai a perdere conoscenza, fui gettato in una cella con le mani legate dietro alla schiena. I miei torturatori continuarono a picchiarmi con dei cavi elettrici sulle piante dei piedi. Alla fine, mi fecero un'iniezione e fui lasciato solo. Il giorno seguente fui di nuovo interrogato e portato nella cella accanto a persuadere alcune donne prigioniere a parlare. Quando le guardie si resero conto che ancora non stavano dicendo la verità, mi portarono in un'altra stanza, mi legarono ad una croce e mi versarono addosso della benzina. Fui lasciato lì per ore, con la minaccia di essere bruciato e violentato da una delle guardie. Due giorni più tardi i miei reni smisero di funzionare e fui portato all'ospedale. Poiché le mie gambe erano rotte in diversi punti, dovettero mettere dei chiodi d'acciaio per tenere insieme le ossa. Quando stetti un po' meglio, fui riportato in prigione e legato per ore in una posizione innaturale. Giorno dopo giorno la tortura continuò. Fui lasciato appeso al soffitto per una mano; fui picchiato e bruciato con delle sigarette; quasi persi la vista. Poi fui obbligato a stare a guardare mentre torturavano e violentavano delle donne prigioniere. Molte di loro morirono. Quando fui mandato nuovamente all'ospedale, capii che non volevano uccidermi, ma semplicemente distruggermi mentalmente e fisicamente. Mentre ero in ospedale, uno degli infermieri narcotizzò le mie guardie e mi aiutò a fuggire. Mi condusse al confine, viaggiando di notte e nascondendoci di giorno. 1.1.2.1 MILITARISMO E COMMERCIO DELLE ARMI - Tra il 1960 e il 1990, la spesa militare nel mondo è salita del 150%, con la crescita più veloce nei paesi del Sud. Essi ora sono responsabili del 20% della spesa militare, contro il 7% del 1960.
- Il Supermercato delle armi: i paesi ricchi diventano più ricchi mediante il commercio delle armi, e i paesi poveri diventano più poveri comprando armi. Le armi che sono portate sostituiscono il cibo, l'assistenza sanitaria, l'istruzione, i rifornimenti d'acqua, ecc. dei paesi in via di sviluppo.
- In media, le nazioni povere hanno 19 soldati ogni medico.
- Il militarismo sta distruggendo le persone e l'ambiente.
- Oggi, la spesa globale per le armi è 2400 volte più alta della spesa internazionale per mantenere la pace.
- Mezzo milione degli scienziati del mondo sta realizzando ricerche e sviluppo nel campo militare.
- I cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti) sono i cinque maggiori esportatori di armi verso i paesi in via di sviluppo.
- Armi chimiche sono sepolte in 215 città degli Stati Uniti: il risanamento costerà 16 miliardi di dollari, e forse ci vorranno 40 anni per compierlo!
- Al di là delle cause sistemiche politiche, sociali ed economiche della violenza nel nostro mondo, è chiaro che la proliferazione delle armi intensifica l'impatto di tale violenza. Secondo il rapporto sullo Sviluppo Umano del 1994, pubblicato dall'UNDP, la mancanza di sicurezza per l'uomo, a causa della violenza, è ora "globalizzata". Nei paesi in via di sviluppo, grandi quantità di fondi sociali sono dirottate sull'acquisto di armi, sebbene le probabilità di morire di denutrizione, o di malattie che si potrebbero prevenire, siano 33 volte maggiori di quella di morire in una guerra di aggressione esterna.
- Nel 1996, ci furono 39 guerre locali e 2 guerre regionali, molte delle quali si servivano di mercenari stranieri.
1.1.2.2 MINE ANTIPERSONA
Le mine antipersona non si possono accettare come fatti della vita. Esse sono fatti della morte. Giudice Michael Kirby, UN Human Rights Report on Cambodia DATI SULLE MINE ANTIPERSONA - Sono state posate 110 milioni di mine terrestri antipersona; solo 100.000, sui 2 - 5 milioni posate nel 1993, sono state rimosse.? 15.000 uccisi o feriti ogni anno dalle mine antipersona.
- Costo medio di una mina antipersona 3 - 30 dollari.
- Costo della rimozione di una mina antipersona 300 - 1000 dollari.
- In Cambogia si hanno 500 amputazioni ogni mese; una persona su 236 ha avuto un arto amputato.
- La maggior parte delle vittime sono civili - prevalentemente donne e bambini.
Due giovani uomini fecero un lungo viaggio fino a Roma - essi ebbero una conversazione sincera con il Papa, e gli spiegarono alcune cose della moderna tecnologia militare; visitarono il Superiore Generale dei Gesuiti, e gli diedero alcuni consigli su dove mandare i suoi Gesuiti in missione, e infine incontrarono un'assemblea di giornalisti e altri rappresentanti. Uno di questi giovani, Keo Sovann, è un fisioterapista; l'altro è il direttore di un'azienda commerciale in rapida crescita. Si chiama Tun Channareth, è cambogiano, e gestisce una fabbrica che fa sedie a rotelle, ha 6 figli e non ha gambe - entrambe portate via da una mina antipersona. Egli ha riassunto il desiderio della sua gente di avere una vita senza mine antipersona: "...la nostra gente sarebbe molto felice. Essi avrebbero terra per piantare il riso, avrebbero la libertà per costruirsi la casa, per viaggiare per strade e ferrovie, la capacità di guadagnare e di mantenersi." Non sembra chiedere molto, e tuttavia, come è possibile, in paesi così lontani dalla Cambogia e altre nazioni infestate dalle mine, rispondere a questa violenza ripugnante e indiscriminata? Questo capitolo descrive a grandi linee l'approccio collaborativo delle Suore di Loreto (Istituto della Beata Vergine Maria), in risposta al problema mondiale delle mine terrestri antipersona. Nel 1992, un gruppetto di Organizzazioni Non Governative (NGO) e di Organizzazioni per i Diritti Umani incominciò la Campagna Internazionale per Proibire le Mine Antipersona, nel tentativo di creare abbastanza consapevolezza pubblica da cambiare il panorama politico ed eliminare un'arma convenzionale dagli arsenali mondiali. (8) In tre anni, questa divenne una delle campagne mondiali più importanti che fossero mai state organizzate. Ora sono coinvolte più di 100 NGOs, e un numero sempre crescente di paesi sostiene la proibizione totale della produzione, stoccaggio, disseminazione e uso delle mine antipersona. Le Suore di Loreto, con un impegno particolare a favore degli emarginati, specialmente donne e bambini, e con il desiderio di reagire in modo nonviolento a guerra e violenza, decisero di partecipare alla campagna contro le mine antipersona. Segueuna descrizione del procedimento usato. La congregazione aveva un forte legame con il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, una delle NGO coinvolte nella campagna, e aveva la possibilità di collaborare con loro, ricevere da loro informazioni e mezzi, e, attraverso loro, creare collega menti con altri gruppi coinvolti nella campagna: Mines Advisory Group (UK), CAFOD (UK), Australian Catholic Relief, Vietnam Veterans of America Foundation, Mani Tese (Italy) and Pax Christi (Ireland). Si tenne un seminario per circa 100 membri della congregazione, e furono invitati rappresentanti di NGO e partiti politici (per l'apertura venne anche un ministro importante). Un rappresentante del Mines Advisory Group (MAG) descrisse a grandi linee tipi, funzioni e conseguenze delle varie mine antipersona e parlò di alcune sue esperienze come sminatore. Una rappresentante della congregazione illustrò il rapporto tra campagna antimine e l'obiettivo missionario della congregazione. Un pomeriggio del seminario fu dedicato in piccoli gruppi alla progettazione d'azione concrete. Furono distribuiti ai partecipanti e inviati a tutte le province della congregazione dei dossier con informazioni sulle mine antipersona e sulla campagna, con suggerimenti per l'azione concrete, facsimili di lettere e indirizzi dei potenti del mondo. Fu inviato un comunicato stampa, contenente dettagli sull'incontro e la presa di posizione della congregazione, a tutti i giornali più importanti (pubblicato su uno di essi). Copie dei discorsi tenuti in questo seminario furono diffuse tra tutte le comunità della congregazione. - Si fece riferimento alla campagna sulle mine antipersona nelle lettere inviate dall'amministrazione generale, nei discorsi e nei notiziari sulla giustizia sociale della congregazione, i cui membri furono incoraggiati a scrivere al coordinatore, descrivendo ogni azione intrapresa.
- Furono inviati a tutte le comunità aggiornamenti sulle mine antipersona, contenenti informazioni sui vari Resoconti delle NU; dettagli sulle azioni intraprese da varie persone e gruppi; un rapporto aggiornato sul numero di paesi impegnati alla messa al bando totale delle mine; suggerimenti per ulteriori azioni.
- La coordinatrice si tenne in stretto contatto con il Servizio Rifugiati dei Gesuiti, si mise in contatto con un altro sostenitore della campagna, informò il direttore della Campagna Internazionale contro le mine antipersona delle proprie attività, e usò materiale informativo di diverse agenzie.
QUALE AZIONE FU INTRAPRESA? - Ci fu uno sforzo concertato di scrivere lettere ai politici locali e ai ministri della difesa, e anche ai capi dei paesi che producevano o diffondevano mine antipersona.
- Alcuni entrarono a far parte di Amnesty International, Pax Christi e altri gruppi per la pace, o aderirono ad altre campagne nazionali o ecclesiastiche.
- Furono redatte petizioni e organizzate raccolte di firme.
- Furono diffuse informazioni alle comunità locali.
- Si introdussero nelle scuole diverse attività creative atte a suscitare consapevolezza.
- Si incentrò sulle mine antipersona una rete internazionale di preghiera tra gli anziani, dando informazioni e incoraggiando le persone a scrivere.
Ci fu poca pressione diretta sui politici: forse troppa direzione dall'alto, ed è difficile calcolare quanti membri della congregazione furono veramente coinvolti nella campagna. Tuttavia, alcuni furono smossi, un'azione fu intrapresa, un certo numero di membri sono meglio informati su un problema mondiale, e la congregazione, attraverso il coinvolgimento in un'azione collaborativa,ha sviluppato una certa capacità nei modi di collaborare, di coordinare l'azione, nella comunicazione e nella ricerca di risorse...Se, in qualche modo, riusciamo a rendere possibile, in ANGOla, Afganistan, Ruanda, Sudan, o in paesi a rischio, agli uomini di coltivare i campi, alle donne di raccogliere l'acqua, e ai bambini di sgambettare in pace e sicurezza per le risaie, abbiamo fatto molto" (Discorso del Consigliere Generale al seminario). Se il mondo si disarmasse: (9) - Potremmo salvare la vita di 5 milioni di bambini che muoiono di dissenteria ogni anno: costo 700 milioni di dollari, o quanto il mondo spende in armamenti in 6 ore.
- Potremmo dotare 80.000 villaggi poveri di pompe per l'acqua: costo 12 milioni di dollari, o quanto costa un test nucleare.
- Potremmo salvare le foreste tropicali: costo 1,4 miliardi di dollari all'anno per 5 anni, o quanto il mondo spende in armamenti in 12 ore.
- Potremmo impedire la desertificazione : costo 5,6 miliardi di dollari, o quanto il mondo spende in armamenti in 2 giorni.
1.1.3 LA REALTA' ATTUALE DELLA DEMOGRAFIA
- Tra il 1950 e il 1996, la popolazione delle regioni meno sviluppate economicamente è aumentata del 168%, rispetto ad un aumento del 45% delle regioni economicamente più sviluppate.
- Tra il 1950 e il 1955, l'aumento annuale della popolazione mondiale è stato di 47 milioni di persone all'anno. Tra il1990 e il 1995, l'aumento annuale è stato di 81 milioni, di cui 69 milioni in Africa e Asia.
- L'attuale popolazione mondiale è di 5,7 miliardi.
1.1.4 BAMBINI
FAME - Un bambino su tre nel mondo in via di sviluppo è denutrito.
- Ogni giorno, più di 40.000 bambini muoiono per denutrizione o per malattie facilmente prevenibili.
- Ogni minuto trenta bambini muoiono per mancanza di cibo o di medicine poco costose.
SALUTE - 120.000 bambini ogni anno nascono cerebralmente handicappati, a causa della mancanza di iodio, una deficienza che si può rimediare facilmente e a basso costo.
- 250.000 bambini ogni anno diventano ciechi per carenza di vitamina A.
- 4 su 5, nelle aree rurali, non hanno acqua sufficiente o adeguata assistenza sanitaria.
- 4 su 5 non hanno accesso a cure sanitarie moderne.
ISTRUZIONE - Il 90% dei bambini nel mondo in via di sviluppo si iscrive a scuola, ma solo il 68% completa i 4 anni.
- Nel 1993, 130 milioni di bambini (trai 6 e gli 11 anni) non frequentavano la scuola.
GUERRA - Nel 1995, solo in Africa, durante i primi 10 mesi, mezzo milione di bambini sono morti a causa di conflitti armati.
- Durante gli ultimi 10 anni, 6 milioni sono diventati disabili a causa delle guerre.
- Durante gli ultimi 10 anni, 12 milioni hanno perduto la casa a causa delle guerre.
- Nella sola Liberia ci sono 15.000 bambini-soldato.
PROBLEMI RIGUARDANTI BAMBINI IN AUMENTO - Lavoro minorile: sfruttamento economico: si calcola che circa 200 milioni di bambini siano costretti a lavorare.
- Prostituzione minorile: un milione di bambini sono costretti a prostituirsi ogni anno, con la maggior parte di essi che contrae HIV/AIDS.
Bambini di strada: più di 100 milioni sotto i quindici anni. - Commercio di neonati.
- Commercio di organi di bambini.
- Metà della popolazione profuga sono bambini.
"BAMBINI A RISCHIO": UNA RISPOSTA CONCRETA
Il nostro coinvolgimento con il Movimento dei Lavoratori Domestici in tutta l'India ci ha svelato la realtà dei bambini nel lavoro domestico. Siamo divenuti sempre più consapevoli della condizione di queste bambine lavoratrici, che vengono nascoste e costrette al silenzio, che sono spesso donne di fatica vincolate, nascoste sotto etichette come la "nostra" bambina, "adottata"... Bambine che sognano anche di giocare e di indossare l'uniforme scolastica, ma che veNGOno punite quando aprono i libri di scuola dei bambini della famiglia. Sunita era una di quelle bambine. Suo padre era in prigione e Sunita fu mandata a lavorare a Bombay, all'età di nove anni. Uno dei dirigenti di Solidarietà Lavoratori Domestici di Bombay la portò via dal luogo di tortura. Sunita allora aveva undici anni, una splendida capigliatura nera tagliata irregolarmente, uno sguardo profondo spaventato e bruciature su tutto il corpo. Per piccoli errori o incapacità ad eseguire il lavoro ordinatole, il suo padrone la picchiava con una barra incandescente. Il giudice del tribunale ci diede la scelta: o vincere la causa e far andare Sunita in riformatorio fino ai diciott'anni, o ritirare la denuncia e salvare Sunita. Scegliemmo la seconda soluzione. Perciò demmo alloggio a Sunita, ne ottenemmo la tutela e le trovammo una scuola. Dopo pochi giorni venne Arathi, vittima di un rapimento. Monica scappò dal bordello. Jessie fu stuprata da una banda all'età di sette anni. Bambini profondamente feriti, traumatizzati... La nostra risposta è soprattutto di intervento nel momento di crisi. Lavoriamo in rete con avvocati e con varie congregazioni e case per bambini, per la riabilitazione di questi bambini. Proprio adesso si è concretizzata un'indagine con un gruppo più vasto di persone e comunità impegnate in favore delle vittime del commercio della prostituzione nella città di Bombay. L'indagine e l'impegno sono incominciati, ma il modo non è chiaro...Anche la Conferenza Episcopale della Commissione Lavoro dell'India sostiene questo coinvolgimento. E' un coinvolgimento a diversi livelli, in un grande sforzo di collaborazione, per dare ai nostri bambini un "futuro di giustizia e di pace". Jeanne Devos, ICM, India DONNE Le aree critiche di preoccupazione che le donne si trovano di fronte oggigiorno: - Povertà: il 6% di un miliardo di poveri nelle aree rurali sono donne.
- Istruzione: il 70% di 960 milioni di adulti analfabeti sono donne. Sui 130 milioni di bambini che non frequentano la Scuola Elementare, il 70% sono bambine.
- Salute: 500.000 donne muoiono ogni anno a causa di complicazioni derivanti dalla gravidanza.
- 500 donne muoiono ogni anno a causa di aborti a rischio.
- Violenza: 1/3 di tutte le donne sono maltrattate fisicamente. Ogni otto secondi, una donna viene maltrattata fisicamente. Ogni sei minuti , una donna viene violentata. 110 milioni di ragazze e donne sono state mutilate (organi genitali); due milioni continuano ad essere mutilate ogni anno. Più di 1 milione di neonate, che muoiono ogni anno per denutrizione, abbandono e maltrattamenti, non morirebbero se non fossero nate femmine.
- Conflitti armati e altri conflitti: le donne costituiscono l'80% dei 100 milioni di persone sradicate (all'interno del loro paese) e dei 29 milioni di profughi nel mondo. Si spendono ogni anno 800 miliardi di dollari in armi e la comunità internazionale non ha i 6 miliardi di dollari necessari per fornire un'istruzione a ogni bambina.
- Partecipazione Economica: le donne veNGOno pagate il 30-40% meno degli uomini per fare lo stesso lavoro. Le donne fanno i 2/3 del lavoro del mondo, ma ricevono soltanto il 10% del reddito mondiale, e possiedono l'1% della terra nel mondo. Se al lavoro domestico non pagato delle donne venisse attribuito un valore economico, varrebbe 11 miliardi di miliardi, e aggiungerebbe il 70% alla produzione mondiale.
- Condivisione del Potere e Processi Decisionali: la quota di seggi attribuiti alle donne nei parlamenti del mondo nel 1996 era del 12% (15% nel 1988).
- Violenza contro le donne in alcuni paesi intorno al 1990
USA: 1 donna adulta su 5 è stata violentata Perù: il 70% di tutti i reati denunciati alla polizia sono donne picchiate dai loro mariti. Norvegia: il 25% delle pazienti ginecologiche hanno ricevuto abusi sessuali dai loro compagni. Tailandia: Nel più grande quartiere povero di Bangkok, il 50% delle donne sposate vengono picchiate regolarmente. 1.1.5.1 ESEMPI DI IMPEGNO A FAVORE DELLE DONNE
ESTRATTI DA DOCUMENTI CAPITOLARI: "Il nostro ministero specifico come donne, considerato come indispensabile alla missione evengelizzatrice da Comboni, fa della promozione della donna una prerogativa per noi. Le donne dovrebbero diventare consapevoli dei loro valori, della loro dignità e del ruolo essenziale a cui sono chiamate nella famiglia, nella Chiesa e nella società. Suore Comboniane " Poiché siamo noi stesse donne, vogliamo lavorare con e per le donne, per trovare la nostra voce autentica nella società e nella Chiesa. Il nostro apprezzamento femminile della vita ci spinge a vivere un profondo rispetto per ogni persona umana e per la terra che ci sostenta tutti. Desideriamo quella prospettiva e atteggiamento del cuore, per vedere Dio in tutte le cose, per essere solidali con i poveri e per cercare di capire il mondo attraverso i loro occhi. In compassione e coraggio, con la visione che solo deriva dalla contemplazione del Vangelo e dei segni dei tempi, è insieme che noi cerchiamo la conversione continua di noi stesse e degli altri, affinché possiamo promuovere la giustizia e la pace. Compagnia di S.Orsola. ALCUNI ESEMPI DI COME DARE MAGGIOR POTERE ALLE DONNE : Gli uomini (pescatori) di Cattiparambu erano dediti al bere. I loro magri guadagni venivano spesi per bere, e ciò portava a liti all'interno delle famiglie, divisioni e persino assassinii. Le donne del villaggio, insieme con varie organizzazioni che lavoravano con loro, decisero di mettere fine a questo male. Organizzammo un "dharna" (dimostrazione), e informammo la polizia e altre autorità dei nostri piani. Ci sedemmo a gruppi davanti a tutti i negozi di arrack (una bevanda locale) del villaggio, giorno e notte. Questo proseguì per più di tre mesi. Durante questo periodo, non fu lasciato entrare nessun uomo in nessuno dei negozi di arrack, né si lasciò portare nuovo arrack nei negozi. In un'occasione, un uomo entrò in un negozio di forza, e ne uscì ubriaco. Le donne lo afferrarono, lo spogliarono, lo legarono ad un albero di cocco e lo picchiarono, dicendogli che avevano sopportato abbastanza negli ultimi anni. Lo lasciarono in queste condizioni perché gli altri uomini lo vedessero. Dopo di ciò, nessun altro osò entrare in un negozio di bevande alcoliche. Poiché le donne non avevano potuto lavorare durante tutti questi mesi, tutte le loro famiglie soffrirono la fame. Incontrammo opposizione e grandi difficoltà, e fummo minacciate in molti modi...Soffrimmo anche noi la fame, perdemmo le notti...Ma, attraverso tutto ciò, restammo unite, finché i funzionari del governo furono obbligati a ritirare le licenze per gli alcolici, e a chiudere tutti i negozi di arrack nel villaggio... Per me questa fu una "esperienza di Dio". Sperimentai il sostegno della mia comunità, la mia vocazione FMM fu messa alla prova, e il mio impegno per la giustizia è diventato più profondo. Sr Cecily George, FMM, India CONSAPEVOLEZZA DELLA DONNA, SORGENTE DI TRASFORMAZIONE... Questa è la storia di un gruppo di donne contadine a Culong, Guimba, Nueva Ecija, (Filippine). La maggior parte di esse appartengono alla Comunità Cristiana di Base, animata da una dinamica donna dirigente del luogo. Un giorno, nel settembre del 1994, attraverso la dirigente, il gruppo del Programma delle Donne dell'Istituto Socio Pastorale fu invitato a tenere un corso di formazione, senza che fosse chiaro quale tipo di formazione si trattasse. Fu offerto un incontro iniziale: un Seminario di Orientamento di Base di un giorno, usando un approccio sperimentale. Parteciparono 35 donne. Il seminario risultò un giorno di rivelazione per tutte. Le partecipanti scoprirono se stesse come persone, specialmente la loro bellezza, i loro talenti e il loro valore come DONNE. Divennero consapevoli della situazione e della condizione subita dalle donne tra le pareti domestiche, nella società e persino nella Chiesa: la donna è subordinata, sfruttata, emarginata, e esclusa dal processo decisionale. Durante il seminario, esse approfondirono la valutazione del ruolo della donna come procreatrice, come nutrice; ma al tempo stesso scoprirono che la donna è donatrice di vita in molti più modi che non procreando. Non pensavamo proprio che questo incontro sarebbe stato l'avvio del nostro viaggiare insieme fino ad ora, gennaio 1997. Il seminario fu come il primo assaggio delle acque vive attinte dalle loro proprie sorgenti. Esse avevano sete di scoprire la vita in quanto donna... Gli incontri che seguirono chiarirono la differenza fra sesso e genere. Esse divennero consapevoli dei ruoli stereotipati a cui sono relegati donne e uomini, trasmessi attraverso le generazioni da un'ingiusta cultura patriarcale. Esse scoprirono, inoltre, il grande dono della donna di FEDE - in se stessa, negli altri,e, soprattutto, in Dio. Svilupparono un senso crescente di inter-relazione con la natura - convinte che una vita sana dipende da un ambiente sano; e che gli esseri umani esistono in relazione simbiotica con la terra. Esse pregarono e sperarono che anche i loro mariti potessero desiderare di ricevere la loro stessa formazione. RISULTATI: Le partecipanti si sono formalmente organizzate in un'associazione di donne. I mariti hanno avuto un primo incontro e hanno chiesto un proseguimento. La sensibilità delle donne per il genere si sta facendo più acuta. Hanno eliminato l'uso di pesticidi e fertilizzanti inorganici. Ora promuovono l'agricoltura organica. Hanno scelto di usare il carabao in agricoltura, per evitare l'inquinamento, usando il latte di carabao per i bambini, e aiutano ad eliminare la minaccia di estinzione della specie, causata dalla coltivazione meccanizzata. Esse SOGNANO il tempo in cui donne e uomini e tutto il creato vivranno in armonia, unità, equilibrio e rispetto! Josefina Diaz, Suore Missionarie del Cuore Immacolato di Maria (ICM), Filippine ALCUNE STORIE DI SUCCESSI DALLO ZAMBIA: - Le donne cattoliche partecipano ai funerali e proteggono la vedova dai parenti violenti del defunto, che vogliono impossessarsi di ogni cosa.
- Le donne cercano di sostenere le vittime della violenza domestica, per migliorare gli atteggiamenti della polizia verso di esse.
- Le donne usano i risultati della ricerca sulle cause della violenza per combatterla.
- Le donne hanno aiutato le "vedove del disastro aereo del Gabon" ad ottenere giustizia riguardo al denaro loro dovuto.
- Le donne hanno marciato fino al Palazzo del Governo, per protestare contro il numero crescente di casi di stupro; in seguito sono stati compiuti degli arresti. (10)
AL PRIMO VERTICE MONDIALE SUL MICROCREDITO (TENUTOSI NEL FEBBRAIO 1997), LA REGINA DI SPAGNA HA CONDIVISO LE SUE ESPERIENZE E SPERANZE DI CAMBIAMENTO: Parlando nella sessione inaugurale, la Regina Sofia ha ricordato la sua recente visita nel Bangladesh, paese che è tra i più poveri del mondo. Prima di intraprendere il viaggio, ella aveva espresso delle riserve sulla politica di concedere piccoli crediti alle donne nelle aree rurali del mondo. Questa azione avrebbe giovato veramente a queste donne, e avrebbe dato risultati pratici nella lotta per sradicare la povertà, che negava loro i diritti fondamentali? "Visitando i villaggi e parlando agli ospedalieri (missionari/e), e con generose donne Bengalesi, ho trovato la risposta a queste domande. La scoprii sperimentando la più profonda solidarietà con la sofferenza di donne che avevano vissuto drammatici eventi personali. Attraverso la loro testimonianza, e attraverso la testimonianza del loro lavoro con chiari e pratici obiettivi , conseguite in gran parte in relazione a obiettivi e prodotti pratici, ho capito che è possibile sconfiggere la povertà e creare una Utopia!". 1.1.5.2 ECO-FEMMINISMO La violenza esercitata sulle donne e quella esercitata sull'ambiente sono strettamente connesse. L'Eco-femminismo, come la parola suggerisce, riguarda tutti i problemi ambientali e delle donne. Il termine fu usato per la prima volta nel 1974, dalla scrittrice francese Françoise d' Eaubonne, per descrivere le risorse potenziali delle donne per realizzare un cambiamento ambientale. La crescente consapevolezza dei problemi delle donne è strettamente legata alla crescente consapevolezza della distruzione dell'ambiente. Sia le donne, sia l'ambiente subiscono violenza. In molte culture, noi udiamo i "gemiti" delle donne e i "gemiti" del creato. La distruzione dell'ambiente ha un effetto particolarmente grave sulle donne. "Le donne soffrono di più, quando non sono accessibili acqua potabile pulita, combustibile e ambiente sano. Le donne sanno che cosa significa la mancanza d'acqua, sanno come la salute delle loro famiglie è colpita, quando l'ambiente in cui vivono non è sano. Esse sanno che cosa significa quando il delicato equilibrio della natura pende in modo precario". (11) Le donne nei paesi più poveri sono doppiamente toccate dalla crisi ecologica, perché non possono permettersi di comprare acqua imbottigliata, cibo coltivato organicamente, o pagare le cure mediche. L'ingiustizia fatta all'ambiente aggrava l'ingiustizia fatta alle donne, e in particolare alle donne più povere. L'attuale movimento eco-femminista ha contribuito a una più profonda comprensione dell'interrelazione di ogni cosa nel creato. E così esso cerca di promuovere nuove relazioni tra donne e uomini, tra esseri umani e natura, relazioni di rispetto reciproco, relazioni che danno VITA. Qui di seguito si trovano alcuni estratti dal questionario preparatorio, che sono stati mandati ai partecipanti all' undicesima Assemblea Generale dell'Incontro Asiatico dei Religiosi (AMOR), tenutosi in India, nel giugno 1997: RADICI DELL'ECO-FEMMINISMO: - Le radici della storia umana, in cui l'interrelazione dell'intero eco-sistema è stata sperimentata nella sua pienezza.
- La percezione che la terra e la donna generano nuova vita: il femminile onorato come "Dea Madre".
- La correlazione esistente tra ecologia e femminismo, e la sua comprensione da parte nostra.
- I valori comuni, che promuovono e sosteNGOno la "vita" nella comunità umana, sono stati progressivamente erosi, a causa degli assalti dei valori/ideologie patriarcali e capitalisti.
- La "padronanza" sulla donna e sulla terra, sperimentata nella forma di controllo o predominio, particolarmente sulle donne e sulla natura, la violenza e la distruzione della vita riflettono le forze operanti nel nostro attuale contesto.
"GERMOGLI" DI ECO-FEMMINISMO: - Spirito del bastante-frugalità (Robert Muller, ex Assistente del Segretario Generale delle N.U., e attualmente Rettore dell'Università della Pace in Costa Rica).
- Modo di intendere "sviluppo" e "progresso", in cui la comunità dei popoli e l'attenzione alla terra sono poste al centro.
- La protezione della natura, contro lo sfruttamento indiscriminato da parte di interessi capitalistici e di interessi acquisiti, è essenziale per l'esistenza umana.
- Maggiore valutazione del ruolo delle donne, come portatrici e nutrici di vita, nel contesto attuale di distruzione di vita - vita umana e natura.
1.1.6 RIFUGIATI La presenza di tanti profughi è un segno di un mondo turbato. E' impossibile considerare i profughi e il modo in cui la comunità internazionale reagisce nei loro confronti, senza rendersi conto che la loro presenza è il sintomo che c'è qualcosa di terribilmente sbagliato nel sistema internazionale. - Si calcola che ci siano 29 milioni di esuli e 100 milioni di profughi (sia all'interno sia all'esterno dei loro paesi d'origine). Solo una piccola minoranza di profughi riesce a lasciare il proprio paese in tempo di guerra; la maggior parte di essi rimane "intrappolata" all'interno, subendone le spaventose conseguenze.
- I profughi stanno aumentando, a causa delle violazioni dei Diritti Umani: politiche, economiche, ambientali ed etniche. L'aumento del commercio delle armi, le pratiche commerciali ingiuste, le politiche inumane riguardanti il debito, l'esclusione politica, culturale e religiosa, il razzismo, la desertificazione e altre calamità naturali continueranno a far crescere il numero dei profughi, mentre ci avviamo al ventunesimo secolo.
- Essi sono diventati esseri"da eliminare": lo confermano i racconti di testimoni oculari del trattamento riservato ai profughi Ruandesi.
DEFINIZIONE DI PROFUGO Il diritto internazionale definisce "profugo" una persona che: "A causa di un fondato timore di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un particolare gruppo sociale o fede politica, si trova fuori del proprio paese e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di quel paese, o che, non avendo nazionalità ed essendo fuori dal paese della sua precedente residenza abituale, in conseguenza di tali eventi, non può o , a causa di tale timore, non vuole farvi ritorno". La definizione esclude i singoli che sono sfollati a causa della violenza o della guerra, e che non sono divenuti oggetto di persecuzione individuale. Il sistema internazionale di protezione dei rifugiati si sta inceppando. Questo sistema era caratterizzato da un consenso unanime sul fatto che i rifugiati avessero un diritto speciale nei confronti della comunità internazionale, e che fosse responsabilità della comunità internazionale fornire loro protezione e assistenza - non solo responsabilità dei governi. Oggi il consenso sembra in difficoltà. Tutte e tre le componenti del sistema - la definizione giuridica di rifugiato, la convenzione stessa, e l'UNHCR, attore principale del sistema - stanno subendo dei cambiamenti: - applicazioni più restrittive, da parte dei governi nazionali, della definizione classica di rifugiato, espressa nella Convenzione NU del 1951 e nel protocollo del 1967;
- crescenti controversie sull'adeguatezza della definizione, in un'epoca in cui la maggior parte dei rifugiati veNGOno spostati dalla guerra e dalla violenza, non da persecuzione individuale, e in cui la linea tra motivazioni di fuga economiche e politiche è confusa;
? indebolimento del ruolo di guida dell'Alto Commissariato delle NU per i Rifugiati nella protezione e assistenza dei rifugiati.
La posta in gioco, in tale erosione del sistema internazionale, è alta. Il 90% dei rifugiati mondiali provengono da paesi del Sud, e il 90% di essi rimane nel Sud. I governi di paesi di gran lunga più poveri di quelli dell'Europa Occidentale o del Nord America - paesi che ospitano un numero molto maggiore di rifugiati - contestano il perché si pretenda da loro che provvedano ai rifugiati, quando paesi più ricchi chiudono le loro porte. L'insuccesso delle tre soluzioni tradizionali (rimpatrio volontario, integrazione locale, risistemazione in un terzo paese) alle situazioni dei rifugiati porta conseguenze sia per il Nord sia per il Sud. UN RIFUGIATO RACCONTA LA SUA ESPERIENZA: "Arrivai in Australia nel luglio 1995, direttamente dalla nazione centroafricana del Burundi, dilaniata dalla guerra. Fu un grande cambiamento per me, poiché non c'era nessuna base comune tra la vita nei due paesi. Sebbene il Burundi abbia fatto notizia sui mezzi d'informazione negli ultimi due anni, e malgrado i suoi famosi suonatori di tamburi, esso rimane tuttora sconosciuto a molte persone. Ogni volta che mi chiedono dove sia, io dico solo che è confinante con il Ruanda, e si rievocano così le tristi immagini del genocidio del 1994. "Ora, in Australia ho vissuto una vita diversa, come nuovo membro della famiglia dei rifugiati. Ho detto addio all'estate senza fine, specialmente al lago Tanganika, che plasmò la mia vita, mentre la violenza cresceva nella mia città. Non ebbi nemmeno la possibilità di salutare i miei amici, e nemmeno i miei genitori. Ma ciò che fa più soffrire è una sensazione crudele ricorrente: la sensazione che potrei non rivederli mai più. Molti laggiù, nel mio paese, mi chiamano "il ragazzo fortunato". Ma non sanno quanto sia duro essere lontano, specialmente essere solo... "Difficilmente possono immaginare che ora io sono come una foglia portata da un fiume. E' duro rispondere all'eterna e imbarazzante domanda: "Quando torni a casa?" Ma quando sai di non avere altra scelta per sopravvivere, chiudi gli occhi e prendi la decisione. "La prova più grande, per chiunque nella mia situazione, è di adattarsi al nuovo ambiente. Per raggiungere ciò, il fattore principale è l'indipendenza finanziaria. Sicuramente questo è un prerequisito per un rifugiato, più che per chiunque altro, per essere almeno parzialmente accettato dalla comunità. "Ho imparato dalla mia piccola esperienza che devo "lavorare da rifugiato" per sopravvivere. Ho capito che un rifugiato deve essere forte sia fisicamente sia psicologicamente. Sì, anche se ti succede di piangere, devi far scendere le lacrime nel tuo cuore. Porti l'orgoglio e il dolore dentro di te, e semplicemente continui a sorridere. La terra continua a girare e il sole splende per tutti. Alla fine della giornata, soltanto sospiri e canti, sperando che in qualche momento, in qualche luogo, qualcuno ti guardi e si interessi di te." (12) LA PREVENZIONE È PREFERIBILE ALLA CURA I movimenti di rifugiati non sono inevitabili, ma si possono prevenire, se si passa all'azione per ridurre o eliminare i pericoli che costriNGOno la gente a lasciare il proprio paese e cercare rifugio altrove. Questo è un principio fondamentale del nuovo modo di affrontare il problema dello spostamento di persone. Il concetto di prevenzione include attività come - monitoraggio e sollecito avvertimento
- intervento diplomatico
- sviluppo economico e sociale
- soluzione di conflitti
- protezione dei diritti umani e delle minoranze
- diffusione delle informazioni a coloro che probabilmente cercheranno rifugio.
Ciò significa dedicarsisia allala radice che alle cause immediate della fuga... Si fa appello ai paesi d'origine, perché estirpino le cause di fuga, e facilitino il ritorno dei rifugiati o degli sfollati. In altre parole, c'è una crescente tendenza della comunità internazionale a preoccuparsi di condizioni che, fino a poco tempo fa, sarebbero state considerate questioni interne: violazione dei diritti umani, repressione delle minoranze, disoccupazione, violenza e persecuzione. DIECI FASI DI AZIONE Fase 1 Aumentare la propria consapevolezza Fase 2 Farsi coinvolgere Fase 3 Apprendere i principi del sistema internazionale Fase 4 Comprensione delle questioni oggetto della politica del vostro paese Fase 5 Lottare per la giustizia e la pace Fase 6 Dimostrare solidarietà Fase 7 Offrire ospitalità Fase 8 Partecipare al dibattito sull'immigrazione Fase 9 Impegnarsi nell'appoggio morale Fase 10 Fornire servizi che soddisfino bisogni morali, sociali e spirituali. CONCLUSIONE Anche se molti nella nostra società si voltano di là o ignorano i forestieri in mezzo a loro, alcuni Cristiani e alcune Chiese stanno scegliendo di essere dalla parte delle persone sradicate. Alcune Chiese si identificano con i forestieri e gli esuli da secoli. Segni di speranza si manifestano in iniziative comunitarie ed ecclesiali intorno al mondo, per creare nuovi ministeri, nuovi veicoli di collaborazione ecumenica, e nuovi modi di sostenere la dignità umana e di creare una comunità sostenibile. Invitiamo le Chiese associate, attraverso la testimonianza e il servizio a tutti i livelli della vita delle Chiese, a riscoprire la propria identità come Chiesa del Forestiero.(13) 1.1.7 ANZIANI E HANDICAPPATI
- Vengono emarginati in modi sottili;
- La società dà valore solo a chi "produce";
- Sono tollerati più che amorevolmente assistiti;
- La società e alcune famiglie tendono ad agire secondo un sistema di valori che li esclude.
1.1.8 INGIUSTIZIE CULTURALI E RELIGIOSE - C'è una chiara distinzione tra il concetto di "cultura" delle popolazioni indigene e il concetto moderno di "cultura": il primo non esclude nessuno, il secondo contiene un'intrinseca esclusione culturale.
- Le "esclusioni" culturali e religiose sono costate, solo in questo secolo, 120 milioni di vite.
- Alcuni sono considerati "non-persone" per motivi culturali, linguistici e religiosi.
- Molti governi hanno nella loro agenda segreta l'eliminazione di gruppi di minoramze o "non-persone", perché sono considerate persone "di troppo".
- Fino a tempi recenti, i 41 milioni di popolazioni indigene dell'America Latina e di altri luoghi erano considerati non-persone: la loro situazione in molte regioni non è molto cambiata.
- Gruppi fondamentalisti e sette sono spesso usati e maltrattati dai potenti della politica. Di conseguenza, essi sono considerati come "minacce" da altri gruppi.
- Sta nascendo, a livello mondiale, una nuova cultura, con un nuovo sistema di valori, a sostituire i valori culturali e religiosi tradizionali. I mezzi di comunicazione di massa sono il fattore principale di questo fenomeno.
1.1.9 RAZZISMO - Mediante pratiche educative, legislative, giuridiche, mediche e religiose di parte, e mediante convenzioni linguistiche o di altro genere profondamente radicate, le persone sono sistematicamente derubate della loro umanità e della loro speranza, a causa della loro razza.
- Il razzismo è un male che esiste in ogni settore della società e della Chiesa.
Esclusione: Fino a poco tempo fa, parlavamo di gruppi che venivano emarginati, ma il fenomeno nuovo è di escludere questi gruppi.E' facile identificare gli esclusi, ma è più difficile identificare coloro che escludono. Il seguente è un estratto da un Documento da unCapitolo Provinciale: L'Universalità - eredità di Maria della Passione - è, prima di tutto, un atteggiamento spirituale di apertura, che ci porta al di là di frontiere, etnie, caste, nazionalità. Il punto di partenza è prendere il cammino della conversione e riconoscere il nostro proprio etnocentrismo, al fine di superarlo per andare incontro all'altro. Nell'attuale mescolarsi di popolazioni, e nel contesto del nazionalismo, le nostre comunità interculturali e internazionali sono chiamate ad essere segni e strumenti di comunione. La giustizia ci chiama a riconoscere e rispettare l'uguaglianza di ogni persona e cultura, e a lavorare senza sosta, per sradicare i nostri pregiudizi, in un atteggiamento di conversione permanente. Perciò, i membri del Capitolo provinciale chiedono che noi approfondiamo la nostra consapevolezza dei mali del razzismo/etnocentrismo - dentro a noi stessi, dentro alle nostre comunità, nelle aree dove esercitiamo il nostro ministero, e nel mondo in generale, lottando per rimuovere le barriere che ci impediscono di radunarci alla mensa di Dio. All'interno di ciascuna comunità, i membri hanno la corresponsabilità di richiamarsi a vicenda, per fare di questa affermazione una realtà nella vita quotidiana. Missionarie Francescane di Maria, USA Azione contro il razzismo "Lavoro con donne immigrate dal Sud Est Asiatico che vivono a Vancouver, Canada, dal 1993. Le donne si sono rese conto che le organizzazioni del servizio sociale erano semplicemente un "cerotto", a fronte di problemi urgenti, e facevano poco prevenzione. Quindi si sono organizzate collettivamente in gruppi di sostegno per donne, per istruire, sostenere, lavorare in rete/collegamento e ideare strategie con le altre donne, al fine di provocare cambiamenti strutturali giuridici e sociali. Il problema principale è la mancanza di riconoscimento dell'istruzione e delle credenziali lavorative straniere in Canada. Le forme di discriminazione subite sono: una laurea straniera non vale più di un'ammissione all'Università; un dottorato post-laurea può valere, per una donna, al massimo come una laurea. Discriminazione sul luogo di lavoro: Sirjit dice:"Non appena vedono il colore della tua pelle, ti considerano come se tu non sapessi nulla, o avessi problemi di lingua, o pensano che non saprai svolgere il lavoro a dovere". Hanno questa opinione delle donne indiane - danno il lavoro a gente non qualificata e poi ti dicono "non avete esperienza canadese". Devi dice:"Bisogno essere la prima tra tutti, per avere successo al pari di un nativo canadese". Pushpa dice:"E' duro essere straniera. Devo rendere al 100 per cento, per ottenere lo stesso lavoro di un uomo". Questi racconti di donne sono pieni di elementi di razzismo e di sessismo - la presunzione di ignoranza a causa del colore della pelle; la presunzione che una donna indiana non abbia nulla da dare, o che, per quante specializzazioni abbia, esse non valgono nulla; razzismo nascosto, nell'esigere di più da una donna immigrata, che è visibilmente diversa. Azione: Programmi mirati a ottenere il riconoscimento delle credenziali straniere. Fornitura di laboratori e manuali pratici. Per es. Come diventare imsegnanti nella British Columbia. Laboratori di istruzione pro-attivi antirazzismo e anti-sessismo, e progetti in promozione delle politiche della Legge sul Multiculturalismo nella British Columbia del 1993. Helen Ralston RSCJ, Canada C'è un programma di formazione in anti-razzismo nella Scuola Superiore del Sacro Cuore a Bonn. A Berlino, una RSCJ è la delegata per i problemi degli emigranti del Cardinale Arcivescovo. Questo la mette in contatto con la stampa e i politici, che sono coloro che fanno le leggi e l'opinione pubblica riguardo agli immigrati. Ella ha stimolato un gruppo di studenti a lavorare su una legge per l'immigrazione da presentare al parlamento. Congregazione del Sacro Cuore, Germania. Il seguente è un estratto dalla visione di M.L.King, di una terra unificata dall'amore e dallo spirito, unica, non bloccata da confini di colore e di razza: "...Ho un Sogno, che i miei quattro bambini vivranno un giorno in una nazione dove non saranno giudicati secondo il colore della loro pelle, ma secondo la sostanza del loro carattere. Questa è la nostra speranza. Questa è la mia fede...Con questa fede, riusciremo ad estrarre dalla montagna della disperazione una pietra di Speranza". 1.1.10 VIOLENZA Non è esagerato dire che viviamo in una cultura di violenza. Giovanni Paolo II, nella sua enciclica Il Vangelo della Vita, enumera alcuni degli elementi di una cultura di Morte. E' fondamentalmente la stessa cosa, poiché qualunque forma di violenza è distruttiva. La violenza può essere personale, societaria o globale. Può essere sistemica o strutturale. Può essere politica, economica, culturale e religiosa. Può essere istituzionalizzata. Si subisce nelle famiglie e nelle comunità. Siamo consapevoli delle sue numerose cause ed espressioni. Bob Kearns, un pastore degli USA, ci racconta la sua esperienza con un gruppo di bambini di terza elementare: Parlando del quinto comandamento, chiese loro:"Che tipi di violenza conosciamo oggi?" Ecco che cosa venne spontaneo dalle labbra di bambini di otto anni: "Stupri in serie, percosse, accoltellamenti, sparatorie, avvelenamenti, suicidi, rapimenti di bambini, bombe, incendi, torture di animali, violenze sui bambini, uccisione di vecchi, aborto, AIDS". Kearns si chiede:"Che cosa è accaduto dei tempi in cui i bambini parlavano di essersi arrabbiati con i fratelli e le sorelle o di aver fatto a pugni?" Michael Crosby (14), definendo la violenza, dice che essa è "ogni forza che infligge una ferita". Secondo la sua definizione, essa consta di tre elementi: - rappresenta qualunque forza;
- non è voluta;
- infligge una ferita.
La "forza" e la "ferita" possono essere fisiche o mentali, individuali o collettive, psicologiche o sociologiche, concrete o ideologiche, religiose o spirituali, ecc. Sviluppando la sua definizione, noi dovremmo accentuare maggiormente la "forza" che infligge la ferita, piuttosto che le altre due dimensioni. Questo ci tiene concentrati sulla causa, mentre dobbiamo occuparci dell'impatto ed effetto. Ciò ci porta a domandarci quali sono i diversi tipi di "forze" e "ferite" operanti in questo mondo. Thomas Merton diceva così nel suo libro Fede e Violenza: "Il vero poblema morale della violenza nel xx secolo è oscurato da presupposizioni arcaiche e mitiche. Noi tendiamo a giudicare la violenza in termini del singolo, del confuso, dei fisicamente molesti, del personalmente spaventoso...Ciò è ragionevole, ma tende ad influenzarci troppo. Ci fa pensare che il problema della violenza sia limitato a questa piccolissima dimensione, e ci rende incapaci di valutare il problema molto più grande della presenza più astratta, più globale, più organizzata della violenza in un modello di comportamento massiccio e collettivo. La violenza oggi è violenza da colletti bianchi, la distruzione dell'uomo burocratica e tecnologica, organizzata sistematicamente". Abbiamo tuttora la tendenza a limitare il nostro concetto di violenza a qualcosa di fisico e individuale, e non la identifichiamo con le forme organizzate, burocratiche e sistemiche di violenza, che sono la causa della nostra attuale cultura di morte. Concretamente, la violenza si manifesta nelle forme seguenti nel mondo odierno: (15) - nel modo di trattare i poveri e gli emarginati, le donne e i bambini, gli anziani e gli handicappati;
- nel pesante fardello del debito portato dai paesi più poveri;
- nell'austerità o nei Programmi di Adeguamento Strutturale;
- nell'economia guidata dal profitto;
- in una forma di consumismo;
- nella disoccupazione e sotto-occupazione;
- nella disuguaglianza nell'accesso alla terra coltivabile e altre risorse essenziali;
- nell'attuale sistema monetario internazionale;
- nella distruzione dell'ambiente.
I seguenti sono alcuni esempi di una chiara opzione per la nonviolenza da parte delle Suore Francescane della Penitenza e della Carità Cristiana: "Le suore della nostra provincia hanno trattato intensivamente il tema della nonviolenza quest'anno. Durante la visita ai conventi, le sollecitazioni e le riflessioni comuni furono concentrate su di esso". La discussione ruotò attorno a domande e aspetti quali: "Come si esprime il comportamento violento e nonviolento nella nostra vita quotidiana? Comportamento nonviolento verso noi stesse e ascolto della nostra verità interiore? Nonviolenza come espressione di tolleranza? Rispetto per la dignità e crescita delle altre persone? Nonviolenza - atteggiamento francescano - il principio di sussidiarietà, un principio di struttura in cui la nonviolenza si esprime". Una testimonianza personale (16)
Michael Crosby, OFM cap. Per far meglio capire questo materiale, suggerisco alcune cose che mi hanno aiutato nel mio sforzo progressivo di diventare maggiormente nonviolento: - Rispettare me stesso per quello che sono e gli altri per quello che sono, rinunciando all'esigenza di controllare gli altri e rispettosamente non lasciando che gli altri controllino me.
- In tutti gli scambi che possono presentare elementi di conflitto, seguire la quadruplice via: manifestare, prestare attenzione, dire la propria verità, rinunciare al bisogno di controllare il risultato.
- Essere consapevole dei modi in cui mi metto sulla difensiva quando il mio potere, i miei beni e il mio prestigio potrebbero essere minacciati. Che cosa faccio per proteggere loro e il mio territorio? Che cosa mi fa mettere sulla difensiva?
- Essere consapevole delle mie paure e di che cosa faccio consciamente e inconsciamente quando esse sorgono. Capire come esse possono trattenermi dal rischiare.
- Chiedermi se ho nel cuore sentimenti di durezza nei confronti di qualcuno. Se sì, cercare la riconciliazione, chiedendo perdono o dando segni di pentimento. Essere disponibili quando gli altri cercano la riconciliazione con me.
- Essere grato e riconoscente per i piccoli gesti di nonviolenza; rallegrarsi e gioire nella promozione della pace.
- Cercare di diventare un mistico/contemplativo nella preghiera; ciò sosterrà e darà autenticità alle sfide profetiche che la capacità di resistenza comporta.
- Capire che ogni riconciliazione deve essere fondata sulla giustizia, trovare modi creativi di mettere in discussione le istituzioni, gli "ismi" e le ideologie che appoggiano l'ingiustizia. Non denunciare solamente, cercare alternative.
- Sviluppare modi di pensare che mi decentrino da me stesso, e mi mettano in una posizione di maggiore solidarietà con le vittime della violenza, compresa la stessa terra.
- Cercare di vivere secondo i sei principi del Voto di Nonviolenza di Pax Christi (vedi Appendice A3.3); promuoverlo in tutta la mia predicazione.
- Domandarmi:"Mi preoccupo realmente" di coloro dai quali dissento, che metto in discussione e che mettono in discussione me?
- Essere consapevole dell'origine della mia rabbia, quando è distruttiva (per es. proiezione, incolpare, cercare il capro espiatorio).
- Alimentare e alimentarsi presso comunità di nonviolenza e resistenza.
- Trovare almeno una causa per la quale essere pronto a sacrificarsi; impegnarsi in una campagna degna della causa.
1.1.11 FATTORI DI UNA GLOBALIZZAZIONE MANIPOLATA
- COMPAGNIE TRANSNAZIONALI
I protagonisti principali sono le Compagnie Transnazionali (multinazionali), che non devono fedeltà a nessuno, specialmente a nessuno stato nazionale. Molte nazioni industrializzate sono in debito, ma non le transnazionali. Esse sono i motori della globalizzazione. Gli stati nazionali e i politici ora lavorano per loro. - TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE
I computer sono il linguaggio della vita moderna. La RETE determina la vita per molti. Il denaro si muove alla velocità del computer, e così diventa l'"unico vero linguaggio umano". Ci stanno obbligando a far parte della super-autostrada delle comunicazioni. - GLI ECONOMICAMENTE POTENTI
I ricchi non mostrano, in realtà, alcuna lealtà al proprio paese o nazione, ma piuttosto alla nuova comunità globale. I viaggi aerei, i telefoni cellulari e satellitari, i computer e i paradisi fiscali internazionali permettono ai ricchi di muoversi nel mondo come se fossero a casa loro e di non mostrare alcuna devozione al loro paese. - I MEDIA
Chi lo possiede? Chi lo gestisce? Il mezzo di comunicazione è influenzato, e spesso manipolato, per servire gli interessi di coloro che esercitano il potere politico ed economico. I Media delle nazioni ricche accettano l'agenda delle compagnie transnazionali, e cercano di convincere il resto del mondo che essa è l'unica realtà per la quale valga la pena di lavorare, l'unica realtà veramente umana, il senso reale del progresso. - FONDAMENTALISMO
A causa di una sottile insicurezza dell'individualismo e delle sue icone, c'è un'oscillazione verso destra in termini di Religione e Fondamentalismo. In certi contesti, il fondamentalismo è anche usato come arma per combattere il modernismo. Secondo Felix Wilfred, la Globalizzazione sembra trascinare tutto il mondo. Ma, in realtà, essa lascia sempre di più dietro di sé, nel deserto della miseria. Essa sradica la gente con la promessa dell'abbondanza, ma in realtà ne succhia la linfa senza pietà, e la lascia seccare e morire. I poveri e i deboli, nella nostra società, sono sempre più privati della sicurezza che le loro occupazioni, per quanto umili siano, danno. Essi non sono in grado di competere in un sistema la cui vera natura è di lasciare indietro molti nel suo avanzare. Il settore agricolo ha subito il colpo più pesante della globalizzazione...Globalizzazione per loro significa in realtà emarginazione... E' facile trascinare i popoli e le nazioni nell'economia globale. Ciò conduce progressivamente alla perdita degli aspetti più nobili della loro cultura. Viene fornita a tutti loro una cultura globale surrogata, che alla fin fine serve gli interessi acquisiti dei potenti.(17)
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