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La Prima Festa della Consolata in Polonia. Stampa E-mail
Scritto da pp. Silvanus e Luca, imc   
ImageQuando parliamo della prima festa della Consolata, ci ricordiamo di quelle feste della Consolata che i primi missionari hanno fatto in Kenia. Conoscevano molto poco del popolo Africano, poco della lingua e della cultura. Così possiamo immaginare come si sentivano! Profondamente uniti a colui che li aveva inviati, cioè la Madonna Consolata e l’Allamano e in nome del Signore Gesù. Pensiamo che la nostra festa è stata così come lo fu per loro. Ci siamo sentiti ancora fortemente uniti alla Stessa Madonna CONSOLATA, al nostro fondatore, e a tutto l’istituto.

Abbiamo voluto celebrare questa festa semplicemente vivendo profondamente ciò che è essenziale. Prima la novena, poi, nel giorno della festa, una celebrazione eucaristica ben curata e un momento di convivio con gli amici della CONSOLATA.


Qui in Polonia la Consolata l’abbiamo celebrata il 20 Giugno 2008 Venerdì , iniziando la Santa Messa alle  ore 18, presieduta da p. José , un padre Comboniano del Mexico e concelebrata da 6 concelebranti noi inclusi, e un piccolissimo gruppo di 11 persone, nella cappella dei padri comboniani qui a Varsavia.

In questa messa abbiamo fatto il rinnovo dei nostri voti ed è stata per noi la prima concelebrazione nella lingua Polacca. Alla fine della celebrazione abbiamo cantato l’inno della Consolata davanti all’immagine della Madonna Consolata: “O Consolata”. Il modo con cui l’abbiamo cantato ha toccato tutti i partecipanti: l’abbiamo cantato con il cuore! Hanno chiesto le parole.

Dopo la messa, abbiamo fatto la presentazione dell’Istituto: Chi siamo, cioè Padri, Fratelli, suore e laici. Abbiamo spiegato la nostra storia e le nostre radici. La storia dell’Allamano, l’origine del nome CONSOLATA, e la venerazione della Madonna Consolata cosi come è nata e come è ancora oggi nella città di Torino.

Dopo la presentazione dell’istituto abbiamo fatto una grigliata all’aperto molto semplice. Abbiamo mangiato, danzato, e cantato anche in Polacco e in varie lingue. Abbiamo gioito, uniti con tutto l’istituto.

E’ stato bello per noi. Abbiamo anche imparato che cosa potremo fare nei prossimi anni in questa festa. Così nel futuro la potremo celebrare con più persone, senza dimenticare i giovani. E’ stata una festa semplice ma significativa.

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