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I primi passi in Polonia PDF Stampa E-mail
Scritto da PP.Luca e Silvanus, imc   
ImageSono quasi due mesi che sono passati dal nostro arrivo a Varsavia e sono stati molto intensi. La Polonia, per noi Missionari della Consolata, è un paese tutto da scoprire e da conoscere, così come del resto tutto l’est europeo. Stiamo bene e l’accoglienza è uno di quei valori che appartiene al popolo polacco. Fin dal nostro inizio siamo stati ben accolti un po’ ovunque siamo stati. Se la nostra settimana è dedicata principalmente allo studio della lingua, nei week end ci rechiamo in parrocchie qui a Varsavia e in altre città.

Visitiamo anche comunità religiose come le suore di S. Pietro Clavier o le Carmelitane missionarie a Cracovia. Questi viaggi hanno lo scopo di farci un’idea e una conoscenza più approfondita del paese.


La Polonia è un paese che è uscito nel 1989 dal comunismo. Sono passati meno di vent’anni è intuiamo che un cambiamento molto profondo sta avvenendo in tempi brevissimi. Se i giovani qui a Varsavia, assomigliano molto ai giovani delle capitali europee, attirati dalle diverse mode dei nostri tempi, le persone di una certa età hanno ancora ricordi molto vivi del loro passato, quando ancora ad esempio, per acquistare generi alimentari primari occorreva una tessera nazionale su cui registrare l’acquisto. Senza queste tessere, ogni acquisto era respinto.

Il popolo polacco è profondamente identificato con la sua fede e questo lo si sente soprattutto vivendo qui. Questa caratteristica la si può capire alla luce della storia. Per oltre un secolo, poco prima dell’inizio della prima guerra mondiale, la Polonia aveva perso il suo territorio occupato in parte dai tedeschi, in parte dai Russi, in arte dagli austriaci. Nonostante questa occupazioni nel paese la Messa veniva celebrata in lingua polacca. Poi all’inizio della seconda guerra mondiale, fu invasa inspiegabilmente prima dalla Germania e poi “liberata” e occupata dai russi, alla fine della stessa guerra. In questa guerra morirono quattro milioni di polacchi. Varsavia fu completamente distrutta dai bombardamenti tedeschi, e ricostruita poi almeno in parte dai russi. Ma la guerra ha segnato tutto il paese.

Se il popolo polacco ha saputo reagire a tante invasioni e ingiustizie lo deve soprattutto all’unità che ha trovato nella fede e che dà un forte senso di appartenenza e d’identità a questo popolo. Il centro spirituale del paese è il grande santuario di Częstochowa. E’ un luogo simbolo meta di numerosi pellegrinaggi. E’ importante storicamente perché qui furono respinti diversi invasori. Lì è venerata una famosa icona della Madonna nera, a cui tutto il paese è stato consacrato. Per cui non sorprende qui cantare nelle litanie del rosario: Maria Regina della Polonia, prega per noi…

Questo santuario non lo abbiamo ancora visitato ma lo faremo presto magari partecipando a uno di questi pellegrinaggi la prossima estate.

Tuttavia anche qui il secolarismo e il relativismo stanno entrando velocemente e la chiesa ne è consapevole. Ci ha colpito molto un’omelia che Giovanni Paolo II fece quando visitò il suo paese. Qui è amato grandemente ma nonostante questo egli uscì dai protocolli ufficiali e disse che sentendosi a casa voleva parlare con il cuore aperto. Usò toni molto duri e mise in guardia tutto il popolo polacco dal dimenticare le sue origini cristiane.

Noi conosciamo ancora poco il paese, per questo abbiamo preso un tempo iniziale prima di decidere dove andare ad aprire la nuova comunità. Tuttavia iniziamo a capire che ci sono delle differenze grandi tra le varie parti del paese. E’ importante metterci all’ascolto e capire quale sarà il luogo della nostra apertura dove il Signore ci indicherà.

Una sera tornando da scuola una signora in bicicletta che conosciamo ci saluta dicendo “zawsze razem”, sempre insieme. Ci è piaciuto questo saluto perché è un po’ quello che cerchiamo di vivere qui, una missione nel segno della comunione. Tra di noi e con le persone che incontriamo. La presenza di noi missionari della Consolata qui in Polonia vuole portare questo segno, mettere la ricchezza del nostro carisma missionario a servizio di questa chiesa che già ci ha accolto e a cui siamo già affezionati.

La nostra storia è appena iniziata ma abbiamo ricevuto già tanti piccoli e importanti segni che confermano la nostra presenza qui. Ci sono molte potenzialità in questo bel paese e le persone ci vogliono bene. Affidiamo a Maria Consolata e regina della Polonia i futuri passi di questa nuova missione.
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Missione Oggi

POBRES Y POBREZA EN LA FORMACIÓN MISIONERA
Introducción

Se ha pedido una reflexión sobre cómo usar los bienes materiales durante el currículo formativo del Misionero de la Consolata. Tema actual en este momento histórico que estamos viviendo a nivel de sociedad y a nivel de Instituto. A nivel socio-económico nos encontramos en una sociedad post-moderna donde el consumismo arrasa no sólo las personas sino también las estructuras e vida de la Iglesia. A nivel de Instituto porque hoy nuestras comunidades son internacionales e interculturales con diferencias culturales en la apreciación de pobres y pobreza, de economía y hasta de estratos sociales bien diferenciados.
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