I cambiamenti inaspettati hanno da sempre accompagnato la vita nomade dei pastori dell’Asia centrale: cambia il tempo e in mezz’ora ti ritrovi in una bufera di polvere o neve, cambia il corso di un fiume e sei costretto a portare le tue bestie su pascoli piu’ lontani… Nella Mongolia dei tempi piu’ recenti la gente si e’ rassegnata anche ad altri tipi di cambiamenti, legati alla vita in societa’, per cui non si stupisce piu’ che un documento tutt’a un tratto non abbia piu’ valore o una promessa non venga mantenuta nei fatti.
Noi invece siamo rimasti male alla notizia – un mesetto fa’ – che dovevamo spostarci dal terreno che ci era stato affidato e su cui avevamo iniziato a svolgere le nostre attivita’, ma abbiamo scelto di non ostinarci nel nostro disappunto e in 48 ore abbiamo anche noi fatto fagotto e adesso che ci siamo insediati sul nuovo terreno sentiamo che tutto questo puo’ diventare per noi un nuovo inizio. Su richiesta delle autorita’ locali ci siamo infatti spostati in una zona piu’ decentrata di Arvaiheer, la cittadina capoluogo della provincia di Uvurkhangai, nella Mongolia centro-meridionale. Piu’ nascondimento, rispetto alla posizione ben visibile del terreno precedente, ma anche piu’ liberta’ di portare avanti in umilta’ il servizio di evangelizzazione a cui siamo stati chiamati. E’ una zona di nuovi insediamenti, ancora poco popolata, ma che secondo le stime del comune dovrebbe presto diventare un nuovo quartiere. Il terreno che ci e’ stato assegnato e’ ben sfruttabile per la poca pendenza e siamo gia’ riusciti a farci un pozzo che speriamo contribuisca a portare piu’ vita nella zona. Al momento abbiamo predisposto tre ger, le tipiche tende mongole, di cui due di dimensioni medio-piccole per le attivita’ di incontro con la gente e ricreazionali, e una invece decisamente piu’ grande dove ci raduniamo per la preghiera e che pensiamo possa fungere da cappella per almeno un po’ di anni.
In questi primi due anni ad Arvaiheer si e’ a poco a poco fatto sempre piu’ chiaro ai nostri occhi che la missione dovrebbe diventare un punto di incontro accessibile a tutti, soprattutto i piu’ piccoli, offrendosi come luogo di aggregazione e centro di ascolto, dove si sa’ che c’e’ una chiara proposta di fede e un cammino di fraternita’. Un segno concreto dell’impegno della Chiesa Cattolica sara’ il centro sociale che quest’inverno fungera’ anche da nostra residenza, per poi assorbire le varie attivita’ che abbiamo gia’ iniziato: doposcuola con i ragazzi, lavori di cucito per un progetto di aiuto alle donne, incontri formativi aperti a tutti ed altre iniziative educative.
Dovremo comunque rimanere aperti ad eventuali modifiche o adattamenti, sempre per via dell’impreisto e per questo si e’ pensato ad un edificio molto semplice, integrato con l’uso di ger che potranno di volta in volta essere utilizzate a seconda delle esigenze del momento. Con l’aiuto di un nostro vicino abbiamo trasformato dei tubi arrugginiti in due canestri per il basket e due porte da calcetto…
La gente della zona comincia a conoscerci e con la riapertura delle scuole a settembre speriamo di avere di nuovo tanti ragazzi come sul vecchio terreno. Ogni domenica celebriamo l’eucaristia insieme a un gruppetto di persone interessate a un discorso di fede. Domenica 22 abbiamo celebrato con loro la festa della Consolata, nella nuova ger grande; la Madonna, come ogni mamma secondo la tradizione mongola, e’ quella che sa’ “aggiustare il cuore” e siamo sicuri che saranno in tanti a ricorrere a Lei.
A voi tutti chiediamo preghiera ed amicizia, per poter testimoniare la consolazione di Dio in questa terra sconfinata e bellissima. |