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Ecuador: Mille bambini vanno a scuola Stampa E-mail
Scritto da IMC Guayaquil   
ImageUn caro saluto dalla comunità dei Missionari della Consolata di Guayaquil. In pochi mesi questa famiglia ha cambiato volto: a febbraio padre Tiziano, veterano della missione, è stato destinato in Italia ed è arrivato P. Gabriel, colombiano, che per molti anni ha lavorato nella sierra ecuatoriana. Inoltre si è infoltita la presenza di laici con l’arrivo di Mattia e Corinna del gruppo LMC di Bevera, oltre a Matteo da Muggiò. P. Felice resta la presenza stabile della missione.

Lo scorso mese sono terminati i lavori, tra i quali i più il più impegnativo è stato la costruzione di due nuove aule nel collegio: questo permetterà di rispondere almeno in parte alle tante richieste di istruzione ed educazione che provengono da questo quartiere.

Il primo giorno di scuola dell’anno scolastico 2008/2009, come tutti i primi giorni di scuola, aveva qualcosa di speciale, di emozionante. Dalle 6.30 del mattino si sentivano le voci dei bambini che aspettavano con impazienza di iniziare il nuovo anno e alle 7.15 hanno attraversato il portone in più di 930 tra bambini e ragazzi. Il cortile si è riempito di colori e di vita, di sorrisi e anche di alcuni pianti (tra i bimbi piccoli del primo anno), di abbracci e di volti nuovi. Ognuno indossava il suo vestito migliore e uno zainetto dentro il quale, oltre a un quaderno e una penna, stavano riposti sogni, speranze, aspettative per questo nuovo anno scolastico.


Bryan, un bimbo di 5 anni, porta la sua voglia di giocare, di conoscere nuovi amici. Alexandra ci mette la speranza di imparare a leggere e scrivere. Carlos, un bimbo down di 7 anni, nello zainetto ci ha posto l’entusiasmo di poter incontrare un luogo accogliente dove poter essere accettato così com’è. Walter, la paura di passare dalla classe speciale al settimo anno di educazione basica. Jean Carlo, che ripete l’anno, la voglia di fare di più e meglio. Marjuri, al quarto anno di collegio, l’indecisione circa la scelta della specializzazione che l’aiuterà a trovare un lavoro. Alex, del quinto anno di collegio, la responsabilità di essere, con i suoi 32 compagni, uno dei più grandi dell’istituzione e l’entusiasmo nel pensare che il prossimo anno sarà il primo “diplomato” della Consolata. Dietro ogni volto c’è una storia, uno (o tanti) sogni, una vita che ci appassiona e ci interroga.

Anche noi abbiamo portato, nel primo giorno di scuola, uno zaino carico di speranze. Il collegio è arrivato al quinto livello, con specializzazione in informatica ed elettronica. Il prossimo anno termineremo il ciclo di formazione secondaria. Questo significa che avremo dato a questi ragazzi che vivono in un quartiere marginale di Guayaquil, quantomeno un’opportunità per costruirsi un futuro diverso e migliore dell’ordinario … dove l’”ordinario”è fatto di povertà ed incertezza materiali e morali. I cambiamenti comportano sempre un processo lungo e complesso, quindi occorre continuare a sognarli e il modo più efficace è proprio mediante l’educazione.

Inoltre da quest’anno inizierà un secondo livello del corso “Mis amiguitos” per bambini speciali, dove i più grandi apprenderanno alcune abilità manuali al fine di aumentare la loro autosufficienza. Anche questo è un segno di speranza e di una nuova cultura verso chi è rimasto per troppo tempo al “margine del margine”. La sfida dell’educare qui nel barrio de “El Fortin” è sempre più esigente e complicata. E’ innegabile la fatica nell’offrire una istruzione di buona qualità, mantenendo delle condizioni accessibili alle famiglie più povere. Il diritto all’educazione è qualcosa in cui crediamo fermamente perché da lì parte la possibilità di ognuno a diventare buon cittadino e buon cristiano. A tal fine continueremo anche quest’anno a riunirci con i genitori dei ragazzi poiché i primi educatori sono loro e spesso chiedono di essere aiutati ad assumere maggiore consapevolezza nel loro ruolo.

A tutti voi diciamo ancora una volta GRAZIE, grazie Di CUORE per la vostra generosità e attenzione ai bisogni della missione. Senza il vostro aiuto tutto questo non si potrebbe fare. Che il Signore vi riservi ogni bene. Un saluto fraterno.
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