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La nuova Pentecoste dei giovani a Sydney Stampa E-mail
Scritto da AsiaNews   
AP Photo by Gregorio Borgia“Una nuova Pentecoste”: così il card. Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici, a cui spetta l’organizzazione della Gmg, ha definito il raduno dei 150 mila giovani per la messa d’inizio della Giornata mondiale della Gioventù a Sydney. Dalle 4 del pomeriggio (ora locale) i giovani hanno cominciato ad affluire nell’area di Baragaroo, che costeggia la baia di Sydney. La “nuova Pentecoste” significa lingue e culture che si mescolano in amicizia, lasciando stupiti – e un po’ disoccupati – il personale della sicurezza.

Nella messa presieduta dal card. George Pell, arcivescovo di Sydney, si mescolano danze aborigene, canti maori della Nuova Zelanda, letture in italiano, inglese, francese e spagnolo, strumenti musicali primitivi e di orchestre professioniste. I giovani non temono di essere identificati per la loro provenienza: indossano cappelli peruviani, bandane giapponesi, berretti americani da baseball, cappelli di paglia; e poi costumi coreani, camicie filippine, semplici jeans e tessuti batik indonesiani. E infine le bandiere di tutte le 160 nazioni presenti a questa Gmg, che sventolano al ritmo dei canti della messa.


Ma la “nuova Pentecoste” significa anche – come suggerisce il titolo di questa Gmg 2008 - ricevere forza dallo Spirito santo per essere testimoni della fede cristiana nel mondo di oggi.

Nella sua omelia il card. Pell prega perché lo Spirito trasformi i giovani presenti “un esercito di santi” per rinnovare la terra e chiede a loro di “avere coraggio”, di “andare lontano”, verso decisioni radicali, abbracciando anche vocazioni di dedizione totale, e incontrando anche quei che non credono.

In precedenza, al saluto iniziale, il cardinale ha detto: Voglio dare il benvenuto non solo a voi, ma a tutti coloro che si sentono perduti, stanchi, …La chiamata di Cristo si rivolge a tutti, anche a quelli che non credono,….. quelli che non hanno alcuna religione”. L’invito è forse rivolto agli stessi australiani, segnati dal secolarismo e dall’indifferenza. Su 20 milioni di abitanti vi sono solo 5 milioni i cattolici (circa il 26%), ma ha anche il 17% di non religiosi o di atei dichiarati, spesso con accenti radicali.

Nei giorni precedenti alla Gmg, vi sono state diverse piccole manifestazioni di persone con addosso magliette con le scritte: Dio non esiste. Vi è poi la polemica sui regolamenti speciali della polizia contro le offese ai partecipanti e ai gesti della Gmg, ormai decaduta grazie a una sentenza di ieri della corte federale. È possibile che questo spingerà i gruppi del “No Pope” a organizzare manifestazioni e distribuire condom e appendiabiti (che sta ad indicare l’aborto) ai giovani della Gmg.

Gli organizzatori dell’evento hanno comunicato che ad oggi vi sono 250 mila iscritti per la Gmg di Sydney e che si aspettano 500 mila giovani per la veglia e la messa col papa sabato e domenica.

Alla messa di apertura i giovani hanno anche ricevuto il saluto del premier Kevin Rudd. “Alcuni affermano – ha detto – che nel 21° secolo non c’è posto per la fede. Io dico che si sbagliano”. E ha aggiunto: “Siete ospiti benvenuti nella nostra terra. Spero possiate essere arricchiti da questo tempo che passate in Australia, allo stesso modo in cui voi arricchite l’Australia stando qui con noi”.
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