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Conferenza di Madrid: la dichiarazione finale Stampa E-mail
Scritto da Misna   
AP Photo by Victor R. Caivano“Il dialogo interreligioso è essenziale per il futuro del mondo ed è importante che incontri di questo tipo si svolgano periodicamente”: lo afferma la ‘Dichiarazione di Madrid’, documento congiunto con il quale oltre 200 rappresentanti, teologi ed esperti di cristianesimo, ebraismo, islam, e altre religioni, hanno concluso i tre giorni della conferenza sul dialogo tra fedi svoltosi nella capitale spagnola, sotto gli auspici della Lega musulmana mondiale.

Criticando i “teorici dello scontro di civiltà” e i tentativi di “alimentare le divergenze tra culture diverse e minare la pace e la coesistenza”, la dichiarazione invita “l’Assemblea delle Nazioni Unite a sostenere i risultati di questa conferenza per promuovere il confronto e la reciproca conoscenza tra esponenti delle diverse religioni, civiltà e culture, attraverso l’organizzazione di una sessione dedicata al dialogo”. I partecipanti hanno insistito sul considerare “la popolazione del mondo come un’unica famiglia, che attraversa momenti di crisi e problemi, per la cui soluzione sono richiesti sforzi congiunti”. “Il terrorismo - scrivono ancora i firmatari - è uno dei principali ostacoli al dialogo e alla convivenza” e “un fenomeno globale per la cui lotta è necessario un impegno condiviso” a partire dal raggiungimento di un accordo per la sua definizione”.

Per dirigere tali sforzi, i partecipanti hanno concordato la creazione di un gruppo di esperti incaricati di “analizzare i problemi che ostacolano il dialogo” e indicare le strategie per risolverli. Parole, quelle lette a nome dei partecipanti dal segretario generale aggiunto della Lega del mondo islamico, Adballah Al-Zaid, che “non sarebbero potute arrivare in un momento più propizio, e da fonti così autorevoli del mondo musulmano, spesso distorto e snaturato per biechi interessi politici” ha detto William Baker, presidente dell’organizzazione americana ‘Cristiani e musulmani per la pace’.

Dopo aver trasmesso i saluti e la vicinanza spirituale di Papa Benedetto XVI, il cardinale Jean Luis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha condiviso con i partecipanti le sue considerazioni personali: “La prima è che abbiamo reso la ricchezza delle nostre convinzioni e dei nostri pensieri disponibile a tutti i membri delle società alle quali apparteniamo – ha detto il porporato – e la seconda è che, in quanto credenti, siamo un dono per la società”. È imperativo, ha proseguito il cardinale Tauran, che “la libertà religiosa includa la possibilità per i credenti di prendere parte attiva al dialogo pubblico mediante responsabilità sociali, politiche e culturali”. Sul futuro del dialogo fra le religioni, il cardinale ha individuato tre obiettivi: “promuovere la conoscenza reciproca; incoraggiare lo studio delle religioni in maniera obiettiva; formare le persone al dialogo interreligioso”. “Non intendo dire che tutte le religioni sono più o meno uguali - ha precisato Tauran nell’intervento finale della conferenza, di cui l'Osservatore Romano ha riportato ampi stralci – ma che tutti coloro che cercano Dio hanno pari dignità”. “Come credenti, ebrei, cristiani e musulmani - ha aggiunto - non crediamo nel fato. Sappiamo che, avendo ricevuto da Dio un cuore e una intelligenza, possiamo cambiare, con il suo aiuto, il corso della storia”.

La conferenza di Madrid, annunciata dal monarca saudita e protettore dei luoghi santi dell’Islam (La Mecca e Medina) Abdallah bin Abdel Aziz al Saud al termine di una visita in Vaticano, e definita dalla Santa Sede “un atto di grande coraggio”, è stata salutata con favore anche dalla conferenza per il dialogo religioso svoltasi in giugno alla Mecca.
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