L'esperienza di questa GMG e' stata grandiosa: non so nemmeno da dove cominciare a raccontarla. Posso dirvi che si e' trattato di una nuova Pentecoste: noi, fedeli discepoli di Cristo, dopo aver invocato lo discesa della Spirito Santo - proprio come Maria e gli apostoli quasi 2000 anni fa - abbiamo ottenuto lo straordinario dono dello Spirito di Dio. Quest'ultimo ci ha consentito di vivere alcuni giorni in un clima di fraternita', comunione, unità, gioia, internazionalità e rispetto: comprendendoci a vicenda nonostante la moltitudine delle lingue e delle culture; condividendo senza egoismi lo spazio, il cibo, i sorrisi e le difficolta' di questi giorni stupendi; ricevendo dal papa il compito impegnativo ed entusiasmante di essere testimoni di Gesu' Risorto, speranza del mondo.
L'indimenticabile settimana appena trascorsa a Sydney e' stata preparata da cinque giorni nelle diocesi d'Australia e Nuova Zelanda: ogni gruppo di pellegrini ha trovato ospitalita' in una delle citta' del continente. Il nostro gruppo e' approdato a Melbourne, una metropoli che - con i suoi 3 milioni di abitanti - e' la seconda citta' piu' grande d'Australia, preceduta solo dai 4 milioni di Sydney.
A dire il vero, il nostro approdo nella "Terra dei canguri" e' stato un po' difficoltoso: atterrati a Sydney nella mattina di mercoledi' 9 luglio, superata finalmente la dogana, abbiamo sopportato pazientemente le sette ore di ritardo del volo Qantas per Melbourne. Arrivati a tarda sera nella capitale del Victoria, siamo stati accolti da alcune famiglie della parrocchia cattolica di Saint Gabriel, che sorge nel sobborgo periferico di Reservoir. Questa localita' e' abitata da molti emigrati italiani, provenienti soprattutto dal meridione, e conta due parrocchie cattoliche (l'altra e' dedicata a Saint Joseph Worker ed ha ospitato un nutrito gruppo di pellegrini romagnoli).
Abbiamo trascorso quattro giorni in parrocchia, assieme ad un gruppo di chierici provenienti dalle Isole Fiji. Io sono stato ospitato, assieme ad altri due seminaristi, da una gentile signora australiana di sessantun anni, Maureen O'Dwyer. Quest'ultima vive in una casetta di un solo piano (un vero e proprio container) assieme ad una cagna di nome Sandy. L'esperienza con loro e' stata bizzarra e toccante: ho dovuto fare da interprete tra la nostra "nonna" ed i miei due "fratelli" - seppure con qualche difficolta' e dando luogo ad alcune divertenti incomprensioni - per consentire, in qualche modo, la condivisione di tanti ricordi, tristi o giosiosi, tra Maureen e noi.
Le quattro giornate a Melbourne, oltre alle preghiere in parrocchia, ci hanno offerto la possibilita' di visitare l'avveniristica City, con i suoi imponenti grattacieli ed i suoi numerosi parchi. Il giovedi' abbiamo partecipato alla preghiera di apertura del gemellaggio, guidata dall'arcivescovo locale presso la cattedrale neogotica di Saint Patrick. Il venerdi' abbiamo visitato il sacrario piramidale che ricorda i 19.000 cittadini del Victoria morti, in Europa, durante la Grande Guerra; poi, in serata, il cardinale di Melbourne ha celebrato una Santa Messa (a dire il vero un po' hollywoodiana), davanti a circa 40.000 fedeli, presso il Telstra Dome (un enorme palazzetto dello sport, normalmente adibito al gioco del football australiano).
A Melbourne siamo piombati in pieno inverno, trovando - oltretutto - le giornate piu' fredde e ventose dell'anno (a detta degli abitanti del posto). Lo shock climatico, dovuto al rapido passaggio dal caldo equatoriale all'inverno australe, ha fatto si' che vari pellegrini del nostro gruppo si ammalassero. A causa delle indisposizioni fisiche e di alcuni problemi organizzativi, a partire da sabato 12 luglio, i responsabili del nostro gruppo ci hanno lasciato una maggiore autonomia: da allora abbiamo svolto la maggior parte delle attivita' divisi in vari gruppetti, ritrovandoci tutti insieme solo in alcune occasioni.
A questi quattro giorni a Melbourne e' seguito un lungo viaggio in autobus, a tappe forzate, attraverso le vaste e desolate terre australiane, che ci ha portati fino a Sydney. Arrivati nella capitale del Nuovo Galles del Sud, dopo una notte e una mattinata di viaggio, abbiamo trascorso il pomeriggio di lunedi' 14 luglio presso il bellissimo Olympic Park (quello che ospito' le Olimpiadi del 2000, considerate la migliore edizione dei Giochi di tutti i tempi). Allora non lo sapevamo ancora, ma l'enorme palestra chiamata "The Dome" (che sorge proprio accanto all'Olympic Stadium) sarebbe diventata la nostra casa per i sei giorni della GMG 2008.
(1 - continua) |