Narrow screen resolution Wide screen resolution
Sì del Sudan a tribunali speciali per il Darfur PDF Stampa E-mail
Scritto da L'Osservatore Romano   
Salva Kiir - Getty Images by AFP/Getty ImagesIl Sudan ha accettato la proposta della Lega Araba di istituire - con la collaborazione della Lega Araba stessa, dell'Unione africana e dell'Onu - tribunali speciali che giudichino i presunti responsabili delle violazioni dei diritti umani e dei crimini di guerra nel Darfur. Lo ha reso noto il capo del Gabinetto del segretario generale della Lega Araba, Hisham Yussef.

La comunicazione al riguardo è venuta all'indomani del viaggio compiuto a Khartoum dal segretario della Lega, Amr Moussa. "Hanno accettato di istituire i tribunali - ha detto Yussef - e anche la Lega Araba, l'Onu e l'Unione africana seguano i processi garantendo nello stesso tempo che le norme applicate rispondano a tutti i requisiti previsti dal diritto internazionale".


Intanto il Sud Sudan è sceso in difesa del presidente sudanese, Omar Hassan el Bashir, e ha chiesto alla Corte penale internazionale (Cpi) di soprassedere alla richiesta di arresto per crimini di guerra e genocidio in Darfur.

La presa di posizione - riferisce l'agenzia Ansa - giunge dal più alto livello, cioè dal presidente del Sud Sudan e vice presidente del Sudan, Salva Kiir. Questi, parlando a Kampala, in Uganda, dove è in missione, ha chiesto che tutte le eventuali iniziative penali nei confronti di el Bashir siano sospese per consentire al presidente di condurre in porto il pieno raggiungimento della pace tra nord e sud del Paese.

L'accordo di pace tra le parti - che poneva termine a ventuno anni di guerra civile - è stato firmato nel gennaio del 2005 a Nairobi: la situazione, attualmente, è tutt'altro che tranquilla. Vi sono anzi forti tensioni. Anche l'Unione africana, lunedì scorso, ha chiesto all'Onu di congelare per dodici mesi la richiesta del procuratore della Cpi, Luis Moreno Ocampo, di emettere un mandato di arresto internazionale nei confronti di el Bashir.

Ieri il presidente sudanese - accompagnato da cinque ministri e dai rappresentanti dell'Onu in Sudan - si è recato in visita in Darfur: è stata la prima volta dopo la richiesta di un mandato di arresto per genocidio e crimini di guerra. L'ultima visita di el Bashir risaliva a un anno fa.

Si è appreso intanto che nel pomeriggio del 21 luglio un ufficiale della sicurezza delle Nazioni Unite è stato picchiato da militari governativi e obbligato a salire su un veicolo prima di essere portato in una base militare. Il fatto è stato denunciato, in un comunicato, dall'Unamid, la missione mista Onu-Unione Africana in Darfur.

Secondo il comunicato, l'ufficiale si era recato nella zona del mercato di El Fasher, la capitale del Darfur del Nord, per svolgere accertamenti su un incidente stradale che aveva coinvolto un rappresentante dell'Onu. Aveva cominciato a scattare fotografie del posto quando è stato assalito dai militari sudanesi. L'intervento di altro personale Unamid non è servito a fermare l'aggressione, si dice nel comunicato.

L'ufficiale è ora ricoverato nell'ospedale di El Fasher. Nel testo del comunicato Onu si aggiunge che "anche se questo può essere considerato un incidente isolato, l'Unamid condanna nel modo più deciso gli attacchi ai suoi uomini, che sono lì per aiutare la gente del Darfur a ottenere la pace".
< Precedente   Prossimo >

Missione Oggi

Globalizzazione dei mercati - Universalismo della giustizia e della pace
La via della bellezza è ritrovare la via dell’arte di vivere, del vivere come arte, come musica, come sinfonia, come pace e gioia. E’ poter dire: ‘Sei grande Dio, questa sì che è vita, com’ è bello vivere’. Insomma lodarlo e ringraziarlo.

Il Pellegrinaggio del Viandante è il cammino per ritrovarla quella via della bellezza smarrita. E’ il viaggio di colui che decide di camminare, di non restare nella situazione ‘imputridita, stagnante, brutta”. Il pellegrinaggio nasce proprio come un tempo dello spirito vissuto in uno spazio mobile, aperto, non fisso.
Leggi tutto...