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Colombia: Bambini indigeni vittime della fame Stampa E-mail
Scritto da Misna   
ImageAlmeno 25 bambini dei popoli indigeni sikuanos, guayaberos e nukak makú – ultima etnia nomade della Colombia – sono morti per fame dallo scorso aprile in una zona fortemente colpita dalle fumigazioni delle coltivazioni illegali di coca nell’area selvatica di Cumaribo, nel dipartimento orientale di Vichada, al confine col Venezuela: lo ha comunicato all’organizzazione umanitaria colombiana ‘Consultorio per i diritti umani e lo sfollamento forzato’ (Codhes) il governatore indigeno della comunità di Barranco Siare, Cantalicio Monroy, “confermando le denunce già diffuse mesi fa dalla regione sugli effetti nocivi delle fumigazioni” per le coltivazioni di alimenti destinate alla sussistenza delle popolazioni locali.

Monroy “ha sollecitato l’invio di una missione multidisciplinare nella regione per informarsi e verificare i problemi legati all’alimentazione degli abitanti” ha aggiunto il Codhes; già ad aprile, la stessa organizzazione aveva sollecitato la ‘Defensoría del Pueblo’ (ufficio statale per i diritti civili) e l’agenzia presidenziale ‘Accion social’ a interrompere almeno temporaneamente le operazioni anti-droga, condotte solitamente con l'erbicida glifosato, già usato per le colture transgeniche, che distruggendo le piantagioni illegali distrugge anche i raccolti. Un appello rimasto inascoltato: “Il risultato è una nuova emergenza alimentare che per ora ha distrutto le vite di 25 bambini e mantiene in grave emergenza una comunità già assediata da una selva inospitale" ha detto ancora l’organizzazione. La notizia, pubblicata dal quotidiano ‘El Espectador’, giunge a pochi giorni dalla Giornata internazionale dei popoli indigeni, il 9 agosto, istituita dall’Onu nel 1994.
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