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L'arcivescovo Laurent Monsengwo Pasinya è il nuovo segretario speciale del Sinodo |
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Scritto da L'Osservatore Romano
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È una figura di spicco, e non solo in Africa, quella scelta dal Papa per sostituire - nella carica di Segretario speciale del Sinodo dei Vescovi del prossimo ottobre, dedicato come è noto alla Parola di Dio nella vita della Chiesa - lo scomparso monsignor Wilhelm Emil Egger. Si tratta di monsignor Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa. È un vescovo che, tra l'altro, ha svolto con pieno successo un ruolo chiave nella transizione politica nel suo paese, la Repubblica Democratica del Congo.
Nato il 7 ottobre del 1939 a Mongobele, nella diocesi di Inongo (Repubblica Democratica del Congo). La sua era una delle famiglie reali di Basakata, tanto che uno dei suoi due nomi, Monsengwo, significa proprio "nipote del capo tradizionale".
Sin da giovane ha avvertito il desiderio di dedicare a Dio e al suo popolo la sua stessa vita. Entrato in seminario a Bokoro ha concluso la sua preparazione filosofica nel seminario maggiore di Kabwe e si è perfezionato presso la Pontificia Università Urbaniana. È stato ordinato sacerdote il 21 dicembre del 1963 a Roma. La sua intelligenza e la sua propensione per gli studi convinsero i suoi superiori a fargli approfondire gli studi biblici presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma e di Gerusalemme, dove, primo africano nella storia, ha ottenuto la laurea in scienze bibliche. Rientrato nel suo paese dopo alcuni anni di lavoro pastorale e di insegnamento alla facoltà teologica di Kinshasa è stato nominato segretario generale della conferenza episcopale del Congo.
Il 13 febbraio del 1980 è stato eletto alla Chiesa titolare di Proconsolare e nominato ausiliare di Kisangani. In questa veste ha ricevuto Papa Giovanni Paolo II in visita pastorale il 4 maggio del 1980. Proprio Giovanni Paolo II l'8 settembre del 1988 lo scelse per guidare l'arcidiocesi di Kisangani. In questa nuova missione monsignor Pasinya, oltre ad assolvere con zelo ai suoi molti incarichi pastorali, si è impegnato nel sostegno e nella difesa del popolo nel periodo della lunga dittatura di Mobutu Sese Seko. Divenuto un punto di riferimento nel periodo più critico della storia recente del Paese è sembrato naturale che a lui fosse affidato il compito di garantire la transizione del sistema dittatoriale a quello democratico.
Il 6 dicembre del 2007 è stato trasferito alla guida pastorale dell'arcidiocesi di Kinshasa. Anche in questo suo nuovo incarico monsignor Pasinya non ha cessato di levare alta la voce in difesa dei diritti umani, della pace e della giustizia.
La sua preparazione bibblica gli ha consentito di scrivere numerosi testi sulla inculturazione della fede. E lo ha fatto con quella "delicatezza e quell'amabilità", come ha scritto di lui il suo antico professore, il cardinale Carlo Maria Martini, di cui è capace solo chi sa di testimoniare "la fede in Dio e nella sua Parola".
Tra i suoi numerosi incarichi si può ricordare che è stato più volte eletto presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, Presidente del Secam, co-presidente di Pax Christi internazionali e membro di diverse commissioni pontificie internazionali. |