“La gente fugge in massa; quelli in corso non sono combattimenti a bassa intensità, come in passato, ma scontri con uso di artiglieria pesante che terrorizzano la popolazione”: Colette Gadenne capo della missione di Medici senza Frontiere racconta alla MISNA da Goma la situazione nel Nord Kivu dove dal 28 agosto sono ripresi gli scontri tra l’esercito governativo e i miliziani del Cndp guidati dal generale dissidente filo ruandese Laurent Nkunda. Secondo Gadenne la stima di 100.000 sfollati è insufficiente a descrivere i grandi spostamenti di gente che si vedono ogni giorno.
“Nel fine settimana alcuni villaggi si sono interamente svuotati, come Kachuga e Sake. Per noi è diventato molto complicato portare aiuti e soccorsi, perché la linea del fonte si sposta ogni giorno” continua, sottolineando i grossi problemi di mobilità degli operatori umanitari, aggiungendo che di volta in volta, l’una o l’altra località resta isolata. “Al momento Masisi e Mweso, in ognuna delle quali ‘Msf’ ha un ospedale, non sono raggiungibili a causa dei combattimenti nella zona” dice l’interlocutrice, la quale riferisce anche che a Mwero, venerdì, il personale sanitario è stato costretto ad evacuare temporaneamente i pazienti poiché si temeva che qualche colpo di artiglieria colpisse l’ospedale. “Parte dei rifugiati si stanno riversando nei campi profughi già esistenti, come quello di Kitshonga, aggravando l’affollamento; ma in molti si nascondono nel ‘bush’ (foresta, ndr), senza cibo né acqua. Ci aspettiamo un netto aumento della malnutrizione” conclude Gaudenne. Le difficoltà degli operatori umanitari sono confermate dall’Ufficio Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari (Ocha).
“In più località la distribuzione di viveri e di aiuti non alimentari è stata sospesa per impossibilità di accedere alle zone” ha detto a Radio Okapi il coordinatore degli aiuti Ocha Patrick Lavand’homme, “Più camion sono stati sequestrati da uomini armati, e ci sono stati anche tentativi da parte della popolazione di non far partire i camion verso altre località. La sospensione degli aiuti è molto grave, perché rapidamente aumenterà la povertà e si aggraverà la situazione umanitaria”.
Intanto per la prima volta dall’inizio degli scontri l’esercito ieri ha mostrato i corpi di 28 combattenti presentati come elementi del Cndp di Nkunda, uccisi negli scontri odierni. Nonostante si combatta da quasi un mese ormai, non sono ancora circolati bilanci o stime credibili sulle vittime delle violenze, né tra le parti combattenti, né tantomeno tra i civili. |