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Lettera del Superiore Generale PDF Stampa E-mail
Scritto da p. Piero Trabuco   

IL BEATO GIUSEPPE ALLAMANO

1 dicembre 2002

AI MISSIONARI E ALLE MISSIONARIE DELLA CONSOLATA

Carissimi fratelli e sorelle,

All'inizio dell'Anno Liturgico 2002-2003, nella certezza che tutti stiamo camminando con rinnovato impegno e gioia incontro al Salvatore che viene, abbiamo pensato di invitarvi a riflettere su un tema che da sempre sta molto a cuore ai nostri due Istituti. Ricordando la promessa fatta dal nostro Beato Fondatore pochi giorni prima di morire: "Dal cielo farò, farò", "Farò più di là che di qua" crediamo utile domandarci: come percepiamo, oggi, la sua presenza? Lo sentiamo vicino ed operante? Continua ad essere un punto fermo di riferimento per ognuno di noi e per le nostre comunità? Ci confrontiamo con i suoi criteri nelle scelte di vita e di apostolato? Invochiamo la sua intercessione con fiducia? Sentiamo l'onore ed abbiamo il coraggio di presentarlo alla gente come modello e protettore?
Abbiamo la chiara percezione che le nostre due Famiglie missionarie si impegnano ad essere fedeli al loro Padre, del quale sono fiere e che "non cambierebbero con nessun altro" . Nel profondo del cuore, però, sentiamo che è possibile essere ancora più radicati alla nostra origine, vivendo intensamente noi per primi e proponendo a quanti incontriamo i valori del carisma missionario che l'Allamano ha ricevuto dallo Spirito e ha comunicato integralmente ai suoi figli e figlie, perché lo vivessero, lo sviluppassero e lo condividessero con molte altre persone. Siamo convinti che questi valori carismatici, in concreto, li troviamo nella vita e nell'insegnamento dell'Allamano. Ecco perché intendiamo riflettere ancora una volta e con un'ottica particolare su di lui.
Questa lettera, maturata nell'ambito delle due Direzioni Generali, è indirizzata congiuntamente alle Missionarie e ai Missionari. Il Fondatore, infatti, è lo stesso Padre dei figli e delle figlie, che ama e assiste allo stesso modo, senza distinzioni, e vuole che camminino in sintonia con l'identico spirito missionario e religioso trasmesso loro come propria eredità. È sempre con profonda commozione che risentiamo quelle stupende parole riservate nel testamento proprio ai suoi "cari Missionarii e Missionarie": "Per voi sono vissuto tanti anni e per voi consumai roba, salute e vita. Spero morendo di divenire vostro protettore in Cielo" (Lettere, X, 540). Abbiamo già sperimentato innumerevoli volte che il Beato Allamano è protettore valido per noi e per quanti ci sono vicini.
Con questo spirito, proponiamo in breve alcune linee operative, che potranno aiutarci a vivere ancora più intensamente la nostra comunione con il Padre Fondatore e a coinvolgere in essa tutte le persone che intendono partecipare, assieme a noi, alle sue ricchezze spirituali e godere della sua intercessione presso Dio e la nostra Madre Consolata.

1. "Risplenda la vostra luce davanti agli uomini" (Mt 5, 16)
Crediamo che il Beato Allamano sia una lampada accesa, che non va posta sotto il moggio, ma sul candelabro, perché brilli nella Chiesa. Pur senza averlo visto su questa terra, noi abbiamo saputo entrare ugualmente in piena sintonia con lui, attraverso lo studio e lo sguardo del cuore. Ora, grazie a Dio, possiamo affermare di conoscerlo bene e di essere in grado di diffonderne il messaggio in modo genuino. Siccome siamo convinti che il popolo di Dio ha il diritto di ricevere questo messaggio, perché l'Allamano appartiene alla Chiesa, noi suoi figli e figlie sentiamo il bisogno ed il dovere di donarlo a tutti, facendolo conoscere sempre più. Non dobbiamo pertanto riservare per noi soli questa luce, né tenerla nascosta nell'ambito dei nostri Istituti.
Ecco alcuni suggerimenti per raggiungere questo obiettivo:

Il 16 di febbraio
La Festa Liturgica del Beato Allamano sia preparata con una novena, con un triduo o con altre iniziative che aiutino a riscoprirne la figura e la testimonianza di santità. Sia celebrata con solennità e, dove possibile, si utilizzino espressioni popolari che favoriscono la partecipazione delle comunità cristiane. Rinnoviamo la bella tradizione di rievocare, in occasione della Festa liturgica, la testimonianza della sua vita, il suo insegnamento e le sue intuizioni missionarie. Le comunità dei Missionari e delle Missionarie collaborino attivamente per preparare e realizzare assieme questa celebrazione.

Il giorno 16 di ogni mese
Valorizziamo questo giorno, coinvolgendo anche gli amici e le comunità cristiane a noi affidate. La celebrazione di questa giornata va rilanciata, perché diventi un momento fisso di incontro spirituale di tutti: dei figli e delle figlie dell'Allamano, e del popolo cristiano. Quando la liturgia lo permette, abituiamoci ad usare le Messe votive in onore del Beato Allamano, particolarmente nelle nostre parrocchie o chiese aperte al pubblico. Quanti ci sono vicini devono accorgersi che il giorno 16 è speciale per noi e, di conseguenza, anche per loro. L'Ufficio Generale della Postulazione invierà sussidi al riguardo.

Catechesi e predicazione
Facciamo frequenti riferimenti al pensiero dell'Allamano nella nostra evangelizzazione. Ciò vale anche per chi guida ritiri od esercizi spirituali. Citiamolo spontaneamente e con semplicità, perché l'esperienza conferma che le sue idee e le sue direttive spirituali e apostoliche sono gradite a chi ha la possibilità di venirne a conoscenza. Le figlie e i figli non nominano, forse, molto spesso e volentieri il loro padre, proprio perché gli vogliono bene?

Pubblicazioni sull'Allamano
Utilizziamo le numerose pubblicazioni che parlano di lui e che lo presentano sotto diversi aspetti. Abbiamo il raro privilegio -da molti invidiato- di possedere il suo pensiero, ricco e pratico, nella raccolta delle conferenze domenicali e nelle lettere. È un materiale prezioso che è bene diffondere, sicuri di fare ad altri un dono molto utile. Ciò vale soprattutto per chi ha contatti con sacerdoti, seminaristi, persone consacrate e noviziati. Non si dimentichi che l'Allamano è educatore nato di quanti sono chiamati a seguire Cristo più da vicino e ad essere suoi ministri.

La sua immagine
Siamo forniti di tante immagini con l'effigie e i detti dell'Allamano. Facciamo ricorso anche a questi mezzi semplici per diffondere il suo volto, di modo che diventi familiare a molti. Sta per uscire un nuovo cortometraggio sul Fondatore, realizzato professionalmente. Esso sarà in italiano, ma se ne prevede la traduzione anche in altre lingue. Sarà sicuramente uno strumento moderno ed efficace per diffondere la conoscenza dell'Allamano.

2. "Voi dunque pregate così" (Mt 6, 9)
Il nostro Padre è stato uomo di profonda vita interiore e maestro di preghiera. Chi non è andato a visitare, ad esempio, il coretto alla Consolata, per vedere il luogo dove egli trascorreva lunghe ore in adorazione? Ai proponimenti degli esercizi spirituali, suggeriva di aggiungere anche questo: "Voglio pregare molto e bene" (Conf IMC, III, 611). In ciò si poneva sulla stessa lunghezza d'onda di Gesù, che era solito ritirarsi in luoghi solitari a pregare ed insegnava a "pregare sempre, senza stancarsi" (Lc 18, 1). Ciò che intendiamo qui sottolineare è il fatto che ora il nostro Fondatore, in cielo, è intercessore presso Dio per quanti lo invocano. Possiamo pregare Dio per intercessione dell'Allamano e anche pregare l'Allamano perché sia nostro intercessore presso Dio.
Anche su questo aspetto vorremmo offrirvi alcune semplici indicazioni:

Pregare per intercessione dell'Allamano
Ogni giorno, nelle nostre comunità, siamo soliti recitare formule tradizionali o nuove di preghiera proprie dei nostri Istituti. Con esse, ci rivolgiamo al Padre Celeste, per intercessione dell'Allamano, ed esprimiamo i desideri che più ci stanno a cuore. Rivolgerci a Dio, passando attraverso il cuore del nostro Padre Fondatore, ci sembra un modo familiare ed efficace di pregare. Continuiamo e intensifichiamo questa bella abitudine che, oltre tutto, ci tiene in stretto contatto con il Fondatore che prega con noi e per noi.

Insegnare ai fedeli a pregare come l'Allamano
Le motivazione per rivolgerci a Dio Padre sono tante: lode, ringraziamento, implorazione di perdono, richiesta di aiuto, ecc. La pedagogia dell'Allamano sulla preghiera è molto ricca e noi la conosciamo bene. Facciamola conoscere anche alla gente, convinti che in questo modo offriamo una forma di preghiera sostanziosa e rispondente allo spirito della Chiesa. In particolare mettiamo in evidenza gli "amori" del Fondatore, che sono l'Eucaristia e la Madonna. I fedeli saranno felici di diventare discepoli del nostro Fondatore, saggio maestro di preghiera.

Chiedere grazie e favori
Nei casi di particolari necessità, insegniamo alla gente a chiedere grazie e favori a Dio per intercessione dell'Allamano. Non dimentichiamo che il Fondatore è "sempre al pugiol [balcone]", come ha promesso quando era tra noi (cf. Conf MC, II, 482). Dal balcone egli ci guarda ed attende, pronto ad ascoltare non solo noi, ma anche tutte le persone, bisognose dell'aiuto divino, che gli presentiamo. È bello vedere una Missionaria o un Missionario della Consolata pregare il Padre celeste assieme ad una persona in necessità, implorando l'intercessione del loro Fondatore.

3. "Se avrete fede, […] niente vi sarà impossibile" (Mt 17, 20)
C'è un motivo speciale per cui scriviamo questa lettera. Sentiamo il bisogno di invitare tutte e tutti a chiedere con fede e insistenza l'intercessione dell'Allamano, per ottenere da Dio un miracolo, ai fini di giungere alla desiderata canonizzazione. Presso la Congregazione per le cause dei Santi, grazie a Dio e a quanti hanno lavorato con intelligenza ed amore, il processo si è felicemente concluso con la beatificazione. Ora non rimane che presentare un miracolo valido e comprovato attraverso un apposito processo, perché il Papa proclami "Santo" il nostro Fondatore. Tutti noi desideriamo ardentemente che questo avvenga, perché siamo certi della sua santità e perché riteniamo positivo che egli sia presentato a tutta la Chiesa come modello di vita spirituale e di dedizione apostolica e missionaria.
Anche l'Allamano ha vissuto la nostra stessa esperienza, quando si trattava di giungere alla beatificazione dello zio, Giuseppe Cafasso. Se esaminiamo la fitta corrispondenza tra lui e il Postulatore della Causa, possiamo renderci conto di quanto egli abbia dovuto impegnarsi per i due miracoli, allora richiesti. Ad un certo punto, si è addirittura sentito dire dallo stesso Postulatore: "Dica al Venerabile che cominci a far miracoli, altrimenti […]" (Lettere, IV, 663). E dopo la beatificazione, gli fu detto da alcuni Cardinali: "Ora tocca a voi farlo santo, ottenendone i miracoli" (Conf. IMC, III, 723). Certamente l'Allamano ha molto pregato e fatto pregare per ottenere miracoli per intercessione del Cafasso. Presso i suoi figli e figlie, poi, ha insistito in modo speciale. Sono significative queste sue parole, dette agli allievi in Casa Madre mentre donava loro una reliquia dello zio: "perché non abbiate paura di domandare grazie, e anche un miracolone" (Conf. IMC, II, 606). Sia pure raramente, si è persino lasciato andare a qualche innocente sfogo, come questo: "Questo sant'uomo […] non vuole far miracoli e noi dobbiamo stentare [tribolare]. Magari li farà dopo […]. Ma è adesso che ne abbiamo bisogno!" (Conf. IMC, III, 536). Veramente non sappiamo se ammirare di più nel Fondatore il desiderio di ottenere i miracoli o la sua conformità alla volontà di Dio. Ascoltiamo queste parole pronunciate con una certa soddisfazione, di ritorno da Roma, dopo la beatificazione del Cafasso: "Ora lo vogliono fare santo. I Cardinali insistono […] e voi domandate pure grazie spirituali, queste piacciono più a lui e le fa più volentieri. Ma siccome queste non bastano, domandate pure grazie materiali, soprattutto miracoli di chirurgia (si fa una novena, poi una seconda, una terza senza mai stancarsi). Soprattutto domandate vero spirito apostolico" (Conf. IMC, III, 723). Ora, però, siamo noi nella sua situazione e l'obiettivo del nostro immediato interesse è la sua Canonizzazione. E a lui vogliamo rivolgerci con la medesima sua fede e tenacia, ma anche con la sua identica conformità alla volontà di Dio.
Ciò che suggeriamo su questo punto è molto semplice:

Pregare per ottenere il miracolo
Anzitutto preghiamo noi, per ottenere un miracolo per intercessione del nostro Fondatore. Veniamo in contatto con tante situazioni di necessità, con tanti ammalati. Perché non pensare subito alla sua protezione, chiedendogli che interceda? Se avremo fede, niente sarà impossibile.

Invitare la gente a fare altrettanto
Comunichiamo agli altri la fiducia che noi abbiamo nell'intercessione dell'Allamano. Come per la beatificazione, un miracolo operato in una zona missionaria sarebbe davvero consono allo spirito dell'Allamano, che amava grandemente le persone alle quali aveva inviato le sue figlie e i suoi figli. Assieme a questa lettera, vi facciamo pervenire uno schema di novena. I Superiori e le Superiore di Circoscrizione si premurino a farla tradurre, anche nelle lingue locali, di modo che possa facilmente essere distribuita ed usata.

Comunicare le grazie ottenute
Infine, chiediamo di comunicare agli Uffici competenti dei due Istituti le grazie ottenute per intercessione dell'Allamano, di modo che si possano pubblicare, a gloria di Dio e del nostro Fondatore.

Concludiamo questo scritto rivolgendoci alla Vergine Consolata, che ha sempre dimostrato una predilezione per questo suo figlio, costituendolo suo "tesoriere", perché ci ottenga la grazia di crescere nella conoscenza e comunione con lui e, se questa è la volontà di Dio, di poterlo venerare presto come "Santo", assieme a tutta la Chiesa.
A nome dei due Consigli Generali, fraternamente vi salutiamo,

P. Piero Trabucco, IMC Madre Gabriella Bono, MC
(Superiore Generale) (Superiora Generale)

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Missione Oggi

Globalization: Points of Fracture in Our Human Society
New Social Sufferings, New Social Fractures
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Introduction

It is a privilege to be in front of this august body to speak as an African woman, who is passionate about mission, on this important issue which touches on human existence today. Globalization, the subject of our reflection, affects every dimension of the human person. It is not a faceless myth; rather, globalization is an overwhelming reality which affects every sphere of human life – the socio-political, economical, psychological, cultural, religious and spiritual realities.
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