“Sono soprattutto i giovani e le minoranze a essere colpiti dalla crisi, che fa crescere povertà e disoccupazione. Inoltre, è aumentata la discriminazione nei confronti dei migranti, accusati di rubare il lavoro”: lo ha sottolineato Martin Uhomoibhi, rappresentante permanente della Nigeria presso il Consiglio dei diritti umani dell’Onu, durante la seduta di lavoro dedicata alle ripercussioni delle crisi economica e finanziaria mondiale sul rispetto dei diritti umani.
Secondo l’esponente nigeriano, è in atto una crisi dei diritti umani che necessita una reazione appropriata. “La crisi – ha detto – ma è il risultato di meccanismi che sono crollati, ma di meccanismi che hanno creato ricchezza per alcuni e povertà per altri”. A fargli eco Juan Somavía, direttore dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), che ha chiesto “altrettanta immaginazione per salvare posti di lavoro e creare aziende di quanta è servita per salvare le banche”. Fra i vari relatori anche Navi Pillay, Alto commissario per i diritti umani dell’Onu, secondo cui “mentre la situazione dell’economia sembra lentamente migliorare, le sue conseguente sulle persone, in particolare sui diritti individuali, sono appena iniziate”. La signora Pillay ha espresso il timore di vedere diminuire le risorse destinate ai servizi sociali di base , come istruzione e sanità. Una delle priorità dell’Alto commissario per il biennio a venire sarà proprio quello di monitorare i diritti economici, sociali e culturali e combattere le disuguaglianze dovute alla povertà.
Merci
de m’avoir associé à cette journée. Floribert Chebeya est
tombé à cause de la haine de ceux qui ne veulent pas l’avènement
d’un Etat de droit. Nous tous, nous devons être défenseurs
des Droits de l’Homme pour une société plus juste et plus
fraternelle.