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Uno sguardo sul panorama attuale della pastorale che portiamo avanti noi missionari della Consolata, coglie un impegno rilevante in diverse aree.
Il più dei missionari è impegnato nella pastorale parrocchiale. Il dato, in sé positivo, è anche per noi un invito a stare attenti perché di solito un'alta percentuale di parrocchie può indicare una bassa presenza in situazioni di prima evangelizzazione. Forse nel futuro ci apriremo ad altri tipi di presenza pastorale più in sintonia con una pastorale di prima evangelizzazione, cioè " ad gentes ", il che ancora non è una realtà per la forma lenta come procede la ristrutturazione. Oltre il lavoro parrocchiale, ci sono diversi tipi di presenza a livello diocesano come servizi specifici alle chiese particolari. Sia in questa forma di presenza come in quella parrocchiale, noi missionari siamo di solito attenti a portare avanti, come su due rotaie, una pastorale che comporti evangelizzazione e promozione umana.
Considerando le situazioni umane, politiche, socio-economiche e culturali dei luoghi dove lavoriamo, ben si può dire che la nostra pastorale oggi si svolge prevalentemente in contesti difficili dove le crisi socioculturali acute chiedono da noi il massimo in tutti i sensi. E questo massimo - nella maggioranza dei casi - si sta dando.
Eppure, nonostante la dedizione pastorale di tanti missionari, vediamo che occorre ancora fare un passo avanti rendendo qualitativamente migliore la nostra pastorale.
Si tratta di evidenziare meglio la sua modalità missionaria " ad gentes ";
di approfondire la metodologia che ne consegue; di mettere in risalto uno stile che, fin dai primi tempi, ci è caratteristico.
Queste necessità sono all'origine di una doppia richiesta del Capitolo Generale del 1981:
a) Approfondire il senso della nostra missione;
b) Presentare in forma organica il cammino della nostra pastorale missionaria in una "Ratio Evangelizationis ".
La prima richiesta ha occupato innanzitutto la Direzione Generale e poi tutto l'Istituto sia in occasione della lettera "La nostra missione", sia nei progressivi intenti di vitalizzare la nostra specificità pastorale missionaria, obiettivo primario assunto dall'Ufficio Generale di pastorale.
La seconda richiesta ha la sua risposta in questa "Ratio Evangelizationis". Viene alla luce quasi alle porte dell'altro capitolo generale ma per ovvi motivi.
Infatti, questo mandato del Capitolo non poteva essere accolto senza previa riflessione sullo stile pastorale dei missionari della Consolata ed esperienza di evangelizzazione fatta dall'Ufficio di Pastorale delle circoscrizioni.
La Ratio è quindi come un punto d'arrivo di tutta la strada fatta.
È pure un punto di partenza. È la prima volta che si elabora una Ratio di questo tipo. Da una parte il compito non è facile. Se una circoscrizione o una parrocchia dice, parlando metaforicamente, di avere una pastorale " triangolare ", e un'altra di avere una pastorale " circolare ", e un'altra una pastorale " rettangolare ", l'unico discorso possibile a livello di Ratio è quello della pastorale della " figura geometrica ". Ciò vuol dire che la visione della Ratio non si può identificare con un determinato tipo di pastorale escludendo gli altri, ma deve offrire delle indicazioni più generali che siano valide in tutto l'ambito pastorale.
D'altra parte, il compito è relativamente facile in quanto che non essendoci nessuna Ratio precedente si può procedere con libertà.
Si è preferito il discorso personale a quello di tipo normativo.
Si è concepita la Ratio più come suggerimento pastorale che come regolamento.
Si è desiderato offrire un materiale atto alla meditazione pastorale, all'arricchimento del pastore, all'edificazione della comunità cristiana più che un insieme di leggi pastorali. Infine, si è voluto evitare di ripetere quanto è già contenuto nelle Costituzioni, essendo la Ratio una loro esplicitazione e complemento.
Come primo intento la Ratio Evangelizationis vuole aprire la strada ad una riflessione pastorale che porti a nuove formulazioni di servizio dell'aspetto pastorale dell'Istituto. La protezione di Maria e lo spirito del Fondatore siano sempre nel cuore di ogni pastore missionario della Consolata.
Mon. Luis Augusto Castro
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