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| INCONTRO DEI SUPERIORI REGIONALI D’AFRICA |
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| Scritto da P. Norberto Louro R. IMC | |
(MAPUTO, 4-8 Dicembre 2000)
I 12 partecipanti all’incontro continentale annuale dei Superiori Regionali d’Africa hanno dedicato la prima mezza giornata della loro riunione a riflettere sulle molteplici sfide e sollecitazioni che provengono dal mondo moderno in cui il Missionario opera. Anche se il Continente Africano è apparentemente estraneo a tante espressioni della modernità, tuttavia esso ne subisce ugualmente l’influsso, al punto che molti dei suoi valori sembrano venire scardinati alla radice. La riflessione ha messo in risalto l’importanza per il Missionario di vedere e di cogliere i segni dei tempi del fenomeno che va oggi sotto il nome di globalizzazione.
1. LE REGIONI D’AFRICA E LE CONFERENZE REGIONALI
Partendo da un primo scambio circa le modalità della preparazione e della celebrazione delle Conferenze, si è notato che ovunque esse sono state positive e caratterizzate da una buona partecipazione. Nel susseguente loro approfondimento, i Superiori d’Africa hanno sottolineato i seguenti elementi positivi:
- La celebrazione delle conferenze ad un anno dal Capitolo ha offerto spazio per un maggiore approfondimento dei testi capitolari.
- Molte Regioni si sono servite di un testo preparatorio, sulla scia dell’instrumentum laboris capitolare, per coinvolgere nella fase preparatoria tutti i confratelli.
- Ovunque la commissione preparatoria alla conferenza ha svolto un efficace lavoro di animazione della Regione.
- L’analisi della situazione di ogni Paese è stata trattata ampiamente da alcune Regioni, mentre altre sono state più sintetiche. È stato auspicato che le future conferenze curino tale “lettura” per permettere a tutti, soprattutto a chi e fuori della Regione, di conoscere meglio l’ambiente e la realtà che hanno motivato gli orientamenti e le decisioni della conferenza.
- Tutte le conferenze hanno sottolineato l’esigenza di confrontarci con la crescente povertà del Continente.
- Altra preoccupazione emersa ovunque: il bisogno di riqualificare meglio le nostre presenze e le comunità per essere testimoni più credibili della missione di Cristo.
2. VALUTAZIONE DEL RUOLO DEL CONSIGLIERE CONTINENTALE E DELLE ATTIVITÀ CONTINENTALI DEL 2000
Il ruolo del Consigliere Continentale è stato giudicato positivamente, sia come presenza che per le iniziative attuate, pur tenendo presente che dopo un anno è ancora prematuro valutarne l’apporto e determinarne chiaramente il ruolo.
Per quanto riguarda le attività continentali, è stata notata una certa fretta nella realizzazione degli incontri su Giustizia e Pace e sull’AMV. Alcune Regioni, infatti, non avevano ancora i propri incaricati. Resta irrisolto il problema del “come” concretizzare efficacemente nelle Regioni i contenuti di tali incontri. È stato pertanto ribadita l’importanza del compito delle Direzioni Regionali nel creare gli spazi necessari e sufficienti per gli scambi di informazione e nell’introdurre nelle programmazioni regionali i contenuti di questi momenti formativi continentali.
Là dove il numero dei Missionari è consistente risulta molto positiva la creazione dei Segretariati, i quali sembrano possedere maggiori possibilità di attuare nella Regione tutta la ricchezza che emerge da tali incontri.
3. AIUTI ALLE FAMIGLIE DEI NOSTRI MISSIONARI
Su questo tema c’è stato un attento e ampio scambio di idee e d’esperienze. Alla fine è stato elaborato, discusso ed approvato un testo provvisorio da sottoporre allo studio e all’approfondimento dei formatori nella loro prossima riunione a Sagana (Kenya) nel mese di gennaio, al fine di arrivare gradualmente ad un orientamento chiaro per il Continente e per l’Istituto.
4. NUOVA APERTURA DI DIALOGO COI MUSSULMANI
Per quanto riguarda tale apertura, voluta dal X Capitolo Generale, l’assemblea ha voluto ricordarne dapprima i principi ispiratori:
- essa sia frutto del dialogo tra tutti i Superiori d’Africa;
- il personale venga scelto dalla Direzione Generale nelle Circoscrizioni d’Africa e tra coloro che conoscono bene la realtà e ambiente africano;
- sia offerta al personale prescelto una preparazione specifica di almeno un anno;
- l’apertura sia fatta, se possibile, con le Suore Missionarie della Consolata, in una zona mussulmana aperta al dialogo;
- suo compito precipuo sarà la testimonianza e il dialogo;
- l’apertura sia realizzata possibilmente nel 2002.
Si è passati poi ad analizzare le varie proposte, frutto di ricerca di alcune Regioni:
- Tanzania nello Zanzibar.
- Mozambico nella zona Nord del paese (Massangulo).
- Kenya nella costa.
- Etiopia a Gibuti.
Quest’ultima proposta ha attirato l’attenzione dei Regionali per i seguenti motivi: esiste una esplicita richiesta del Vescovo Diocesano, tale comunità farà riferimento alla Regione Etiopia che vede di buon occhio e appoggia questa iniziativa, essa risponde ai criteri suggeriti dal Capitolo Generale (dialogo interreligioso e vicinanza al mondo islamico), non esistono difficoltà per entrare nel Paese.
Dopo un ampio scambio riflessioni sulle varie possibilità, ci si orienta su Gibuti. Viene suggerito un ulteriore studio da parte della Direzione Generale e della Regione Etiopia, prima di giungere alla scelta definitiva del Paese proposto.
5. TEMA BIENNALE DI FORMAZIONE PERMANENTE
Il tema proposto dal Capitolo è “Dispensatori dei misteri della salvezza”. La Direzione Generale ha già realizzato un convegno di studio su questo tema, con la presenza di esperti. Sono stati approfonditi in tale sede tre aspetti:
- Una lettura della realtà della Salvezza nei vari Continenti,
- Un approfondimento teologico della Salvezza,
- Una riflessione sugli atteggiamenti del missionario, quale dispensatore della salvezza: la testimonianza, il dialogo, l’annuncio, la celebrazione, la spiritualità.
L’assemblea si sofferma a valutare l’apporto che i sussidi che la Direzione Generale produrrà su tale tema potrebbero offrire alle circoscrizioni. Viene ribadita l’importanza dell’animazione da parte delle Direzione Regionali affinché tale riflessione possa incidere in profondità sulla vita e sull’azione missionaria dei confratelli.
6. LE INIZIATIVE DEI DUE CENTENARI DELL’ISTITUTO
Viene innanzitutto presentata una panoramica delle iniziative principali che saranno realizzate a livello di Istituto, dalla Regione Italia e dalla Regione Kenya. Viene sottolineato lo spirito con cui tale iniziative devono realizzarsi: non una auto-esaltazione, ma una vera memoria celebrativa che solleciti il rinnovamento dei Missionari nella fedeltà alla propria missione e vocazione, come voleva il Fondatore.
Ciascun Superiore Regionale presenta poi le iniziative che saranno realizzate nella propria Regione. Alcune raccomandazioni finali:
- ci sia una particolare attenzione al coinvolgimento dei giovani dei nostri Seminari;
- si faccia riferimento al Gruppo Centrale di Coordinamento per avere informazioni su iniziative di altre Regioni e per ottenere materiale utile;
- è opportuno avere una celebrazione di chiusura con la partecipazione dei Superiori Regionali a Torino il 7 ottobre 2002, dato che tale data coinciderà con la consulta intercapitolare.
7. UFFICIO COORDINAMENTO OSPEDALI
Suo campo di operazione sono gli ospedali gestiti dall’Istituto in Africa. I Regionali ribadiscono gli scopi dell’ufficio: ricerca di personale per i nostri ospedali, favorire l’invio di medicinali e mezzi secondo i vari bisogni, contatto con i benefattori per ottenere offerte e aiuti.
Si constata che l’Ufficio è ancora in fase di avvio. Esso dovrà rispondere agli obiettivi appena elencati, per poter diventare un efficace appoggio alle nostre strutture ospedaliere del Continente.
8. ANTICIPAZIONE DEL NOVIZIATO DI MAPUTO
Per facilitare l’inserimento dei neo professi nei Seminari Teologici si decide di anticipare di un mese l’inizio del Noviziato di Maputo. D’ora in avanti esso inizierà il 1° dicembre.
9. CONDIVISIONE ED INFORMAZIONE SU TEMI VARI
- Cure mediche ai confratelli che lavorano in Africa.
- Partecipazione ai corsi di rinnovamento organizzati dalla Direzione Generale.
- Incontro per formatori a livello di Continente e di Istituto.
- Formazione dei candidati Fratelli: pur seguendo la linea offerta dal Capitolo, si nota il permanere di difficoltà accademiche nel passaggio degli allievi da un Paese all’altro. Per questo motivo si invitano le Regioni ad analizzare le possibilità di studi che i vari Paesi offrono e si suggeriscono eventuali progetti comuni per candidati di diverse Regioni.
- Ordinazioni: per facilitare l’animazione missionaria delle Parrocchie in cui i nostri Missionari sono ordinati sacerdoti, si propone d’anticipare di alcuni mesi la data del Diaconato.
- Laici: si valutano le varie esperienze attualmente in atto nel Continente
10. AMMINISTRAZIONE
Viene spiegato il significato del “fondo regioni” iniziato lo scorso anno. Si legge la lista dei sussidi distribuiti nel corso dell’anno 2000. Si esprime il desiderio che i nuovi amministratori regionali abbiano una preparazione specifica a Roma prima di assumere l’ufficio e che si realizzino incontri periodici degli amministratori regionali a livello di tutto l’Istituto.
11. PROGRAMMAZIONE CONTINENTALE
a. Il prossimo incontro dei Superiori d’Africa si terrà a Kinshasa dal 3 all’8 dicembre 2001
b. Il prossimo incontro di Giustizia e Pace si programmi nel 2002
c. Prossime visite canoniche in Africa:
Ø Etiopia: si realizza nel mese di dicembre 2000
Ø Congo Kinshasa: dicembre 2001
Ø Sud Africa: maggio 2002
Ø Mozambico e Tanzania, in data da precisare nel 2002.
P. Norberto Louro R. IMC
(Consigliere Continentale d’Africa)
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