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| CONFERENZA DELLA REGIONE MOZAMBICO |
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| Scritto da Direzione Generale | |
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Prot. n. 367/00
Il lavoro preparatorio alla Conferenza Regionale, avviato subito dopo il Capitolo Generale, ha avuto un iter di molta riflessione e ha coinvolto attivamente tutta la comunità regionale. La Conferenza, programmata per il mese di maggio, a causa delle calamità atmosferiche che si sono abbattute su vaste zone del Paese, è stata posposta di alcuni mesi. Celebratasi infine nella seconda metà di agosto, ha visto un’alta partecipazione di Missionari.
Il Consiglio Generale, presi in considerazione gli Atti della Conferenza, si congratula innanzitutto per il lavoro fatto con impegno e serietà. Essi, prendendo a modello lo schema capitolare, hanno dato ampio spazio alla lettura della realtà, vista da varie angolature.
Il Consiglio Generale li approva con le seguenti osservazioni:
1. Nella lettura della realtà regionale, riconoscete che la conoscenza del Fondatore è lasciata un po’ nell’ombra (2.1). È opportuno che si avviino pertanto iniziative concrete appropriate per farne conoscere la vita e la testimonianza di santità.
2. Raccomandiamo alla particolare cura della Direzione Regionale il personale missionario, soprattutto quello giovane. L’iniziativa annuale programmata dalla Conferenza (2.3) sia integrata da altre iniziative quali il contatto e dialogo personale, la comunicazione frequente e gli interventi puntuali, qualora sorgessero difficoltà o problemi.
3. Il Consiglio Regionale dovrà seguire attentamente la fase della realizzazione delle varie proposte operative, particolarmente quelle che implicano nuove aperture, oppure l’ampliamento delle attuali opere. Non si penalizzino le persone a favore delle attività e del lavoro. Opportunamente avete citato (3.1) la preziosa indicazione capitolare che suggerisce di avere 3 Missionari in ogni comunità.
4. La fase di recupero delle parrocchie e opere, che il ciclone della guerra aveva costretto ad abbandonare, non è ancora del tutto terminato. Lo sforzo di questa ripresa può spingere a volte al frazionamento di fatto delle comunità o ad un attivismo esagerato. L’orientamento dovrà essere, in linea con le indicazioni capitolari, che il lavoro missionario si esprima partendo sempre dal contesto di comunità vere e non solo nominali. Non si perda mai di vista ciò che per noi resta fondamentale: il primato di Dio, la santità di vita, il valore della testimonianza fraterna, l’annuncio del Vangelo.
L’Istituto ha già lasciato in Mozambico un’impronta di evangelizzazione che dura da 75 anni. E il cammino continua ancora… Affidiamo alla intercessione del Beato Allamano l’auspicio espresso nei vostri Atti: “solidificare le basi per un rinnovamento in profondità che dia origine ad una presenza sempre più significativa in mezzo a questo Popolo” (1.6).
Roma, 22 settembre 2000
P. Piero Trabucco, Superiore Generale
P. Darci Vilarinho, Segretario Generale |
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