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| CONFERENZA REGIONALE DELL’ETIOPIA |
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| Scritto da Direzione Generale | |
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Prot. n. 341/00
Il Consiglio Generale dell’Istituto Missioni Consolata ha esaminato gli Atti della IV Conferenza Regionale dell’Etiopia, celebratasi ad Addis Abeba dal 29 maggio al 3 Giugno 2000. Il Superiore Generale, nella sessione di consiglio del 30 giugno, avuto il parere favorevole dei Consiglieri, li approva a norma delle Costituzioni, con le seguenti annotazioni:
1. Abbiamo preso atto con piacere del lavoro serio e completo, prodotto dalla Conferenza Regionale, soprattutto nella descrizione dei contesti, nell’accurata lettura della realtà e nella grande abbondanza di mezzi proposti per il rinnovamento personale e comunitario.
2. Alcuni dei mezzi suggeriti appaiono però più come obiettivi da raggiungere che strumenti pratici di programmazione. Sarà perciò opportuno che la Direzione Regionale e i Segretariati sottopongano programmi annuali concreti, incisivi, di cui si potrà verificare l’attuazione.
3. La Conferenza ha approvato un ampio piano di ristrutturazione regionale, che contempla alcune chiusure (Asella, Wonji), seguito però da un maggior numero di aperture (Chole, Alaba-Kachachullo, Shambo). Nell’attuazione di tale programma, non si dimentichino altre priorità, come: comunità con tre membri, potenziamento della formazione di base.
Alla Direzione Generale questo piano sembra troppo esigente rispetto alle nostre forze reali e in considerazione di altre difficoltà quali: l’endemica difficoltà nell’ottenere i permessi di entrata e i loro rinnovi, la difficoltà ad aumentare il personale, le crescenti esigenze nel campo della formazione. Si punti innanzitutto all’aumento della consistenza numerica delle comunità e all’apertura della missione nel Wallega (Shambo), già da lungo tempo programmata assieme alle Missionarie della Consolata.
4. È da lodare l’enfasi data alla formazione di base e alla preparazione specifica dei formatori. A questo riguardo osserviamo che:
a. L’anno propedeutico non è ritenuto necessario per i seminaristi provenienti dai nostri seminari minori;
5. Pur conoscendo la complessità del nostro lavoro in Etiopia, invitiamo la Regione a studiare con urgenza le possibilità e il modo di inserire laici nelle nostre opere, soprattutto in quelle sociali, come suggerito dal X Capitolo Generale. Tale scelta potrebbe produrre un risparmio di personale ed essere a beneficio dell’evangelizzazione.
Sappiamo che il lavoro in Etiopia si svolge in situazioni difficili e con caratteristiche proprie, quale la forte accentuazione delle opere sociali. A lungo termine, ciò potrebbe creare nel personale missionario una sensazione di frustrazione e di stanchezza. Il ministero della Consolazione, che sta nel cuore del nostro carisma missionario, aiuti ad evitare tale pericolo. Annuncio del Vangelo, vicinanza alla gente, promozione della persona umana, impegno per la giustizia e la pace, appoggio alle Chiese locali: ecco il vasto campo che la missione in Etiopia può ancora oggi offrire ai Missionari della Consolata.
Roma, 30 giugno 2000
P. Piero Trabucco, Superiore Generale
P. Darci Vilarinho, Segretario Generale |
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