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| VISITA CANONICA ALLE CIRCOSCRIZIONI |
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| Scritto da Direzione Generale | |
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Roma, 14 Settembre 2000l
L’anno appena trascorso ha permesso alla Direzione Generale di avere un primo contatto con tutte le circoscrizioni dell’Istituto, soprattutto attraverso la partecipazione alle Conferenze Regionali. Avviando ora la programmazione del secondo anno, la Direzione Generale pensa opportuno dare inizio alle visite canoniche alle circoscrizioni, secondo le modalità previste dalle Costituzioni e dagli orientamenti del decimo Capitolo Generale.
La prassi tradizionale seguita finora nell’attuazione della visita canonica è stata parzialmente modificata dal Capitolo del ‘99. Ricordo gli elementi che più direttamente interessano il suo svolgimento e che modificano quanto sancito dalle Costituzioni:
«Il Superiore Generale o il Vice Superiore Generale, durante il sessennio, compirà la visita canonica a tutte le circoscrizioni. Essa è occasione di incontro, revisione, esame dei problemi, momento di riflessione e di rinnovamento.
Le disposizioni della visita sono date al termine della medesima dal visitatore, dopo averne trattato nel Consiglio Generale e hanno valore normativo per la circoscrizione visitata» (p. 79).
«Il programma della visita canonica sia concordato con la Direzione di circoscrizione da visitare e annunciato alle comunità. Sia dato anche il dovuto rilievo all’incontro con la Direzione e gli Uffici della circoscrizione» (p. 80).
«Durante il suo mandato, il Superiore Generale si farà presente in tutte le circoscrizioni. Ogni confratello deve avere la possibilità di incontrarsi personalmente con lui» (p. 80).
La Programmazione Sessennale della Direzione Generale, sulla scia delle indicazioni del Capitolo, ha pure offerto le seguenti proposte operative:
- Il Superiore Generale e il Vice Generale si alterneranno nelle visite alle circoscrizioni. Essi saranno coadiuvati ordinariamente dal Consigliere Continentale.
- Il Superiore Generale si farà presente, durante il sessennio, anche nelle Circoscrizioni che non sono state da lui visitate, per offrire ai confratelli la possibilità di incontrarsi personalmente con lui (cfr. Cos 117.3).
- Il programma delle visite canoniche sarà concordato con i Superiori Regionali e verrà annunciato con un buon anticipo alle comunità. La Circoscrizione preparerà la visita con un attento esame della propria situazione, per fare emergere problemi e prospettive da essere studiate durante la stessa visita. La Direzione Regionale preparerà, assieme agli Uffici, una relazione complessiva della Circoscrizione che faciliti ai visitatori la conoscenza della stessa.
- Al termine della visita canonica, i visitatori indirizzeranno ai confratelli una lettera circolare, con disposizioni e orientamenti sia generali che propri per la circoscrizione (Boll. 88, p. 14).
Oltre alle indicazioni offerteci dal Capitolo e dalla programmazione della Direzione Generale, desideriamo ora aggiungere i seguenti orientamenti concreti:
1. Gli incontri continentali dei Superiori Regionali saranno il luogo opportuno per decidere i tempi e le modalità per effettuare la visita canonica alle singole circoscrizioni. In tale occasione si potranno anche decidere la data e i modi della presenza del Superiore Generale in quelle circoscrizioni dove egli non effettua la visita canonica.
2. Durante la visita, il dialogo personale con i Confratelli e l’incontro con la comunità saranno considerati prioritari. Vorremmo inoltre potere approfondire le seguenti tematiche:
- situazione personale del missionario, il progetto personale di vita e le sue iniziative di formazione permanente;
- progetto comunitario di vita e progetto apostolico;
- risonanza che le indicazioni dell’ultimo Capitolo Generale stanno avendo sul lavoro missionario, in particolare sul nostro impegno ad gentes;
- impatto che le decisioni della Conferenza Regionale stanno avendo, in modo particolare sulle comunità locali.
3. Ogni Circoscrizione preparerà per la visita canonica tre relazioni:
- la prima esprima il pensiero del Superiore Regionale e del Consiglio sulla situazione globale della circoscrizione;
- la seconda presenti le attività e le problematiche legate ai vari uffici e settori;
- la terza descriva le singole comunità locali.
Prima della visita verrà inviata ad ogni circoscrizione uno schema degli argomenti che dovranno essere sviluppati nelle tre relazioni.
4. Al termine della visita, i due Visitatori prepareranno una lettera circolare che, dopo l’approvazione del Consiglio Generale, sarà inviata ai confratelli della Regione. Essa raccoglierà quanto riflettuto e maturato nei vari incontri, sia personali che comunitari, e che può diventare orientamento operativo per la Regione.
Quanto detto finora si riferisce agli aspetti pratici e organizzativi dell’incontro della Direzione Generale con una circoscrizione. La visita canonica, però, può avere anche un significato più recondito, su cui ci soffermiamo brevemente. Esso può essere ricavato riflettendo sull’episodio della visita di Maria alla cugina Elisabetta. Ce lo narra l’evangelista Luca, il quale mette in rilievo alcuni elementi preziosi che possiamo applicare alla visita canonica.
1. Presenza dello Spirito
Lo Spirito Santo ha preceduto e ha accompagnato la visita di Maria, perché è sempre Lui il protagonista vero di ogni evento di salvezza. Maria ne è consapevole. Si affretta sollecita verso la casa della cugina, anche se è cosciente che il servizio che essa potrà renderle sarà semplice e umile. Ma Colui che ha riempito la sua vita e l’ha arricchita della presenza dell’Emmanuele saprà trasformare il suo semplice gesto d’amore in strumento di salvezza per tutti coloro che nella fede l’accoglieranno.
Quanto noi possiamo realizzare nel contesto di una visita canonica ha senza dubbio l’apparenza della semplicità e della povertà: si tratta di fratelli che incontrano altri fratelli per scambiarsi i doni che sono la loro esperienza di vita, la realtà della missione, i piccoli successi o anche i fallimenti che non mancano mai. Questo “scambio di doni” può tramutarsi però in evento salvifico se Colui che era presente nell’incontro di Maria con Elisabetta viene ora da noi invocato, accolto, ascoltato.
Ogni visita pertanto sia preceduta e accompagnata da una insistente preghiera allo Spirito Santo.
2. “Maria si mise in viaggio”
Molti fattori potevano sconsigliare quella lunga marcia di Maria verso la Giudea. Eppure “Maria si mise in viaggio”, lasciando alle spalle le proprie e le altrui titubanze, la sicurezza della propria casa, una maggior cura di se stessa in quel momento tutto particolare di attesa del Figlio. Solo intraprendendo con coraggio il “viaggio”, Maria fu in grado di incontrare la cugina e portare a lei e alla sua famiglia gioia e salvezza.
Una visita è possibile e diventa utile e fruttuosa se ciascuno è pronto a lasciare alle spalle il proprio mondo fatto di certezze e sicurezze, di ritrosia al cambio, di titubanze e paure di aprirsi a quel “nuovo” che Dio ha in serbo per tutti.
Maturiamo allora le disposizioni di apertura all’altro, di accoglienza di tutto ciò che può diventare proposta di conversione e di riqualificazione del nostro servizio missionario.
3. “E raggiunse in fretta una città di Giuda”
Ain Karim è il villaggio di Elisabetta: una borgata di gente semplice, lontana dalla notorietà di Gerusalemme. Questo è il mondo che Maria ricerca e che Elisabetta presenta alla cugina, e nel quale Dio opererà le sue meraviglie.
Durante la visita dobbiamo fugare la paura di presentarci nella ferialità della nostra vita e del nostro lavoro. È questa la nostra Ain Karim. Crediamo invece che qui può ripetersi l’incontro, suscitato dalla fede, che segna il passaggio di Dio che salva.
Maria saluta con gioia la cugina. Facciamo sì che il nostro incontro possa costituire anche l’occasione per celebrare la gioia della Famiglia che si riunisce per stringere maggiormente i vincoli della propria fraternità.
4. “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”
Ringraziare significa riconoscere la presenza salvifica di Dio nella trama della esistenza nostra e delle nostre comunità cristiane. Nella Bibbia c’è una costante insistenza sulla necessità di ringraziare. Ringraziando, si mette Dio al primo posto e noi in una costruttiva dipendenza da lui, si impara a vivere il rapporto con Dio in modo vitale, ci si dispone alla conversione, aprendo i propri orizzonti e sintonizzandoli con quelli di Dio.
La visita canonica è il tempo per tracciare un consuntivo del sessennio trascorso. Ringraziando, riconosciamo l’opera di Dio in noi e allo stesso tempo ci apriamo alla conversione poiché con più chiarezza prendiamo coscienza dei nostri limiti. Allo stesso tempo, con rinnovata fiducia, ci proiettiamo in avanti, coscienti dell’aiuto che Colui che “fa grandi cose” non ci lascerà mancare. E con la fiducia rinasce in noi la speranza, si rafforza la determinazione a non perdere nessuna delle opportunità che il Signore continua a seminare nel terreno della nostra realtà missionaria.
5. “Il Signore ha guardato alla povertà della sua Serva”
Le nostre debolezze non ci devono spaventare e le nostre infedeltà non possono bloccarci. Con S. Paolo possiamo dire: “quando sono debole è allora che sono forte” (2 Cor 12, 10). La revisione della nostra vita e del nostro lavoro è uno dei punti forti di ogni visita. Si osservano situazioni critiche, si analizzano difficoltà, non per condannare ma per trovare le vie per un superamento.
Momenti come quello della visita canonica ci possono offrire una provvidenziale infusione di speranza, se l’angolatura da cui vogliamo considerare la nostra vita e il nostro lavoro missionario sarà simile a quella che ebbe Maria di fronte alla sua piccolezza. Partendo dalla nostra debolezza e povertà, e mantenendoci costantemente disponibili a Dio, possiamo ardire le cose più grandi “perché santo è il Suo nome”.
6. “Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi poi tornò a casa sua”
La visita di Maria alla cugina durò tre mesi: un periodo limitato, ma che immaginiamo pieno di tante espressioni di amore vicendevole e di servizio reciproco, e capace di suscitare una crescita di fede in queste due persone chiamate da Dio a cose grandi.
Una visita canonica non può durare troppo a lungo. Mentre da una parte essa costituisce un momento forte nella vita di una Regione, permettendo di prendere anche decisioni di una certa rilevanza, dall’altra parte però essa resta pur sempre un momento speciale e di durata limitata.
Il nostro ritorno a casa significherà la ripresa del lavoro ordinario, il disbrigo dei tanti impegni che formano il tessuto della nostra vita quotidiana. Maria ritorna a casa sua, portando in grembo Gesù. Se anche noi sapremo fare ritorno a casa con una coscienza più viva della presenza di Gesù fra noi, la nostra esistenza sarà arricchita da una nuova carica di luce e di forza per un rinnovato slancio apostolico.
Concludendo, vorremmo esprimere un auspicio: che il passaggio della Direzione Generale in una circoscrizione possa offrire a tutti i Missionari l’opportunità di fermarsi per riflettere sul passato, discernere il presente e programmare il proprio futuro. E se a questa pausa ognuno saprà poi aggiungere l’evangelico granello di fede, allora si potrà percepire in modo tangibile il passaggio di Dio nella vita personale e della circoscrizione.
Questo augurio, avvalorato dalla intercessione della Madre di Gesù e nostra, sia accolto con generosa disponibilità da noi tutti, singoli e comunità. Il Beato Allamano confermi la nostra buona volontà e i propositi di rinnovamento, e ci benedica.
Cordialmente vi salutiamo,
P. Piero Trabucco, IMC
P. Antonio Bellagamba, IMC
P. Norberto Ribeiro Louro, IMC
P. Aquiléo Fiorentini, IMC
P. Jean André Benedetti, IMC
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