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| Scritto da P. Perlo | |
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CONCLUSIONI DELLE CONFERENZE TENUTE NELLA STAZIONE DEL S. CUORE DI GESÙ' A FORT HALL IL 1-2-3 MARZO 1904, PRESENTI 10 SACERDOTI MISSIONARI. 1° Mezzi e.modi migliori di apostolato Dato il carattere ed i costumi degli Akikuiu, i mezzi migliori per iniziare le nostre relazioni con essi, pare si possano ridurre ai seguenti: catechismi - scuole - visite ai villaggi - ambulatori alla missione - formazione d'ambiente. 2° Scelta e prima formazione catechisti nelle stazioni; indi invio al collegio - (Regolamento art. 18 pag. 35). Il catechista formato ritornerà al proprio paese, per ivi esercitare il suo ufficio, torna perciò a vantaggio della propria missione che ognuno si interessi a farne una scelta diligente per poterne aver presto un buon nucleo, ed anche per non inviare ad collegio personale inadatto. La prima formazione dei futuri catechisti in ciascuna stazione è soprattutto per conoscere e provare il soggetto. Nei primi tempi non essere troppo rigorosi nella scelta; più tardi, aumentando le conoscenze, sarà possibile una cernita migliore. - Doti di preferenza: età dai 15 ai 25 anni - robustezza relativa - anche con moglie, ma una sola - per ora non badare se circoncisi o no. - Qualità morali: buona fama nel paese, confidenza nel Patri, desiderio d'imparare, volontà di lavorare. - Durante il tempo di prova nelle varie missioni sono tenuti come operai o boys; perciò lavorano e sono pagati alla tariffa usuale; vestito e vitto se lo provvedono colla loro paga, per cui, ogni tanto, invece di segnar loro la giornata la si pagherà con pezze. Conviene insistere per tenere in deposito il loro denaro per abituarli a confidare in noi ed a risparmiare. Ritornati dal collegio saranno regolati con norme speciali. - Nei primi tempi si potrebbe tentare l'uso dei mezzi-catechisti; cioè uomini buoni e fidati - anche di una certa età - che si mandano nei centri di villaggi a ripetere, anche meccanicamente, qualche prima nozione di religione naturale, ordinariamente soltanto una per volta, e che, una alla volta, loro apprendiamo, affinchè ci preparino il terreno e ci coadiuvino nell'opera delle visite ai villaggi. A questi non occorre dare un'istruzione speciale e complea ma servirsene come semplici portavoce per ampliare la nostra sfera d'azione. Si pagherebbero come operai, se il loro lavoro è continuo, o come avventizi se ce ne serviamo solo qualche volta; e lavorerebbero in parallelo con noi, cioè precedendoci, ed accompagnandoci negli stessi villaggi che andiam visitando. Gli aspiranti catechisti e l'uomo di fiducia della casa potrebbero benissimo essere impiegati in questo lavoro. 3° Scuole. - Sono urgenti a Tusu per l'appoggio di Karoli, Hall per il governo, Limuru per il desiderio che ne hanno, [sono convenientis-sime nelle altre stazioni.] Alla Sega si faranno solo festive. Si insegni in Kikuiu a leggere e scrivere, ed elementi d'aritmetica. Più tardi anche un po' d'inglese. L'italiano, oltre all'essere difficile per gli Akikuyu, nulla servendo al nostro scopo non sarà insegnato. Per attirare allievi e perché non si annoino far le scuole brevi e frammischiarvi lavori manuali, ginnastica, esercizi militari, giuocchi ecc.; il tutto però fatto con ordine per educarli anche civilmente. Registrarli, notarne i punti, invitare i capi a vederne i progressi, far dare pubblici saggi e distribuire i piccoli premi a ciò destinati. - La scuola si farà alla missione in quelle stazioni ove vi sono capi che obblighino allievi ad intervenirvi; altrimenti, o contemporaneamente, iniziarne nel centro di numerosi gruppi di villaggi, accanto al loro capo; principiando però nel raggio più vicino alla missione, ove siamo più conosciuti. - Far qualche regalo al capo ed insistere che raduni i suoi sudditi nei giorni fissati. L'orario si adatterà agli usi della popolazione; ed alle classi saranno destinati secondo il giudizio del Superiore. Si noti che la scuola è un mezzo facile per trovare catechisti e provarli; in ogni caso basterebbe questo solo scopo per spingerci ad iniziarla presto e dappertutto. S'intende sempre che se si fa scuola è per poter insegnare il catechismo. 4° Visite ai villaggi - che fare in esse - Sono necessarie per farci conoscere e conoscere noi la popolazione, e poter principiare ad istruirla. La pratica fatta finora suggerisce la necessità di darvi un forte ed ordinale sviluppo. - La visita si farà tutti i giorni eccetto le domeniche; e ogni volta che per forza maggiore si dovesse tralasciare, se ne esporranno le ragioi al Superiore generale locale nella relazione del trimestre. Possibilmente una volta la settimana, durerà tutto il giorno; perciò saranno provvisti tavolini e sedie portatili, e il cibo sarà inviato dalla stazione già confezionato. - L'orario sarà fatto da ogni superiore di stazione secondo le abitudini della popolazione e le stagioni, per poterne trovare il maggior numero in casa; e trasmesso al Superiore locale. Cominciare nella zona prossima alla stazione, e ritornare sovente nei villaggi in cui dimostrano speciali disposizioni. Preferire i centri di villaggi, accanto a capi, dai quali si otterrà che radunino la popolazione in luoghi designati. - L'iniziativa personale e lo zelo di ciascuno suggeriranno quanto è meglio fare nei villaggi. Come norma direttrice si cerchi di attirarsi l'affezione e la confidenza degli indigeni, curandone gli ammalati, interessandosi delle cose loro, parlando loro dapprima ed a poco a poco sui principi di teologia naturale, e se desiderano facendo loro un po' di scuola. - Non si entri mai nelle capanne, né si interroghi sul numero degli abitanti. Sul governo e sulle tasse si risponda evasivamente; badando però di far sempre risaltare che noi siamo altri, e che altro è il nostro scopo. Eccettuati i medicinali, nulla dare agli indigeni senza permesso ogni volta del Superiore. Ai bambini, curandoli, si verserà acqua sulla testa. [per poterli battezzare se morenti, senza destare sospetti.] Si accudiscano gli ammalati gravi, che saranno visitati anche fuori d'orario ed istruiti rapidamente sulle verità di necessità di mezzo. Registrare le cure prestate ad ammalati ed il numero di villaggi visitati e dei missionari, suore e catechisti che vi presero parte. - Farsi presto uno schizzo topografico per poter eseguire le visite con ordine. Prima di recarvisi, recitare ogni volta nella Cappella ed in comune il Veni Sancte Spiritus ed un'Ave Maria. Per via esercitarsi nella lingua Kikuiu. Al ritorno si dia il caffè. 5° Ambulatorio della missione. - Intanto si attende alla cura dei malati, in quanto ciò serve al nostro scopo. Servirà al nostro scopo se gli indigeni da queste cure affettuose e gratuite apprenderanno che noi siamo buoni, che vogliamo loro bene, e che nulla cerchiamo per noi; se insomma ciò concorrerà a ben disporli verso di noi. Perciò non fare attendere quelli che si presentano - trattarli colla massima carità - discorrere con essi - dare a tutti qualcosa. [ come medicina.] - Non curare che Akikuiu, salvo permesso ogni volta dal Superiore. Di regola non si danno medicine da prendere fuori dell'ambulatorio. Abituare gli ammalati a venire nelle ore del mattino; negli altri tempi si cureranno solo i casi urgenti. - Il registro conterrà: data - numero progressivo - sesso - malattia - se curato a domicilio o alla missione. Si raccomanda a quelli che curano di usare le più grandi precauzioni per sé, né toccare oggetti della casa prima di essersi ben disinfettate le mani. Per far bende si impiegherà la cotonota a ciò destinata; la benda usata si riconsegna all'ammalato, che la riporti lavata. La garza o la medicazione in contatto diretto colla piaga saranno invece distrutte col fuoco. Si raccomandi ed invigili che le medicine ed il bendaggio sieno usati nella sola quantità e qualità strettamente necessarie. I medicinali segnati con croce bleu sono riservati esclusivamente per i missionari e suore. 6° Formazione d'ambiente, ossia educazione pubblica - E' il primo lavoro d'apostolato da fare e che deve aprire la via al resto; e deve essere come lo scopo prossimo da proporci coli'impiego dei suddetti quattro mezzi d'apostolato. Consiste nell'istruire la popolazione in modo che sia preparata al battesimo in punto di morte. Perciò procurare che la massa - non pochi individui - acquisti quelle cognizioni di teologia naturale che formeranno la base delle successive istruzioni sulla religione cattolica. Mancando gli Akikuiu di una religione propriamente detta, è necessario che incomincino ad apprendere che l'anima è immortale - che vi è Dio - che è giusto e perciò premia e punisce - del diavolo - che non può far male che a quelli che sono cattivi - che dipende da Dio venendo così al fine dell'uomo e poi ad accenni sulla redenzione. Questo è il primo passo; per renderlo facile e sicuro sarà bene seguire mordicus il relativo formulario in Kikuiu che sarà distribuito. - Coll'entrata in azione dei catechisti (ai quali soli daremo per ora istruzioni individuali) si procederà alla seconda parte del nostro lavoro. Ma nei principii, tutti i nostri sforzi e lavori in missione, per via, nei villaggi, sempre ed ovunque debbono convergere a questa formazione di ambiente. 7° Orario interno, Id. delle Suore riguardo al lavoro di missione - Reg. art. 5 pag. 29 - Orario per i missionarii: 5.15 levata - 5,30 orazioni, meditazione - 6 messa - 6,45 colazione - 7,30 lavoro di missione - 11,45 visita al SS. Sacramento [ed esame] - 12 pranzo - 14 lavoro manuale per i fratelli - 15 lavoro di missione - 18 cessazione dal lavoro per tutti, studio, diario - 19 Rosario - orazioni, martirologio, cena - 21,30, riposo, silenzio generale. - Alla domenica stesso orario, eccetto quanto è indicato alle ore 7,30 - 14 - 15; nel quale tempo si avranno: funzioni religiose, lettura spirituale, S. Ufficio per i fratelli, studio, passeggiate, ecc. a giudizio del Superiore di stazione. - Orario per le Suore: dalle 7,30 alle 11 e dalle 15 alle 18, lavoro di missione. Eccetto le domeniche, che sono a loro riservate. L'orario sarà tenuto esposto in luogo pubblico. 8° Relazioni colle Suore e loro lavoro Quantunque uniti per lo spirito ed il lavoro dobbiamo con loro far vita, il più possibile, materialmente separata. - Perciò: 1. non entrare nel loro dormitorio che per malattia o casi straordinarii; 2. la suora non vada da sola nelle camere dei missionarii, ma occorrendo qualche cosa mandi o si faccia accompagnare dal boy; 3. dovendo parlare ad una suora in particolare lo si faccia in cortile al pubblico od in Chiesa; 4. non scriver loro, occorrendo comunicare con quelle delle altre stazioni farlo sempre a mezzo del Superiore della loro stazione; 5. nessuna suora, anche accompagnata, può uscire dal territorio della stazione cui è destinata senza ordine del Superiore generale locale; 6. nella visita ai villaggi, ed uscendo con missionarii le suore debbono sempre essere almeno in due; 7. queste non si allontanino da casa, senza essere accompagnate almeno da qualche persona di servizio della missione; 8. il superiore della stazione le comanda direttamente; [nei lavori di missione]; ma non entri nella loro vita di comunità e nel loro regolamento: la loro superiora invigilerà su di ciò e baderà che ognuna faccia il suo dovere e sia obbediente, senza però cambiare gli ordini del Superiore; 9. nelle ore d'orario debbono ordinariamente attendere ai lavori di missione sotto la direzione del personale della missione [Superiore della missione]; fuori d'orario attendono alle cose loro sotto la direzione della loro superiora; né di regola ordinaria si esigeranno lavori di missione fuori d'orario. [Le domeniche, e solo quelle, sono considerate fuori d'orario]. 10. Procurare che a poco a poco le suore si abilitino a sostituirsi l'una con l'altra nei varii uffizi; 11. nessuno è autorizzato a confessare suore eccetto il superiore per le suore della propria stazione; perciò tutte le volte che le suore lo richiederanno, sarà loro inviato un confessore straordinario. 12. il primo e precipuo lavoro delle suore deve essere di coadiuvare in tutto ciò che è possibile il missionario nell'apostolato; soprattutto nelle scuole, visite ai villaggi ed ambulatorio. Secondariamente accudire, o meglio sopraintendere ai lavori di casa, alla cucina, far da madri ai missionarii, perché questi abbian la mente ed il tempo completamente liberi ad attendere al loro ministero. - Ma - regola assai importante - le suore nella casa debbono fare a mezzo degli indigeni tutto ciò che con essi si può fare, sopratutto nei lavori materiali e gravosi. - E' necessario non transigere su questo punto, affinchè né i missionarii, né le suore perdano il tempo e vi fatichino in cose, che possono essere fatte da indigeni - quantunque non così bene; ma che eseguite da personale europeo vengono a costare troppo care alla missione, e rubano un tempo destinato ad occupazioni ben più importanti. - Copia di quest'articolo 8° sarà tenuta affissa in pubblico vicino all'orario, ed un'altra nei locali delle Suore. 9°. Il superiore della stazione deve essere in tutto un vero padre di famiglia - Reg.to art. 4 pag. 29 - Deve essere la testa dirigente e far sentire la sua personalità, iniziativa ed attività in tutte le cose, anche nelle materiali e nelle minime. La sua stazione deve ricevere da lui quell'aspetto caratteristico per cui si distingue dalle altre; in quanto con santa emulazione cercherebbe di tutte superarle nel buon spirito e nel lavoro apostolico; pur sempre seguendo [fedelmente] tutte le norme ed i metodi proprii del nostro Istituto, sì da lavorare tutti veramente come un sol corpo ed un'anima sola. - Abbia molta cura dei suoi dipendenti, sopratutto dei fratelli, come i più bisognosi d'essere aiutati, incoraggiati, perfezionati. Perciò: procuri di attirarsi la loro confidenza, che vadano d'accordo, che lavorino per vero spirito apostolico; faccia loro frequenti funzioni solenni nelle feste, cerchi - suaviter e coi debiti modi - che la loro comunione sia giornaliera, e li eserciti anche - quando si può - in opere di apostolato, per sollevarne il morale. - Da tutto il personale della missione esige obbidienza, non solo alle regole generali ed agli ordini che egli da, ma anche alle sue vedute ed alla sua direzione, affinchè l'andamento della casa sia il più possibile uniforme e perfetto. Nella sua stazione anche coi più anziani e forestieri tiene sempre il primo posto. 10° Ritiro mensile la prima domenica del mese - Deve esser fatto in tutte le stazioni, e deve consistere soprattutto nel raccoglimento particolare. Perciò non si faranno cambiamenti d'orario, ma la meditazione adatta, ed alla sera si leggerà la preghiera della buona morte. 11° . Veste talare - Per distinguerci dal governo e dagli europei che incominciano a passare per il paese ed anche per nostro vantaggio la veste talare deve essere usata tutte le volte che - per il nostro genere di vita - non importerebbe troppo incomodo. Praticamente: 1. Si porta sempre nelle stazioni funzionanti 2. Nelle stazioni di lavoro si porta in chiesa, tutto il giorno nelle solennità, parzialmente nelle domeniche 3. In viaggio in carovana o per uscire dal territorio della propria stazione, e fuori di esso non si porta. 4. I fratelli seguono la regola di stazione di lavoro in qualunque missione si trovano 5. Sono per ora stazioni funzionanti: Tuthu - Hall - Limuru - Nyeri - Kekondi. 12°. Registro fatti principali in ogni missione - dei battesimi - delle visite ai villaggi - Ogni stazione deve avere un registro tenuto dal superiore, che rappresenti come il diario della missione. Notare perciò la data di fondazione, l'arrivo o partenza di personale, visite ricevute, fatti importanti, ecc., lavori fatti, e l'ultimo giorno d'ogni mese il totale dei villaggi visitati, ammalati curati, catechismi, scuole, battesimi fatti. - Il registro dei battesimi deve contenere: data - battezzante -nome dato al battezzato, dei parenti e del villaggio - sesso - se vivente o morto, ed in questo caso la data della morte. Non dimenticare i sopravissuti - notare se cambiano domicilio - visitarli sovente. Trattandosi di bambini di personale affezionato alla missione esser più larghi nel giudicare la prossimità di pericolo di morte; poiché anche sopravvivano, vi è tutta la probabilità di poterli poi educare nella religione. - Il registro delle visite contiene giornalmente il numero dei villaggi visitati, dei missionari, suore e catechisti che vi presero parte. 13°. Lingua kikuiu - modo di scriverla - Non occorre insistere sulla necessità di impararla presto e bene; poiché senza di essa il missionario ben poco può fare in missione. In ogni stazione vi è per uso comune una grammatica del padre Hemery, sia però cura di ciascuno il prender nota di nuovi e più addatti vocaboli, e di regole grammaticali, che nell'uso riuscisse a trovare; e comunicare i suoi risultati ai colleghi. Per ora, per l'ortografia kikuiu si seguiranno le seguenti regole: - le consonanti e le vocali si scrivono secondo il suono italiano, eccetto: - (ce) c duro si scrive sempre K (kappa) - ii oppure i molto lungo j (j lungo) - (esse) s dolce si scrive sempre S (s lungo) - uu, ua, va: quando non è il suono italiano e soprattutto in principio di parola si scrive W (v doppio) - Tutte le volte che v'è aspirazione si mette l'h (acca) - Accentare tutte le parole non piane - Non si usano: f, p, q, z, (effe, pe, cu, zeta) 14°. Relazione trimestrale al Superiore generale locale - Reg.to art. 12 pag. 33 - Deve esser fatta da ogni Superiore di stazione ed il 1° gennaio, aprile, luglio, ottobre. Deve contenere una breve, ma esatta relazione del lavoro ed andamento spirituale e materiale della casa nel trimestre precedente. Perciò: numero dei villaggi visitati, e dei visitanti, ammalati curati, catechismi e scuole fatte - stato sanitario dei dipendenti - conti del trimestre firmati - totale della giornata di persone nella casa - fatti importanti successi. - Inoltre: relazione sul personale, sua attività, pietà, obbedienza, prògressi o regressi; messe celebrate per l'Istituto con totali mensili. Precederà nell'intestazione il titolo della Stazione e seguirà la firma. - Si scrive pulito a penna, su carta di formato quaderno, in modo da potere - nel caso - essere convenientemente trasmessa al Signor Rettore. [Seguono norme pratiche per l'Amministrazione materiale delle Stazioni di missione]. 15°. Diarii e lettere al Sg. Rettore - Reg.to art. 12, 14 pag. 33,14. Queste e quelli saranno inviati al superiore gen. Loc., unitamente alla relazione del trimestre per essere trasmessi al sig. Rettore. Il superiore della missione invierà i suoi e quelli dei dipendenti, i quali avvertirà in tempo perché li preparino. Inviandoli sigillati, scriva sull'esterno il nome dei mittenti le lettere o i diari contenuti. Riguardo ai diari procuri che anche i dipendenti lo facciano regolarmente e nelle ore a ciò destinate. 16°. Economia - reg.to art. 15, 19. pag 34, 36. - Il superiore della missione è depositario del danaro per farne il miglior uso possibile; il che consiste nel usarlo soltanto secondo le istruzioni ricevute e con risparmio; ricordandosi che viviamo dell'altrui carità, e perché questa non inaridisca al nostro riguardo dobbiamo limitare le nostre spese alle cose necessarie. Nessun altro, di regola ordinaria amministra denaro dell'Istituto ma la suora di cucina potrà far essa direttamente le piccole spese di latte, polli e altri prodotti indigeni, rendendone però conto particolarigiato. Nella registrazione delle spese specificare bene la loro qualità e destinazione, e distinguere nel registro quelle fatte per le altre stazioni. - Nelle stazioni funzionanti il personale di servizio è composto di un uomo di fiducia, che fa la guardia alla casa, accompagna nei villaggi, tratta cogli indigeni, fa gli ordinarii lavori di servizio e di manutenzione, ed è pagato colla tariffa di operaio - di una donna o boy per acqua, legna, lavare ecc. A mezza tariffa - di un boy di cucina che se fa da cuoco riceverà due rupie al mese (e dopo molti mesi di servizio e se lavora bene due e mezza e poi tre.) Se aiuta, soltanto una rupia per uno o due mesi secondo il lavoro. E' conveniente che l'uomo di fiducia si faccia la capanna accanto la missione: se ha moglie la si sceglierà per il servizio dell'acqua. La tariffa di operaio varia nelle diverse stazioni; non sarà però mai superiore a quattro rupie mensili - eccetto casi eccezionali il personale di servizio deve essere limitato a quanto sopra. - per ora ogni stazione provederà a formarsi le carovane di cui ha bisogna per prelevare proviste di viveri dal magazzino di Limuru, e le carovane (come pure qualsiasi operaio) saranno pagate soltanto dalla stazione che le formò, ed in favore di cui lavorano. La tariffa di carovana è di un quarto di rupia (sedici pezze) per i seguenti tratti: N.K. - K.H. - K.T. - H.M.; di una mezza rupia (trenta due pezze) T.N. - T.H.; di una rupia e mezzo per N. Naivasha - K. Naivasha - H. Nairobi - H.L - T.L. - di una rupia per L.M. - Non si inizierà alcun nuovo lavoro nella stazione senza speciale ordine o permesso dal superiore gen. Locale; si faranno poi quelle riparazioni urgenti che la manutenzione delle costruzioni o del mobilio potessero richiedere. - Ogni stazione deve avere l'inventario di tutti gli oggetti che ad essa appartengono, e dei quali il superiore deve render conto. Si raccomanda la massima cura degli oggetti casalinghi, vestiario e mobilio; e sopratutto che si adoperano soltanto per quel uso a cui sono destinati; la mancanza di questo riguardo essendo una delle cause principali della distruzione o rottura di molti di essi; per cui, non potendo facilmente essere sostituito ne risulta talvolta un grave incomodo anche agli altri membri della stazione. - Il menu ordinario consiste: - Per colazione in riso, carne, caffè - latte; - Per pranzo in minestra, riso, due piatti carne con verdura, caffè - latte; - Per cena in minestra, riso, un piatto carne con verdura, caffè - latte; - Nelle stazioni ove trovasi frutta la si dia a pranzo ed a cena, ed a cena preferibilmente cotta. - Nelle solennità o nell'onomastico dei membri della stazione si aumenti qualche cosa. - Il latte condensato, vino, liquori, biscuits, marmellate, pastine [sagon] ordinariamente non saranno usati che in caso di malattia. - Delle gallette militari ed essenze di liquori sarà segnato con ogni consegna, il tempo che debbono durare; nel qual tempo si distribuiranno a giudizio del superiore. - si raccomanda di formarsi un buon cuoco, accudendolo talvolta anche personalmente; cercar di farsi portar latte di capra ove non è possibile averne di vacca; non tenere le provviste cibarie alla portata dei boys, ma distribuirle loro poco alla volta e star molto attenti che non ne prendano. Rinnovarle in tempo per non esporre a privazioni - per propria negligenza - gli altri membri della stazione; e ripararle dall'umido, dagli insetti e dai topi; per questi vi sono le apposite trappole che debbono sempre essere tese. - Per la salute è necessario aggiungere alla carne cibi vegetali. Si abbia perciò cura di avere un buon orto, con patate, legumi e verdura perenni; il che otterrà facilmente scegliendo località irrigabili, seminando in fine d'ogni mese, ed anche facendo conserve di pomidoro, piselli ecc. Si coltivino pure fiori per ornarne la cappella. 17°. Invio lettere a Torino ed alla famiglia Reg.to art. 13. Pag 33. Tutti I mesi nel giorno fissato passerà alle stazioni un incaricato per racogliere la posta. Il postino deve poter proseguire il giro nel giorno immediatamente dopo. Per ora è fissato il 1° del mese a M - 2 a Hall - 3 K - 4 N. - 5 T.S. 18°. Richieste oggetti e viveri Ogni richiesta di oggetti nuovi, casalinghi, vestiti o mobilio deve essere indirizzata al sup. Gen. Loc. - Il vestiario da rammendare - se non si può nella propria stazione, - sarà inviato a Fort Hall; gli oggetti da riparare, saldare ecc. Alla sega. Le richieste di viveri si rivolgeranno al superiore del magazzino di Limuru, accompagnate dai necessari portatori, recipienti, sacchi ordinari ed impermeabili, senza di che la richiesta non può essere presa in considerazione. Per la formazione di queste carovane, è benne che le stazioni vicine vi si mettano d'accordo. Ogni spedizione di merce dal magazzino sarà accompagnata da una dettagliata distinta; il destinatario all'arrivo della carovana verifichi subito, per poter in caso di mancanze o rotture, prendere i provvedimenti necessari. Nell'attesa che il ven Sig. Rettore dia il suo giudizio su queste conclusioni della nostra conferenza, mi pregio trasmetterne copia alla S. V. Rev. Raccomandando al ti Lei zelo e buono volontà la scrupolosa osservanza in Domino di tutto, anche delle minime parti, affinché corroborate dall'ubidinza possano produrre, colla benedizione di Dio, copiosi frutti. P. Perlo. |
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