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Delegazione Costa d'Avorio PDF Stampa E-mail
Scritto da Consolata.org   
Dedicata al Beato Giuseppe Allamano
Eretta il 16 febbraio 2001

In seguito alle indicazioni del IX Capitolo Generale che dichiarò la nuova Diocesi di San Pedro, nella Costa d’Avorio, terra di prima evangelizzazione, la Direzione Generale inviò, all’inizio del 1995, i primi tre missionari a San Pedro con l’auspicio che questo nuovo impegno missionario portasse “novità quanto allo stile, ai metodi e alle espressioni dell’azione evangelizzatrice dell’Istituto” (IXCG, 73).
Nell’intento di essere più vicini ai poveri, la prima comunità si insediò nella bidonville del Bardot (San Pedro). Allo stesso tempo, il Vescovo ci affidò, su base temporanea, la cura pastorale della costituenda nuova parrocchia della Cattedrale. Nel 1997 si aprì la missione di Sago, a 120 Km dal centro Diocesi. Nel 2000 l’Istituto accettò la cura pastorale della parrocchia di Notre Dame de la Mer di Grand-Béréby e nel 2004 la parrocchia di St. Joseph di Grand-Zatry
Su invito del Nunzio Apostolico e a richiesta del Vescovo di Odienné, l’Istituto accolse nel 2001 la missione di Dianra e nel 2002 la missione di Marandala, nel nord del Paese, in zona a maggioranza mussulmana, con l’intento di avviare anche un primo graduale incontro e dialogo con la consistente popolazione islamica.
Il gruppo della Costa d’Avorio celebrò la sua prima Conferenza regionale all’inizio del 2001 e diventò Delegazione il 16 febbraio dello stesso anno.


Direzione di Delegazione

Ipan Bonkaw P. Jean Willy Superiore Delegato

Lazaro Esnaola P. Ramón Vice Superiore
Serna Jurado P. José Martín Consigliere

Villa P. Pietro Amministratore Delegato
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Missione Oggi

Storia e modelli della presenza missionaria della Chiesa
Premessa

Il secolo scorso ha conosciuto un notevole impulso della coscienza missionaria della chiesa1 . Merito delle scuole missiologiche, soprattutto di Münster e di Lovanio, ma anche delle grandi encicliche missionarie: Maximum illud (1919), di Benedetto XV; Rerum Ecclesiæ (1926), di Pio XI; Evangelii praecones (1951) e Fidei donum (1957), di Pio XII; Princeps pastorum (1959), di Giovanni XXIII. Ne sono rimasti contagiati anche gli storici della Chiesa, che hanno rivalutato la storiografia missionaria, da edificante agiografia romantica di stampo eurocentrico a storia dell’evangelizzazione, dando più risalto ai popoli evangelizzati, con la loro identità culturale e religiosa.
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