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Delegazione Sud Africa Stampa E-mail
Scritto da Consolata.org   
Eretta il 25 luglio 1982

I Missionari della Consolata misero piede in Sud Africa, per la prima volta, nel 1940, quando alcune decine di loro furono deportati dal Kenya, come prigionieri di guerra, e rinchiusi per ben tre anni nel campo di concentramento a Koffiefontein.

Presenti a Cape Town, fin dal 1948, con una residenza stabile per i confratelli destinati a frequentare corsi di specializzazione. Dopo il Capitolo di rinnovamento del 1969, P. Mario Bianchi, Superiore Generale, apre l’attività missionaria dell’Istituto anche in Sud Africa. Tale apertura avviene nel 1971 con l’invio dei confratelli P.P. G. Bertè e G. Viscardi nella missione di Piet Retief della Prefettura di Volksrust, divenuta Diocesi di Dundee il 19 novembre 1982, e l’anno successivo riceveva il suo primo vescovo nella persona di Mons. Michael Paschal Rowland.

I confratelli hanno lavorato in diverse missioni della Diocesi con lo scopo di formare e consolidare sempre più la chiesa locale (lievito nella massa, considerando l’esiguo numero di cattolici) e di promuovere vocazioni per tale scopo.

Dal 1995, aprendo nell’Arcidiocesi di Pretoria, ci si è preoccupati di preparare la Delegazione ad accettare possibili vocazioni missionarie avvalendoci della presenza dei Seminari Maggiori nazionali, presenti in codesta Arcidiocesi. Come risposta all’opzione per le povertà urbane fatta dal X Capitolo Generale e dalla IV Conferenza della Delegaione, l’Istituto ha iniziato la sua presenza nella Diocesi di Johannesburg nel 2004.

Pubblicazioni periodiche della Delegazione

Sanibonani (litografato - senza periodicità)  P.O. Box 31072 - Totiusdal - Pretoria 0134 - South Africa.
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Missione Oggi

La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa
La mia riflessione sulla centralità della Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa è anzitutto quella di un pastore, che attinge certamente al suo cammino di teologo al servizio della Verità che libera e salva, ma soprattutto parla in rapporto ai molteplici vissuti umani che continuamente incontra e a cui annuncia la Parola della fede. È tenendo conto di questi vissuti che vorrei articolare le mie considerazioni costruendo una sorta di “menorah” dello spirito, un settenario ispirato al candelabro sacro, che arde nel Santuario di Dio, per aiutarci a illuminare gli scenari del tempo e gli scenari del cuore con la luce della Parola. Partendo dall’attesa della Parola, dal bisogno cioè di una rivelazione che rompa il silenzio del mondo e delle sue solitudini, vorrei riflettere sul Verbo rivelato anzitutto nel suo carattere di buona novella per tutte le solitudini, per fermare quindi la riflessione sull’evento che ha inondato il silenzio dell’intero creato e ha aperta la possibilità della comunicazione trasformante con l’Amore eterno: “Deus dixit!” – “Dio ha parlato!”.
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